Politica
Trapani – di Rino Giacalone – La seduta di ieri sera del Consiglio comunale è stata la consueta riunione d’aula tra interrogazioni e attività ispettive sempre più somiglianti a plotoni di esecuzione, in nome anche, e non sempre però, di verità di comodo, e l’amministrazione che pur di mantenere la buona educazione politica, per non trascendere sembra annaspare, ma non è così.
Ma ieri sera ci ha colpito l’attività ispettiva del consigliere comunale di Fdi Nicola Lamia. Tra gli argomenti esposti, la lamentela esposta all’amministrazione “per le condizioni dello largo dedicato al prefetto Fulvio Sodano, causate dalla ditta che non si prende cura del piazzale, appena dietro la Posta centrale, sulla via XXX Gennaio” Soluzione proposta da Lamia, “togliamo questa assegnazione”.
Ora, per essere chiari. Lamia ha fatto un brutto scivolone. Perché quelle parole così dette possono anche fare intendere altro, e conoscendo Lamia non è così, ma qualcuno potrebbe applaudire in questa città che è sempre alle prese con il revisionismo storico, soprattutto delle indagini antimafia.
La ditta che si prende cura del largo dedicato al prefetto Fulvio Sodano è la Calcestruzzi Ericina Libera, un’azienda nata dalle ceneri di un impianto di proprietà del mafioso Vincenzo Virga e che altri mafiosi, capeggiati da don Francesco Pace, voleva fallisse in modo da poterla riacquistare a due lire sul mercato. E’ una storia questa alla quale Roberto Saviano su la 7 ha dedicato un documentario: Sodano, la Calcestruzzi Ericina Libera, la mafia e la politica, leggasi senatore D’Ali, sottosegretario di Stato al Viminale dal 2001 al 2006, epoca in cui tanti gli facevano da scudieri e tifosi. Il prefetto difese la Calcestruzzi Ericina, non fallì e finì nelle mani giuste, quelle dei suoi operati che si costituirono in cooperativa, oggi l’azienda è cresciuta grazie ad un’alleanza di menti intelligenti tra la Sicilia e l’Emilia Romagna, è un bene confiscato che lo Stato ha affidato ai lavoratori. Il primo caso in Italia. Sodano è scomparso per grave malattia nel 2014, nel frattempo il Consiglio comunale ha impiegato 14 anni per conferirgli quella cittadinanza onoraria che era stata proposta già nel 2005, rifiutata da due sindaci, Fazio e Damiano, fu preferito il patron Vittorio Morace, arrivò nel 2019 post mortem grazie al sindaco Tranchida.
Ripetiamo, le parole di Lamia non sono state quelle, ma rischiano di essere interpretate come una critica forzata alla Calcesrruzzi Ericina Libera. Perché il largo non era in condizioni malmesse, proprio stamattina era previsto il solito intervento ed è tornato pulito.
Cos’è che non torna? Lamia è stato un poco disattento. Quando due anni addietro venne inaugurato lo slargo intestandolo a Sodano, la Calcestruzzi Ericina Libera lo arredò, mettendo un pannello per ricordare il prefetto Sodano, una bordura in plastica per circondare le aiuole e gli alberi, poi però al solio a qualcuno la cosa non è andata a genio, danneggiato il pannello, piegata la bordura, che alla fine è stata rimossa. A parte la Calcestruzzi Ericina Libera che manda i suoi operai a pulire, nessuno se ne è accorto, o forse la cosa non faceva notizia.
Poi vogliamo parlare delle abitudini dei clienti dei locali? Anche il largo Sodano è spesso discarica di lattine e bottiglie dopo anche massicce bevute. Così come lo sono altri luoghi frequentati della “movida” cittadina. Forse invece di difendere sempre i commercianti e i titolari di locali, bisognerebbe convincerli ad agire nei confronti dei propri avventori, chiedendo di non disperdere per strada quello che viene loro venduto. Ma pensate mai di riuscire a sentire un consigliere comunale esprimersi con queste idee? Difficile.
Il consigliere Lamia stia tranquillo, largo Sodano viene curato e pulito. Qualcuno altro lo sporca e lo offende, anche distraendosi da uello che accade intorno, di questo dovremmo occuparci meglio.
Così come in questa città dovremmo riprendere il confronto sul tema dei beni confiscati, su quello che è accaduto tra il 2001 e il 2026, ecco in Consiglio comunale ricordando Sodano è questo che si potrebbe fare. Oppure a certa politica, ma non a Lamia sicuramente, parlare su quello che è stato tolto ai mafiosi è un’impresa ardua?