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    Collegamenti Marittimi Isole Minori: i sindaci chiedono la revoca degli aumenti
    Redazione11 Settembre 2026 - Attualità
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    Pantelleria – Quello dei collegamenti con le isole minori è da sempre un problema atavico. Ogni anno la stessa medesima storia. O il problema riguarda gli aumenti dei costi delle tratte, o riguarda i mezzi, i guasti, le poche corse messe a regime. Insomma ormai chi vive nelle isole minori, ogni anno mette in conto lo stesso problema: “come fare a raggiungere la maggiore delle isole tranquillamente”. Si perchè se non sono le condizioni meteomarine a rendere difficoltoso il collegamento ci sarà qualche altro ostacoolo importante a frapporsi a rendere la vita difficile.

    Meno male che i sindaci delle isole minori siciliane hanno sempre fatto fronte comune contro ogni tipo di problema che sorge, come in questo caso contro il rincaro dei collegamenti marittimi gestiti dalla Compagnia di Navigazione Siciliana in base alla convenzione statale (che ha deciso di aumenntare del 18% i biglietti) chiedendo la revoca immediata degli aumenti tariffari entrati in vigore oggi.

    Un documento di protesta è stato sottoscritto a Pantelleria, da tutti i sindaci delle isole minori e indirizzato anche al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, all’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità Alessandro Aricò e alle Prefetture interessate.

    A firmare la nota: Fabrizio D’Ancona di Pantelleria, Giuseppe Pagoto di Favignana-Isole Egadi, Domenico Arabia, sindaco di Santa Marina Salina,  Ireneo Giardinello di Leni, Riccardo Gullo di Lipari, Filippo Mannino di Lampedusa e Linosa, Salvatore Militello di Ustica e Giuseppe Siracusano di Malfa.

    Gli amministratori esprimono “profonda preoccupazione e ferma condanna” per l’entrata in vigore dei rincari e descrivono il nuovo aumento come l’ennesimo episodio di una gestione dei collegamenti affrontata in una continua situazione di emergenza. Secondo i sindaci, le conseguenze ricadono direttamente su comunità già penalizzate dalla condizione di insularità e micro-insularità, caratterizzate da una forte dipendenza dai trasporti marittimi e aerei e da costi della vita più elevati rispetto alla terraferma.

    Nel documento si sottolinea “il peso della stagionalità sulle economie locali”, già alle prese con l’aumento generalizzato dei costi, “mentre per i cittadini delle isole spostarsi non rappresenta una scelta ma una necessità per raggiungere servizi, strutture sanitarie, scuole e luoghi di lavoro”. Il messaggio rivolto alle Istituzioni è che “il diritto alla mobilità non può continuare a essere subordinato alla disponibilità contingente di risorse finanziarie”.

    Viene così contestata la gestione basata “su continue scadenze contrattuali, rinnovi e fasi di riorganizzazione dei servizi”, che espone periodicamente le popolazioni al rischio di aumenti, riduzioni delle corse, disagi e incertezze. Particolare preoccupazione viene espressa anche per i futuri rinnovi contrattuali e per le procedure che dovranno assicurare i collegamenti negli anni a venire, con il timore che possano verificarsi ulteriori aumenti tariffari. Il costo dell’insularità, sostengono gli amministratori, incide non soltanto sulla mobilità delle persone e delle merci, ma anche sull’approvvigionamento, sulla Sanità, sull’Istruzione, sull’occupazione, sul Turismo e sulla competitività delle imprese, con effetti potenzialmente pesanti sulla capacità delle isole di attrarre visitatori, investimenti e nuove opportunità di sviluppo.

    Viene chiesto un cambiamento radicale del metodo e di costruire le future gare per l’affidamento dei servizi marittimi e aerei partendo dalle reali necessità delle comunità insulari e non solo dalle risorse finanziarie disponibili.

    Viene così chiesta: la sospensione immediata di qualsiasi ipotesi di aumento delle tariffe – fino alla definizione di un quadro complessivo, stabile e condiviso dei servizi di continuità territoriale – e sollecitano la convocazione urgente di un tavolo istituzionale con il Ministero competente, la Regione Siciliana e le amministrazioni comunali delle isole minori.

    Ed ancora una strategia pluriennale per la continuità territoriale marittima e aerea, il superamento della gestione emergenziale e delle proroghe, la predisposizione delle nuove gare sulla base delle esigenze effettive delle isole e un confronto preventivo con le amministrazioni e le comunità interessate.

    Inoltre i  sindaci chiedono standard minimi garantiti per numero di corse, frequenze, orari, capacità di trasporto e livelli tariffari coerenti con il diritto alla mobilità dei residenti e con le esigenze delle attività economiche.

    Al Governo nazionale e Regionale viene chiesto di assumersi una responsabilità politica chiara e di intervenire prima che le comunità siano di nuovo costrette ad affrontare l’insularità come un’emergenza: la richiesta conclusiva è quella di garantire “certezza, dignità, continuità e futuro”, costruendo le regole dei prossimi servizi insieme alle isole e non prescindendo dalle loro esigenze.

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