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    “Le responsabilità sono anche di altri”
    Tribunale: oggi riprende l'incidente probatorio dinanzi al gip, per i risultati istologici rimasti non consegnati
    Rino Giacalone3 Giugno 2026 - Cronaca
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    Trapani – di Rino Giacalone – “Noi in generale abbiamo rilevato responsabilità anche in altre figure giuridiche”. Inizia così la deposizione del prof. Paolo Procaccianti tra i periti nominati dal gip, giudice Massimo Corleo, per l’incidente probatorio legato all’indagine della Procura, riguardo al cosiddetto scandalo dell’Asp di Trapani sui risultati istologici rimasti per un tempo non giustificato in attesa di esame, mentre i pazienti restavano senza le dovute cure. Tremila risultati istologici non consegnati, nei guai seri 352 pazienti, alcuni frattanto deceduti. Lo scorso 8 maggio Procaccianti è stato sentito assieme ai professori Nardini, Lievi e Miele. L’udienza proseguirà questa mattina. Poi toccherà al pm. 

    Le pagine dei periti

    Sono 581 le pagine che i periti hanno depositato. Nell’udienza dello scorso 8 maggio la perizia è stata acquisita e le parti, giudice, pm e difese, hanno fatto alcune domande a chiarimento. Ma l’introduzione dei periti, come quella fatta dal prof. Procaccianti, che ha subito detto che le responsabilità potrebbero non essere attribuite ai soli indagati, ha introdotto nuovi elementi. L’indagine forse dovrebbe essere allargata ad altri, ma la determinazione in questo senso è di competenza della Procura, titolare dell’indagine è la pm Antonella Trainito. Questa circostanza sollevata dal prof. Procaccianti però non esonera gli indagati dalle loro presunte responsabilità. E’ vero che ci sono state carenze organizzative, “se 1’organizzazione ¢ una organizzazione carente, e io mi adeguo a quell’organizzazione carente, ho accettato quell’organizzazione”. Il prof. Nardini ha sottolineato che tutti i casi esaminati “presentano incredibili ritardi”. “E’ vero che i passaggi di un esame istologico, fino alla firma del referto finale, non sono pochi e semplici per ogni esame, e passano per diverse professionalità, e che il tempo dipende da tanti fattori, è i casi esaminati presentano tempi troppo lunghi, tra sette e otto mesi e anche di più. Hanno inciso gli asset organizzativi nel periodo 2023/2024, ma sicuramente ci sono stati alert che non sono stati considerati dalle direzioni di Anatomia Patologica e dai medici che fanno parte dell’organizzazione. Non c’è stato un continuo e costante monitoraggio…andamento prevalente sull’ospedale di Castelvetrano e poi anche determinatosi a Trapani”. Agli atti dell’indagine la corrispondenza interna all’asp, dove nel 2023 si accennava all’esistenza di 100 giorni di ritardo per ogni referto, ma un dato temporale cresciuto a dismisura. Dato che la direzione sanitaria dell’Asp dell’epoca era perfettamente a conoscenza, come da corrispondenza tra il direttore di anatomia Patologica Messina e la dirigente Furnari.

    Le colpe del personale

    Ci sarebbero state incapacità del personale anche ad utilizzare bene le strutture gestionali: “Un non completo utilizzo del gestionale in uso presso l’ Anatomia Patologica, i gestionali fornite da delle ditte estremamente specializzate, hanno ben preciso il compito di assicurare la tracciabilità del materiale, quindi monitorare fase per fase, permettono anche di potere valutare i casi in sospeso, quindi se sono fermi in una delle stazioni diciamo di progressione del referto, e quindi prevedono l’inserimento di allert, quindi delle evidenze visive o acustiche, noi non abbiamo identificato tracce che si riferissero per esempio a degli audit interni di segnalazione o verso il direttore di struttura, o verso le strutture a sua volta superiori. Quindi a parte tutto il complesso delle condizioni che si sono verificate, risorse umane verosimilmente gradualmente non congrue, ma anche la gestione interna a noi è risultata difficilmente valutabile nei sensi di una efficienza”. Tra i temi critici posti quello relativo alle riunioni di aggiornamento. “Venne fatta una riunione nel febbraio 2023, con l’impegno ad aggiornarsi nel successivo mese di ottobre, ebbene questa riunione di aggiornamento risulta non esserci mai stata”.

    Le riunioni

    “Nel gennaio prima e in febbraio del 2024 vengono fatte altre riunioni, c’è anche il neo commissario Ferdinando Croce, il dottore Zichichi, direttore del Dipartimento Oncologico parla di carenza di personale medico in anatomia patologica…tutta la filiera era a conoscenza, e qui 100 giorni di media di attesa per i risultati istologici nel frattempo erano cresciuti”.

    Altro dato sottolineato dai periti l’assenza di condivisione delle criticità: “Se io dirigente ne colgo alcune non me le posso tenere per me, ma le devo condividere con i miei medici che hanno il compito di operare”. Anche questo non è accaduto.

    Tra i casi affrontati quello della prof. Gallo. “Tutto è partito da un tumore benigno, poi l’operazione a dicembre 2023, sette, otto mesi per avere un risultato, arrivato nell’agosto 2024”.

    Le domande del PM Trainito

    Tra le domande poste dalla pm Trainito quella se i medici avessero diretta conoscenza dell’accumulo di referti istologici da processare. “Sono contenitori che occupano ambienti, impossibile che non venissero notati”. Altro dato fornito quello del tempo che in media trascorreva tra l’accettazione e il campionamento, “circa tre, quattro mesi…il problema nella sua interezza non è stato mai sollevato”. I periti hanno risposto poi su altre domande sostenendo che “ci sono stati ritardi che non possono essere giustificati in alcun modo”. Si è detto che il problema era determinato dalla carenza di personale: “Non si trattava di fare i concorsi – hanno sostenuto i periti – ma semmai di coinvolgere, come poi è stato fatto, altri istituti di Anatomia Patologica…ma è anche vero che ad una prima ricerca di aiuto quasi nessuno ha aderito, da Palermo, a Catania fino a Messina”. Insomma c’è stata una direzione strategica a Palermo, dentro l’assessorato regionale alla Salute, all’epoca affidata al super manager Salvatore Iacolino, che non ha funzionato adeguatamente, forse anche peggio rispetto ad altre responsabilità.

    L’Asp di Trapani ha pensato di fare una convenzione con le 17 Asp della Sicilia per superare l’emergenza, nessuno però ha risposto, a parte Asp e Arnas di Catania, e il Cannizzaro, Papardo e Policlinico Messina che subito hanno risposto negativamente.

    La denuncia della professoressa Maria Cristina Gallo

    Un procedimento avviato dopo la denuncia della professoressa Maria Cristina Gallo, la docente di Mazara che è stata sentita in video conferenza, poco prima della sua scomparsa, avvenuta l’anno scorso. I quesiti ai periti: se le condizioni cliniche dei pazienti hanno subito un aggravamento a causa del ritardo nella consegna dei risultati istologici; se hanno inciso i profili organizzativi delle unità di Anatomia Patologica degli ospedali di Trapani e Castelvetrano; la individuazione dei singoli profili di colpa. Sono 19 gli indagati e 17 i capi di imputazione. I reati sono omicidio e lesioni colpose e omissioni atti d’ufficio. 

    Gli indagati.

    I medici: Domenico Messina, Laura Miceli, Giancarlo Pompei, Giovanni Spanò, Maria Paola Ternullo, Noemi La Francesca, Luisa Arvigo, Roberto David, i tecnici di laboratorio: Paolo Di Nino, Ignazio Mauceri, Antonella Mistretta, Catia Di Bernardo, Aurelia Ievolella, Giorgia Alongi, Maria Cristina Schifano; l’assistente tecnico Giampiero Accardo; gli infermieri: Calogero Bellacomo, Marilena Errante Parrino, Rosaria Incandela.

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