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Trapani – Si è tenuto oggi un incontro tra il Presidente del Libero Consorzio Comunale, Salvatore Quinci e una delegazione della Rete Funtanazza Bene Comune. L’incontro, giunto dopo due anni di richieste di dialogo, ha portato alla consegna di quasi mille firme della petizione popolare che chiede l’immediata sospensione del procedimento di privatizzazione della Funtanazza e l’apertura di un tavolo di co-progettazione. Consegnate 1.000 firme contro privatizzazione della Funtanazza, Presidente Quinci conferma potere di fermare procedura ma non intende farlo
“Siamo lieti che l’incontro sia finalmente arrivato, ma gravemente preoccupati per lo scenario di mercificazione dei beni comuni. Continuiamo ad affermare che la società civile e la comunità che da anni si prende cura della montagna è stata volutamente esclusa dalla procedura”. Il gruppo ha annunciato di continuare la propria battaglia per far riconoscere il Monte Bonifato come Bene Comune, proteggendo e rigenerando la montagna. Da un lato, proseguiranno il lavoro di base già avviato, inclusa la guardiania antincendio che è già iniziata con la formazione per nuovi volontari. Dall’altro, cercheranno collaborazione con le istituzioni a tutela del bene comune, della montagna e della sua comunità.
Il gruppo accoglie l’invito del Presidente Quinci di sottoporre delle condizioni da inserire nell’eventuale contratto qualora la Funtanazza dovesse veramente essere privatizzata per scopi turistici. Con particolare attenzione a evitare che soggetti privati possano lucrare sui cittadini vulnerabili disposti a pagare per stare al fresco durante le ondate di caldo. Chiederemo altresì che il bene venga messo a disposizione gratuita per ospitare i volontari durante la stagione di
guardiania antincendio. “Ci appelliamo a tutti gli esponenti politici locali, provinciali e regionali a prendere pubblicamente una posizione chiara, prima che si consumi un’ennesima privatizzazione a favore dei roghi che
devastano i nostri territori”.
L’obiettivo è comune così come gli ideali che lo sostengono ed incoraggiano. La Riserva di Monte Bonifato non va soltanto tutelata. Puntiamo, con spirito unitario, alla sua valorizzazione e siamo pronti ad investire. Oggi ho ricevuto una delegazione delle associazioni che, in questi anni, si sono occupate dell’area protetta, con misure di sicurezza ed anti-incendio. Mi sono state consegnate quasi mille firme che fanno riferimento alla complessa vicenda dell’immobile della Funtanazza ed alla gestione del territorio. Le considero non certo un elemento di critica ma di sollecitazione che il
Libero Consorzio Comunale di Trapani intende accogliere senza esitazioni. Rispetto alla volontà politica, ed alle responsabilità che sono in capo all’Ente, ribadisco che il percorso amministrativo che si sta concludendo, con l’aggiudicazione definitiva all’unico operatore economico che ha risposto positivamente alla manifestazione d’interesse del 2024, sarà portato a termine con la prossima firma del contratto.
L’immobile della Funtanazza verrà dunque utilizzato per attività turistico ricettive e di ristorazione. Gli atti avranno un loro seguito, dettato dalle norme e dalle procedure, nel rispetto della continuità amministrativa del Libero Consorzio che ha avuto origine nella fase commissariale. Ma la Riserva di Monte Bonifato non può ridursi al cosiddetto caso Funtanazza. La disponibilità ad accogliere idee e progettualità da parte dell’associazioni ambientaliste e del territorio è piena e consapevole. Così come è piena e consapevole la determinazione ad un confronto ampio ed articolato per eventuali e possibili co-progettazioni, ed ipotesi convenzionali, per una serie d’iniziative che hanno come presupposto la salvaguardia dell’area protetta. Mi piace sottolineare e confermare l’impegno a collaborare con tutte le istituzioni che vorranno dare il loro contributo. Non a caso, e per confermare la determinazione di questa Presidenza a costruire una rete di rapporti e di dialogo, mi recherò presto nell’area di Riserva per un sopralluogo tecnico e per un ulteriore confronto con le associazioni. Deve essere chiaro che il Libero Consorzio non intende ostacolare o marginalizzare la collaborazione dei gruppi organizzati e dei cittadini che hanno a cuore la Riserva. C’è tanto da fare per difenderla e rilanciarla, secondo norme, leggi e responsabilità, e c’è la possibilità di armonizzare e diversificare le attività che possono svolgersi al suo interno, osservando la massima attenzione nei confronti di un sistema assolutamente eco-compatibile.