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Calatafimi Segesta – Borgo di chiese, giardini e vigneti, affonda nei misteriosi elimi e corre veloce verso le imprese garibaldine. Calatafimi Segesta è stata tra i protagonisti della nascita dell’Unità d’Italia, ma ospita anche uno dei siti archeologici più importanti del Mediterraneo. Il borgo invece vive la sua quotidianità operosa, sorta nel XII secolo intorno al Castello Eufemio, antica roccaforte bizantina, mentre il nome le arriva dall’arabo Kalat al Fimi.
Il 16 e il 17 Maggio la città e il suo hinterland potranno essere scoperte nell’ambito della manifestazione “I Borghi dei Tesori -Fest 2026”.
La città ospita chiese splendide e la casa dove dormì Garibaldi, si scoprono giardini della Kaggera, un Eden incontaminato che accoglie antichi mulini; le antiche tradizioni delle maestranze e dei pani votivi; le cantine dei Florio e il mausoleo che custodisce i resti dei garibaldini e dei soldati borbonici caduti nella battaglia del 1860.
Imperdibile l’esperienza tra giardini, chiese e pani votivi (domenica 17 maggio alle 10.30): un tour che si snoda lungo la greenway dei Giardini del Kaggera, conduce al Museo Garibaldino, alla chiesa della Madonna di Giubino con il suo trittico marmoreo e il prezioso ricamo delle suore, e alla chiesa del Santissimo Crocifisso, splendido esempio del tardo barocco siciliano, dove si ammirano gli ori settecenteschi e le mostre dei Ceti, con la loro affascinante simbologia legata ai pani votivi. Alla fine dell’esperienza vi aspetta una degustazione di prodotti tipici locali.
Per gli appassionati di vino, sia sabato che domenica, da non perdere la visita a Baglio Florio, voluto da Ignazio Florio senior nel 1875, dove ancora campeggia sul portone il celebre Leo Bibens, simbolo della famiglia. Si percorrono gli ambienti con gli attrezzi d’epoca e le rotaie su cui correvano i carrelli colmi d’uva, si ascolta la storia dell’acquisto da parte della famiglia Adamo nel 1931 e si degustano due ottimi vini biologici.