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    Strage di Casteldaccia: si al patteggiamento della Quadrifoglio Group
    Redazione21 Luglio 2026 - Cronaca
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    Termini Imerese (Palermo) – Arriva il parere favorevole dalla procura di Termini Imerese alla richiesta di patteggiamento a una pena di quattro anni avanzata da Nicolò Di Salvo, legale rappresentante della Quadrifoglio Group società che stava eseguendo i lavori alla condotta fognaria di Casteldaccia dove morirono intossicati cinque operai e altri due rimasero gravemente feriti.

    Nel procedimento oltre a Di Salvo sono imputate cinque persone che saranno giudicate con il rito ordinario e che rispondono di omicidio colposo plurimo, visto che le vittime furono uccise da gas tossici mentre erano impegnati nello spurgo di una vasca fognaria dell’Amap, l’azienda Acquedotto del Comune di Palermo, che gestisce impianti idrici anche in vari comuni della provincia. Imputati sono Wanda Ilarda, dirigente dell’ufficio appalti Amap, Salvatore Rappa, responsabile del procedimento; Girolamo Costa, capo del servizio prevenzione e protezione; Sergio Agati, direttore dell’impianto di Casteldaccia; e Gaetano Rotolo, all’epoca direttore dei lavori.

    Imputate anche le società Amap e Quadrifoglio Group, a cui viene contestata la responsabilità amministrativa.

    Il 6 maggio del 2024 nell’impianto morirono Epifanio Alsazia, 71 anni; Ignazio Giordano, 59; Roberto Raneri, 51; Giuseppe Miraglia, 47, e l’impiegato interinale dell’Amap, Giuseppe La Barbera di 28 anni.

    Rimasero gravemente feriti Domenico Viola e Giuseppe Scavuzzo, entrambi operai della Quadrifoglio, che avevano tentato di tirare fuori i compagni.

    Oggi il gup di Termini Imerese Sandro Potestio ha ammesso la costituzione di parte civile dei familiari delle vittime, la Cgil, la Feneal Uil e l’associazione Sicurezza e Lavoro.

    «La costituzione di parte civile in un processo come quello della strage avvenuta a Casteldaccia, nella filiera di un appalto di un’azienda pubblica come l’Amap – commentano il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo e il segretario generale Fillea Cgil Palermo Piero Ceraulo – parla anche a tutte le aziende e alle amministrazioni pubbliche, che affidano i lavori in appalto senza accertarsi che le regole minime vengano rispettate».

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