Politica
Trapani – di Rino Giacalone – Sgambetto al sindaco Giacomo Tranchida. E’ successo oggi pomeriggio a Palazzo Cavarretta in una seduta che ha messo in evidenza un’aula “governata” dall’opposizione, con la forza dei numeri. Oggi come concordato in conferenza dei capigruppo, il Consiglio comunale doveva ascoltare la relazione annuale del sindaco Tranchida e poi passare al dibattito. Ma a sorpresa, al momento del voto sul prelievo del punto all’ordine del giorno, il voltafaccia dei consiglieri che non sostengono la Giunta: davanti al primo cittadino, pronto a intervenire, la proposta è stata bocciata.
Il microfono del primo cittadino è stato, politicamente, spento. In aula a presiedere i lavori c’era il vice presidente Andrea Genco, per un forfait improvviso, giustificato da impegni di lavoro, del presidente Mazzeo. Un’assenza, quella del presidente del Consiglio, che ha un’apparenza strategica: per fare da gancio, politico, con lui in aula non si poteva negare, come è stato fatto dall’opposizione, l’esistenza del relativo accordo raggiunto dai capigruppo.
Come stanno le cose lo ha detto a chiare lettere Tore Fileccia (Trapani 2028): “Senza i voti dell’opposizione non si vota più nulla in quest’aula”. Maurizio Miceli (FdI) ha negato però strategie politiche: “Prima della relazione del sindaco c’erano delibere per le quali c’era maggiore sintonia perché riguardavano proposte, per così dire, routinarie (propedeutiche al bilancio 2026 ndr). Le abbiamo votate poi saremmo passati alla relazione del sindaco, ma lui nel frattempo, come suo costume, è andato via”. Tranchida infatti dopo il prelievo bocciato ha lasciato quasi subito l’aula.
“In maniera improvvisa – ha detto il capogruppo di Rigenerazioni-Oltre, Toto Braschi – per l’opposizione sono diventate urgenti le delibere legate al bilancio, quando nella precedente riunione erano state saltate per fare attività ispettiva, loro le avevano messe da parte. Credo che questa si chiami schizofrenia politica”. “Il prelievo – ha ribattuto Miceli – non era stato programmato, votate le delibere si poteva passare alla relazione, ma il sindaco noto disertore dell’aula, ha ancora una volta manifestato il rispetto che ha per Palazzo Cavarretta”. “Sfugge ai consiglieri che ci criticano – ha ripreso Fileccia – che è più importante velocizzare i tempi per arrivare al bilancio, invece di ascoltare una sterile relazione”.
“L’opposizione – hanno detto dal Pd Uniti per Trapani, i consiglieri Patti, Desideri e Vincenzo Guaiana – ha scelto ancora una volta di sottrarsi al confronto politico, una decisione incomprensibile che impedisce all’aula di discutere dell’azione amministrativa e di affrontare, alla luce del sole, i risultati raggiunti e le prospettive per la città. Eppure, da chi annuncia la mozione di sfiducia ci si aspetta coerenza. Chi si definisce alternativa di governo dovrebbe cogliere ogni occasione di confronto istituzionale, non evitarla. Rifiutare il dibattito sulla relazione del sindaco, deciso in conferenza dei capigruppo, significa rinunciare al proprio ruolo e privare il Consiglio comunale, oramai ridotto a palcoscenico di sterili polemiche e proclami, di un momento fondamentale di trasparenza e di verifica democratica”.
“E’ evidente – ha aggiunto Braschi – che siamo davanti all’antipolitica, chiedono in aula il sindaco e quando c’è gli negano la parola. E’ vero l’opposizione ha i numeri per essere maggioranza in aula, ma questo comporta responsabilità che loro calpestano, non si governa facendo e disfacendo a piacimento, queste delibere certamente importanti, per loro lo sono diventate solo oggi dopo che nelle commissioni si sono astenuti o votato contro. Hanno scoperto oggi l’urgenza perché sanno che se non votiamo il bilancio il Consiglio va a casa, forse sarebbe meglio così che continuare con gli inghippi politici”.
Intanto oggi dopo l’approvazione delle delibere legate al bilancio 2026, è venuto meno il numero legale, seduta rinviata a domani pomeriggio. Difficile che venga trattata la relazione del sindaco. L’opposizione è chiaro ha deciso di dettare tempo e momento.