Politica
Trapani – Il Consiglio comunale ha chiuso dunque la seduta di stamane senza affrontare il tema più urgente: il Pef, il Piano economico-finanziario del servizio rifiuti. La proposta della consigliera dem Marzia Patti di invertire l’ordine del giorno e discutere subito la delibera non ha raggiunto i 12 voti necessari, anche a causa dell’astensione in massa dell’opposizione.
Una decisione che lascia ancora una volta in sospeso una questione che riguarda non soltanto la gestione dei rifiuti, ma anche il futuro di 15 lavoratori di Formula Ambiente, la società che opera nella raccolta dei rifiuti solidi urbani nell’ambito del servizio affidato dalla società d’ambito.
Senza il nuovo Pef, così, il Comune ha dovuto ridurre i servizi affidati alla società. Formula Ambiente, che registra una situazione di difficoltà finanziaria, ha quindi avviato le procedure per il licenziamento collettivo di 15 dipendenti. I lavoratori erano presenti in aula durante la seduta, in attesa di una decisione che avrebbe potuto contribuire a sbloccare la situazione.
La consigliera Marzia Patti ha proposto di anticipare la discussione sul Pef, ma la richiesta non ha ottenuto il quorum necessario. Il confronto in aula si è così trasformato in una discussione sulla stessa opportunità di affrontare subito la delibera, senza arrivare nemmeno al suo prelievo.
il capogruppo di Pd Uniti per Trapani, Monica Desideri, ha contestato la scelta dell’aula: «Prendiamo atto che per la maggioranza del Consiglio il Pef è meno importante del piano delle farmacie la cui approvazione non cambia nulla, senza il Pef invece mandate a casa 15 persone».
In aula erano presenti anche il dirigente dell’area finanziaria Gino Petrusa e il dirigente dell’Utc Amenta, chiamati a fornire chiarimenti tecnici sulla questione. Ma neppure le loro spiegazioni sono riuscite a modificare la posizione dell’opposizione.
A sollevare contrarietà da parte dell’opposizione l’effetto che l’approvazione del Pef avrebbe sulla Tari. Secondo i consiglieri contrari, il nuovo piano comporterebbe un aumento della tassa sui rifiuti per i cittadini trapanesi, seppure contenuto.
Uno dei principali motivi di contrarietà sollevati dall’opposizione riguarda l’effetto che l’approvazione del Pef avrebbe sulla Tari. Secondo i consiglieri contrari, il nuovo piano comporterebbe un aumento della tassa sui rifiuti per i cittadini trapanesi, seppure contenuto.
Una posizione alla quale il sindaco Giacomo Tranchida ha replicato ricordando, con una battuta, che seguendo questa logica «la Meloni dovrebbe rinunciare alle sue indennità e a quelle del Governo per affrontare il caro carburanti».
Il sindaco ha cercato di ricostruire in aula la situazione, anche alla luce degli incontri avuti in Prefettura e delle possibili soluzioni per evitare che la vicenda occupazionale si trasformi in una nuova emergenza per la città, sottolineando che l’approvazione del Pef e della Tari avrebbe effetti a partire dal 2027, ma che la certezza dell’esistenza di un nuovo piano economico potrebbe consentire, già negli ultimi mesi del 2026, di individuare soluzioni per salvaguardare i posti di lavoro e garantire la continuità dei servizi.
Ha espresso preoccupazione per il rischio di un aumento delle discariche abusive e per la riduzione dello spazzamento delle strade, con possibili ripercussioni anche sul piano igienico-sanitario e sul rischio di allagamenti.
Argomenti che, tuttavia, non hanno convinto l’opposizione.
Al termine della seduta, il presidente del Consiglio comunale Mazzeo è riuscito a ottenere il prelievo della delibera relativa al piano delle farmacie. Ma anche in questo caso l’aula non è arrivata al voto: al momento della votazione è infatti venuto meno il numero legale.
Una situazione che fotografa di sicuro le difficoltà politiche di Palazzo Cavarretta, dove il confronto sulle delibere continua a intrecciarsi con tensioni e polemiche tra maggioranza e opposizione. Anche la questione delle indennità consiliari è entrata nel dibattito. L’ex presidente del Consiglio comunale Giuseppe Guaiana ha presentato una mozione, sottoscritta da otto consiglieri di maggioranza, per rinunciare alle indennità consiliari.
Il Pef e la Tari 2026 restano nell’ordine del giorno. Questa sera, nell’ultima seduta della sessione, il quorum necessario per garantire il numero legale sarà più basso: 10 consiglieri. Resta difficile prevedere se si riuscirà a portare la delibera al voto. La seduta potrebbe risentire dell’assenza del segretario, rendendo ancora più complicato lo svolgimento dei lavori.
Resta sospesa la vicenda dei 15 lavoratori di Formula Ambiente. Qui si tratta di una partita che va oltre la semplice approvazione di una delibera e che rischia di trasformarsi in uno dei principali terreni di scontro politico in vista delle prossime campagne elettorali.