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    A Trapani si continua a fare i conti con l’acqua inquinata
    Il deputato Ciminnisi chiede il Consiglio Comunale aperto
    Laura Spanò14 Luglio 2026 - Cronaca
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    Trapani – Dallo scorso mese di dicembre e poi soprattutto da gennaio ad oggi, non passa giorno che in città non ci sia almeno un condominio, una strada o un quartiere che non debba fare i conti con l’acqua inquinata. In queste ore sta facendo il giro del web un post di Ariel Svoboda, giocatore di pallacanestro (gioca ancora con la Virtus) stabilitosi a Trapani che ha fatto analizzare l’acqua che arriva a casa sua.

    “Questa è l’acqua che arriva nelle nostre case!  Per giorni abbiamo sentito un odore insopportabile provenire dall’acqua. Nessuno ha avvisato i cittadini di un possibile rischio, nessuna comunicazione, nessun avvertimento, nessuna precauzione. Abbiamo fatto analizzare l’acqua. Il risultato è sconcertante:Escherichia coli: 430 (limite di legge: 0) Enterococchi intestinali: 138 (limite di legge: 0) Batteri coliformi: 450 (limite di legge: 0) Il limite è ZERO.Ora pretendiamo risposte immediate. Vogliamo sapere da dove proviene questa contaminazione, da quanto tempo esiste e quali interventi verranno adottati per garantire che l’acqua distribuita sia realmente sicura. La salute dei cittadini viene prima di tutto. Il silenzio, in casi come questo, è inaccettabile”.

    Tutto questo accompagnato dai risultati delle analisi effettuate in un Centro abilitato a Trapani che vi mostriamo.

    E in queste ore anche il deputato del M5S, Cristina Ciminnisi ha fatto sentire la sua voce sull’argomento e qui vi riportiamo quanto ha scritto.

    “Ancora acqua contaminata a Trapani: in via Nicolò Fabrizi, e segnalazioni anche in via Orlandini e via Natale Augugliaro, le stesse zone già colpite nei mesi scorsi. La deputata regionale del Movimento 5 Stelle Cristina Ciminnisi ha chiesto formalmente al presidente del consiglio comunale di Trapani, Alberto Mazzeo, di convocare subito un consiglio comunale straordinario e aperto.

    «Non è un incidente. È una costante per la quale non bastano le affannate spiegazioni dell’assessore Giuseppe Pellegrino – dichiara Ciminnisi –. A marzo un’ordinanza vietava di bere l’acqua in un’intera zona della città. Oggi ci risiamo. Le famiglie trapanesi in alcuni quartieri aprono il rubinetto con la paura di bere acqua contaminata. E’ roba da terzo mondo».

    Il deputato denuncia anche un’altra criticità: quando l’acqua torna potabile, nessuno controlla che si mantenga tale. «Si riapre il rubinetto e si spera. Ma la salute non può dipendere dalla speranza. E quando arriva una segnalazione, si chiude solo il contatore di chi ha protestato, lasciando altri esposti allo stesso rischio».

    Per questo Ciminnisi ha chiesto che al consiglio comunale aperto seggano, insieme all’amministrazione, anche l’ASP, l’Arpa, la Protezione Civile e la Prefettura: «il problema è ormai divenuto una questione di salute pubblica. Così non si può andare avanti. Di fronte alla inadeguatezza delle risposte del Comune è necessario che tutte le istituzioni operino insieme, nella stessa stanza, con le stesse informazioni».

    «I cittadini trapanesi hanno diritto di sapere cosa si sta facendo per evitare che accada ancora. Per questo – conclude Ciminnisi – chiediamo un consiglio comunale aperto: perché su un tema come la salute pubblica non ci possono essere zone d’ombra».

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