Cronaca
Alcamo – Una presunta organizzazione dedita a truffare le compagnie assicurative attraverso falsi incidenti stradali è finita al centro di una indagine dei carabinieri di Alcamo e coordinata dalla Procura di Trapani. Sono 29 gli indagati tra avvocati, testimoni, vittime. I militari dell’arma hanno accertato numerosi tra Alcamo, Buseto, Castellammare, Castelvetrano, Partinico, Capaci e Palermo. Le indagini partite da un esposto di una Assicurazione trapanese
La notizia del collega Giuseppe Maniscalchi è riportata stamane dal Giornale di Sicilia.
Il pm del tribunale di Trapani ha chiesto al Gip che si proceda senza interrogatori preventivi e che si applichino le misure cautelari. Il carcere è stato chiesto per due indagati tra i quali l’avvocato alcamese Ubaldo Ruvolo che secondo l’accusa, sarebbe stato a capo del sistema che simulava incidenti stradali per truffare le assicurazioni.
Gli indagati a vario titolo sono accusati di frode assicurativa, falsa testimonianza e corruzione in atti giudiziari. Coordinatore delle attività un altro avvocato dello stesso studio di Ruvolo. Avrebbero operato procacciatori dell’inesistente sinistro, avvocati, vittime, testimoni che avrebbero avuto ruoli differenti nella gestione delle pratiche, dalla documentazione sanitaria alle richieste di risarcimento. Gli inquirenti stanno verificando le responsabilità individuali e l’entità complessiva del danno economico arrecato alle compagnie assicurative.
Le indagini dei carabinieri di Alcamo sono partite da un esposto presentato quattro anni per conto dell’Unipol Sai dall’avvocato trapanese Giacomo Esposito, al quale sono seguite altre querele. Eseguite perquisizioni domiciliari, intercettazioni, un centinaio quelle negli atti dell’inchiesta.
La denuncia dei falsi sinistri ha toccato diverse città: Alcamo, Buseto, Castellammare, Castelvetrano, Partinico, Capaci e Palermo.
Gli indagati compariranno domani mercoledì e poi giovedì davanti al Gip di Trapani per gli interrogatori di garanzia. Per due degli indagati è stata chiesta l’applicazione della misura cautelare in carcere. I domiciliari per altri dieci indagati, obbligo di dimora per gli 17 indagati.