Politica
Favignana – Il Comitato spontaneo di cittadini “Salviamo lo Stornello e le Egadi”, assistito dall’avvocato Oscar Ferreri del Foro di Trapani, ha notificato un dettagliato atto di diffida e messa in mora indirizzato al Comune di Favignana, all’Assessorato Regionale del Territorio e dell’Ambiente, al Corpo Forestale della Regione Siciliana, alla Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Trapani, nonché alle autorità giudiziarie e di pubblica sicurezza.
L’iniziativa si è resa necessaria a fronte della crescente e indiscriminata pressione autorizzativa e concessoria sull’isola di Favignana, caratterizzata dalla proliferazione di strutture ricettive e manufatti a diretto impatto sul mare. Tali interventi stanno determinando una progressiva e preoccupante compromissione dei servizi ecosistemici del litorale – quali la protezione della linea di costa, il mantenimento della biodiversità e la fruizione paesaggistica – tutelati espressamente dall’articolo 9 della Costituzione e dai principi di precauzione previsti dal diritto europeo.
Illegittimità del silenzio-assenso: Viene contestata la prassi di autorizzare strutture costiere e concessioni demaniali tramite silenzio-assenso tra amministrazioni. Trattandosi di aree protette (Rete Natura 2000, Area Marina Protetta e Piano Paesistico), le norme nazionali (L. 241/1990) ed europee impongono tassativamente provvedimenti espressi e motivate valutazioni di incidenza (VIncA).
Strutture stagionali trasformate in abusi permanenti: In località come Cala Pirreca, Cala Rotonda e Punta Marsala, Torretta, Punta Sottile, Burrone, str. costiera di mezzogiorno ecc, molti manufatti autorizzati come precari e stagionali non vengono rimossi in inverno, violando i vincoli di inedificabilità assoluta entro i 150 metri dalla battigia (L.R. 78/1976). La giurisprudenza della Cassazione è netta nel qualificare tale condotta come reato urbanistico e paesaggistico.
Danni agli habitat protetti: Vengono segnalati scavi abusivi per impianti fognari (fosse Imhoff) e il transito non autorizzato di autoveicoli all’interno di siti protetti e in prossimità di habitat prioritari.
Il Comitato chiede l’avvio immediato di controlli straordinari, il riesame in autotutela dei titoli illegittimi e una moratoria sul rilascio di nuove concessioni costiere nelle more dell’approvazione del PUG e del PUDM.
Le autorità hanno 30 giorni di tempo per fornire riscontro scritto. In caso di persistente inerzia, il Comitato attiverà le competenti sedi giurisdizionali, informando la Procura della Repubblica, la Corte dei Conti per danno erariale e la Commissione Europea per la violazione delle direttive comunitarie “Habitat” e “Uccelli”.