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    Calatafimi Segesta celebra il 166° anniversario della Battaglia di Pianto Romano
    Tre i momenti della celebrazione
    Redazione15 Maggio 2026 - Attualità
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    Calatafimi Segesta – Tre momenti istituzionali per celebrare il 166esimo anniversario della Battaglia di Pianto Romano del 15 Maggio 1860, che vide combattere i Mille di Garibaldi contro l’esercito Borbonico e che diede il via all’Unità d’Italia. Tre momenti, voluti dal sindaco di Calatafimi Segesta Francesco Gruppuso e dalla sua Giunta composta da: Paolo Fascella, Piera Prosa, Antonio Fiorello e Francesco Ferrisi e che hanno visto la partecipazione fra gli altri di S.E. il Prefetto di Trapani, Daniela Lupo, del Questore, Egidio Di Giannantonio, del Colonnello Mauro Carrozzo, al vertice del Comando Provinciale dei Carabinieri; nonché di altre autorità militari, religiose, civili e politiche della provincia di Trapani. Erano presenti anche gli alunni dell’Istituto “Francesco Vivona”.
    Il primo appuntamento a Calatafimi, ha visto anche la partecipazione della Magnifica Fanfara del 6° Reggimento Bersaglieri di Trapani poi la deposizione di una corona di alloro al Monumento ai Caduti in Piazza Pebliscito. Poi all’Ossario di Pianto Romano, dove riposano le spoglie dei caduti nella battaglia. Un luogo che rappresenta un raro esempio di riconciliazione storica, dove i caduti garibaldini e i picciotti riposano insieme ai borbonici.

    Il messaggio del Prefetto Daniela Lupo

    “La storia di Pianto Romano, provò il grande sostegno che le popolazioni siciliane accordarono all’impresa dei Mille. Non furono soli, né tanto meno isolati i volontari di Garibaldi in quell’occasione, come nei giorni precedenti, determinando il ritiro delle truppe borboniche verso Palermo. Qui cominciò a delinearsi l’identità nazionale, nel sacrificio comune di persone che parlavano tanti dialetti diversi. È molto significativo che nel sacrario siano custodite le spoglie dei caduti garibaldini, i picciotti e i borbonici; che entrambi gli schieramenti siano compresenti è un fatto di straordinaria importanza storica e civile. Un monumento alla vittoria fu convertito in un luogo di pietà comune, per soldati non più nemici ma fratelli caduti per la stessa terra. Fu riconosciuto così che anche i soldati borbonici combatterono con onore e fedeltà, segnando il passaggio dalla fine della guerra civile all’inizio della storia dell’Italia unita”.

    Il messaggio del sindaco Francesco Gruppuso

    “Mentre noi onoriamo i caduti del 1860, i venti di guerra soffiano con una violenza che credevamo appartenere ai libri di storia. L’attuale scacchiere mondiale vive un equilibrio instabile, dove il rumore delle armi e le ambizioni geopolitiche rischiano di travolgere i diritti dei popoli. Vediamo nazioni lacerate e democrazie messe a dura prova. Questo ci ricorda che: la pace non è lo stato delle cose, ma il risultato di un faticoso equilibrio che continuamente dobbiamo coltivare. La libertà è un bene fragile che richiede una vigilanza costante. L’Italia unita è il nostro baluardo: in un mondo che si frammenta, la nostra coesione è la nostra unica difesa. Per cui “qui si fa l’Italia o si muore” dei garibaldini e dei picciotti di Calatafimi, non deve intendersi come un grido del passato, ma come ad una responsabilità del presente. Nulla è garantito per sempre, ma finchè le istituzioni e i cittadini sapranno ritrovarsi uniti attorno a questi simboli, la nostra democrazia avrà la forza di resistere ad ogni tempesta. Viva Calatafimi Segesta, viva le istituzioni, viva l’Italia Unita”.

    Infine alle 12:30 lo scambio culturale con la Rete Musei Regione Siciliana “Casa Garibaldi”, che ha visto la visita presso il Museo Garibaldi a Calatafimi Segesta di una delegazione arrivata da New York dei custodi del “Garibaldi Meucci Museum di Staden Island”, Presidente Leonardo Mancuso e della delegazione “Son of Italy di Palermo”, Presidente Tiberio Mantia.

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