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Trapani – di Rino Giacalone – La dove si spacciava l’erba ora c’è …una piazza super colorata. La chiameremo playground. L’idea realizzata è stata quella di mettere a disposizione della collettività, e in particolare di quella che nel tempo ha subito atti anche di violenza urbana e criminale, e per questo si è ritrovata ad essere residente in un rione definito disagiato, un’area capace di coniugare sport e comunità. I giovani di oggi almeno in questa parte di terra, non hanno mai conosciuto l’oratorio o ancora l’agorà, il campo colorato, attrezzato per lo sport, che ha preso forma e sostanza nel quartiere popolare di via del Cipresso, rappresenta un moderno oratorio all’aperto. In termini contemporanei, quello che è stato realizzato ha un preciso nome, “playground”, stavolta sono i giovani a spiegare di cosa si tratta agli adulti.
Era una piazza di spaccio, perché a questo serviva questo slargo tra alcune palazzine di edilizia popolare, che invece adesso diventerà illuminata e frequentata, i pusher e i loro mandanti non potranno più starci. Il Comune di Trapani ha concorso ad un progetto nazionale, bandito dal ministero e dal dipartimento dello Sport, il ministero attraverso la spa “Sport e Salute” ha speso 200 mila euro, per i prossimi sei anni la manutenzione dell’impianto sarà a carico della spa che lo ha realizzato.
“Un coloratissimo playground all’aperto – spiega il dirigente ingegnere Orazio Amenta – orgoglioso che Trapani è essere stato uno dei pochissimi Comuni siciliani ad essere finanziato sul bando Sport Illumina”.
“Restituiamo ai bambini, ai ragazzi e alle famiglie del quartiere uno spazio completamente rinnovato dove fare sport, incontrarsi e stare insieme – commenta l’assessore Andrea Genco – ma non ci limiteremo a consegnare un campo nuovo, uno sport manager e alcuni tutor accompagneranno i ragazzi e coordineranno le attività dello spazio, perché diventi un vero luogo di sport, aggregazione e crescita”.
Non è solo la riqualificazione di un campetto. “Il valore – risponde Genco – va ben oltre. Restituire questi spazi significa offrire occasioni sane di aggregazione e, allo stesso tempo, contrastare isolamento, degrado e disaffezione verso i luoghi in cui si vive”.
L’amministrazione a proposito di campetti sportivi nei rioni ha raggiunto altri obiettivi? “Penso – risponde l’assessore – al prezioso lavoro che Onlus Live sta portando avanti sui campetti di via Omero e via Sceusa e al prossimo recupero di un ulteriore playground sul quale stiamo già lavorando. A questi interventi vogliamo affiancare la chiusura al traffico veicolare dell’area in cui insiste il campetto da basket antistante il Pala Daidone. La nostra idea è semplice: vogliamo che i ragazzi tornino a vivere i quartieri, che scendano in strada, giochino, facciano sport e si riapproprino degli spazi pubblici. Perché una città più viva e più sicura si costruisce anche così: creando luoghi nei quali crescere insieme e una comunità che impari a riconoscerli, rispettarli e custodirli come propri. Vogliamo che i nostri giovani vivano la strada, non che la subiscano”.