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    Udienza morte del piccolo Giorgio D’Angelo: ieri sentiti due primari
    Redazione12 Settembre 2026 - Cronaca
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    Trapani – Ancora una udienza davanti al tribunale di Trapani presidente, giudice Ignazio Di Noto Marrella del processo a carico del pediatra Antonio Eros Somma, imputato per omicidio colposo in relazione alla morte di Giorgio D’Angelo, il bambino di cinque anni deceduto nel giugno 2023 all’ospedale dei Bambini “Di Cristina” di Palermo.

    Come riporta il sito WestSicily, sono stati sentiti due primari, le cui testimonianze erano considerate rilevanti per ricostruire la vicenda. Il professor Vincenzo Bagnara, primario dell’ospedale Morgagni di Catania e docente della Scuola di specializzazione in Chirurgia pediatrica dell’Università di Messina, nominato consulente tecnico dalla famiglia di Giorgio. Il teste nel corso della sua deposizione, anche attraverso riferimenti alla letteratura scientifica, ha sostenuto che l’errata diagnosi contestata al pediatra Somma avrebbe avuto un ruolo determinante nell’evoluzione della vicenda.
    Di seguito è stato ascoltato Paolo Formica, primario di Chirurgia pediatrica dell’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani, il medico che sottopose Giorgio all’intervento chirurgico d’urgenza. Il teste ha riferito che, già al momento della visita, le condizioni dell’addome del bambino apparivano gravemente compromesse. Una situazione che, secondo il medico, trovò conferma durante l’operazione.
    Le condizioni cliniche del piccolo Giorgio nonostante l’intervento e i successivi giorni di cure intensive, rimasero gravissime. Da qui il trasferimento all’ospedale dei Bambini “Di Cristina” di Palermo, dove il piccolo morì. Le sue condizioni cliniche non consentirono neppure la donazione degli organi, nonostante la volontà manifestata dalla famiglia.
    In aula erano presenti i genitori e gli zii di Giorgio, oltre allo stesso pediatra imputato.

    La famiglia si è costituita parte civile ed è assistita dall’avvocato Massimiliano Fabio, del Foro di Patti.
    Nel procedimento è costituita anche Unipol, quale responsabile civile del medico. Prossima udienza il 29 settembre, quando sarà ascoltato l’imputato.

    Al centro del procedimento c’è il percorso diagnostico seguito prima del trasferimento del piccolo a Palermo e il sospetto di una mancata tempestiva diagnosi di appendicite. Secondo la ricostruzione della Procura e le conclusioni dei consulenti tecnici citate nel procedimento, un intervento diagnostico più tempestivo avrebbe potuto, con elevata probabilità, evitare il tragico epilogo. Sarà comunque il processo a stabilire eventuali responsabilità e il nesso tra le condotte contestate e la morte del bambino.

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