Cronaca
Palermo – Ci sono anche le dichiarazioni di due nuovi collaboratori di giustizia: Vincenzo Spezia, della famiglia mafiosa di Campobello di Mazara e Giuseppe Bruno imprenditore di Bagheria, detenuto in Brasile dal 2023, nell’inchiesta che ha portato all’arresto del narcotrafficante Giacomo Tamburello, ritenuto uomo di Matteo Messina Denaro nel business della droga.
I magistrati sostengono «che, tra le altre cose riconducono il traffico di sostanze stupefacenti al diretto controllo (e alla necessaria autorizzazione) dei vertici del sodalizio mafioso e collocano Giacomo Tamburello nel contesto della famiglia mafiosa dì Campobello di Mazara». In particolare, «Spezia ha svelato come il rapporto di fedeltà con Messina Denaro abbia consentito a Tamburello – scrivono i pm – di gestire senza limiti i profitti illeciti derivanti dall’attività di narcotraffico. Autorizzato a intraprendere e instaurare accordi di acquisto e vendita di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti proprio dal capo indiscusso di Cosa nostra, elargiva all’ex latitante a margine di tale patto illecito, una percentuale di guadagni».
Bruno, che collabora con la giustizia italiana e brasiliana dal 2025, ha raccontato il ruolo della famiglia di Messina Denaro nell’importazione di hashish dal Marocco e degli affari di droga con la Spagna. Quest’ultimo ha anche raccontato di avere saputo da Domenico Scimonelli che Messina Denaro era entrato in affari con i calabresi per importare droga dal Sudamerica, Spagna e Marocco. C’era un accordo con la famiglia mafiosa Guttadauro di Brancaccio.
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