Cronaca
Trapani – di Rino Giacalone – Il mercato privato dell’acqua al centro di un’azione di controllo della Guardia di Finanza. I mezzi di due ditte private, Vittorioso e Scaturro, fermati, autisti sanzionati, multe anche per amministratori condominiali. Le fiamme gialle sono entrate in azione a Trapani nei giorni scorsi, ufficialmente per la violazione delle ordinanze sindacali emanate per fermare i gravi episodi di inquinamento idrico, ma nei fatti l’azione rimette al centro di un’attenzione investigativa i commercianti privati dell’acqua.
L’intervento della prefettura, le disposizioni decise anche nell’ambito del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, e scaturite a fronte dei gravi inquinamenti alla distribuzione dell’acqua che stanno colpendo alcune zone del capoluogo, hanno fatto scattare questi controlli nei confronti degli approvvigionamenti idrici ai quali molti condomini ricorrono attraverso rifornimenti presso privati titolari di pozzi esistenti all’interno del perimetro cittadino. Acqua trasportata su autobotti dove è evidente l’indicazione di “acqua non potabile” però destinata a cisterne condominiali, dove ad essere versata deve essere soltanto acqua potabile.
La Guardia di Finanza ha eseguito alcuni controlli che hanno portato a denunce e sequestri di mezzi, ditte private e amministratori condominiali sanzionati e obbligati a eseguire la sanificazione delle cisterne dei condomini gestiti. Le fiamme gialle sono intervenute in modo severo. I controlli sono scattati in particolare all’interno del perimetro urbano dove si sono registrati il maggior numero di episodi di inquinamento. Le ordinanze di Palazzo D’Alì che ha attivato il “centro operativo comunale” sono chiare: i rifornimenti idrici attraverso privati possono essere fatti a condizione che però vengano utilizzati automezzi provvisti dell’autorizzazione al trasporto dell’acqua potabile, ma l’acqua deve essere quella prelevata direttamente presso il cisternone di San Giovannello o presso l’impianto del dissalatore di Nubia. Misure necessarie ad abbattere il numero degli episodi di contaminazione. La Guardia di Finanza ha bloccato in particolare un paio di rifornimenti, dopo avere accertato che l’acqua che stava per essere versata nelle cisterne condominiali, palazzi di via dei Mille e via Tibullo, proveniva da pozzi privati, qualificata come destinata solo e soltanto adusi irrigui e sprovvista di autorizzazioni per l’uso umano.
Acqua quindi priva di requisiti di potabilità. L’azione dei finanzieri condotta in modo serrato colpisce il mercato dell’acqua privata che da anni costituisce uno degli affari più redditizi nelle mani di privati che hanno speculato sui bisogni della città. E’ vero che la distribuzione idrica pubblica per ragioni diverse non è efficiente, e che alcune prese idriche sono entrate in contatto con gli scarichi fognari, per ragioni diverse, anche per lavori privati malfatti, o interventi di ditte che hanno creato guasti alle condutture, ma da Palazzo D’Alì si è sempre fatto presente la possibilità, anche attraverso privati, purché provvisti di autorizzazioni e mezzi adibiti al trasporto di acqua potabile, di prelevare l’acqua dal cisternone di San Giovannello e adesso anche direttamente dal dissalatore. Ma quello che è accaduto è paradossale: da una parte cittadini che lamentano di essere vittime di inquinamenti idrici, dall’altra parte alcuni di quelli che protestano che non si fanno scrupoli a servirsi di autobotti private senza aver certezza da dove arriva l’acqua. La Guardia di Finanza è quindi intervenuta per impedire il perpetrarsi di episodi che violano le ordinanze emesse per impedire i rischi di contaminazione. Per adesso si parla di sanzioni amministrative, ma adesso i provvedimenti passeranno anche al vaglio della procura, considerato anche un fascicolo di indagine che sarebbe stato aperto.