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    Polizia locale, a Terrasini il convegno Anvu: «Oltre il verbale», più formazione e strumenti per gli agenti
    Redazione17 Ottobre 2026 - Attualità
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    Terrasini (Palermo) – Andare «oltre il verbale» per raccontare una Polizia locale sempre più impegnata nella sicurezza urbana, nel controllo del territorio e nella gestione di situazioni complesse, ma ancora alle prese con carenze di organico, strumenti operativi e formazione. È questo il tema emerso dal sesto convegno regionale dell’Anvu Sicilia, ospitato a Palazzo D’Aumale, a Terrasini, occasione di confronto tra operatori del settore sulle nuove normative e sulle sfide che attendono i corpi di polizia municipale.

    L’incontro ha messo in luce le difficoltà di una categoria chiamata a svolgere compiti sempre più articolati, anche alla luce della recente riforma della Polizia locale. Tra gli aspetti maggiormente discussi, il mancato riconoscimento della nuova identità della polizia di prossimità, quotidianamente a contatto con cittadini e comunità, ma ancora spesso considerata una forza di polizia di secondo livello.

    Un’immagine che gli agenti intendono superare definitivamente è quella del vigile urbano impegnato soprattutto a elevare multe per fare cassa. Il ruolo della Polizia locale, è stato sottolineato nel corso del convegno, va ben oltre l’attività sanzionatoria e comprende funzioni sempre più rilevanti per la sicurezza e la vivibilità delle città.

    Dalle bodycam all’intelligenza artificiale, servono formazione e mezzi

    A evidenziare il divario tra le nuove responsabilità e le risorse disponibili è stato Giovanni Battista D’Amico, presidente di Anvu Regione Sicilia. «Le modifiche normative non riconoscono le nuove realtà con cui la Polizia municipale deve avere a che fare», ha affermato, richiamando temi come l’utilizzo delle bodycam e dell’intelligenza artificiale, l’esecuzione degli sfratti, lo sgombero degli immobili occupati e la gestione di persone non collaborative.

    Tra le questioni aperte anche l’eventuale utilizzo del taser e le modalità d’intervento nelle cosiddette zone rosse, aree individuate dalle autorità competenti per intensificare i controlli e contrastare situazioni di insicurezza.

    Secondo D’Amico, a fronte di queste nuove esigenze manca una formazione ufficiale adeguata. È proprio in questo spazio che interviene l’Anvu, impegnata da anni, ha spiegato il presidente regionale, a colmare le lacune formative degli operatori attraverso attività di aggiornamento e confronto professionale.

    Zone rosse, l’allarme del comandante della Polizia municipale di Palermo

    Sulle difficoltà operative è intervenuto anche Angelo Colucciello, comandante della Polizia municipale di Palermo, che ha richiamato l’attenzione sui limiti che gli agenti incontrano quando sono chiamati a intervenire in contesti legati alla sicurezza e all’ordine pubblico.

    «Finché si tratta di controlli di natura amministrativa siamo stati e saremo sicuramente in grado di farli», ha dichiarato Colucciello. Le difficoltà emergono, invece, nelle zone rosse, dove è necessario intensificare i controlli e intervenire nei confronti dei soggetti che generano situazioni di insicurezza.

    Tra gli ostacoli principali, secondo il comandante, l’assenza di collegamenti con le banche dati delle altre forze di polizia, indispensabili per rendere più efficaci le attività di controllo.

    A pesare ulteriormente è la carenza di personale. Colucciello ha ricordato che il corpo palermitano registra un’età media di 56 anni, una condizione che, insieme alla mancanza di agenti, rischia di compromettere l’efficacia delle nuove disposizioni. «Bisogna cominciare ad arruolare, non semplicemente ad assumere, cioè formare persone adeguate», ha sottolineato, evidenziando la necessità di investire nella preparazione professionale e nel ricambio generazionale.

    Trasporto pubblico gratuito, l’annuncio dell’assessore Aricò

    Dal convegno è arrivato anche un annuncio sul fronte delle agevolazioni per gli operatori. L’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, Alessandro Aricò, ha anticipato l’approvazione di una norma per garantire la gratuità del trasporto pubblico extraurbano a tutte le forze di Polizia locale.

    «Mettiamo fine a una disparità di trattamento che durava da anni», ha dichiarato Aricò, spiegando che il provvedimento sarà inserito in un disegno di legge dopo che un precedente decreto, presentato con una formulazione estensiva, era stato bloccato in commissione parlamentare.

    L’iniziativa punta a riconoscere anche agli agenti della Polizia locale un trattamento finora non uniforme rispetto alle altre forze di polizia.

    Il confronto di Terrasini ha riportato così al centro una questione fondamentale: il riconoscimento del ruolo della Polizia locale deve accompagnarsi a risorse, formazione e strumenti adeguati alle responsabilità richieste. Perché andare «oltre il verbale» significa soprattutto valorizzare una presenza quotidiana sul territorio che rappresenta uno dei primi punti di riferimento per la sicurezza dei cittadini.

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