Cronaca
Palermo – Da oggi, la Società di Navigazione Siciliana ripristina l’incremento sulle tariffe dei collegamenti con le isole minori regolati dalla convenzione statale. Peccato che la continuita’ territoriale non sia un lusso, sia una STRADA SUL MARE. Per chi vive a Lampedusa, Linosa, Lipari, Salina, Vulcano, Stromboli, Panarea, Alicudi, Filicudi, Favignana, Levanzo, Marettimo, Pantelleria e Ustica, il traghetto non e’ un’opzione. E’ l’unica strada per lavorare, studiare, curarsi, fare impresa.
Il rincaro annunciato all’inizio di agosto, era entrato in vigore e poi era stato congelato, ora ritorna l’aumento torna. Da oggi, giovedì 10 settembre, scatta l’incremento del 18 per cento sulle tariffe vigenti per tutte le linee di collegamento marittimo regolate dalla convenzione Siremar-SNS.
A comunicarlo ufficialmente è stata la Società di Navigazione Siciliana, con una nota indirizzata alle biglietterie di scalo Liberty Lines e C&T Isole Minori, le due compagnie di navigazione che detengono il 50% ciascuna delle quote della società.
A suo tempo questa decisione aveva incontrato l’opposizione delle amministrazioni delle Isole Minori della Sicilia e degli operatori turistici, preoccupati per le conseguenze sui residenti, sui visitatori e sulle economie locali. Dopo l’entrata in vigore del rincaro, il confronto politico e istituzionale aveva portato alla sua sospensione.
Intanto però l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità, Alessandro Aricò, giusto il giorno prima aveva ribadito la posizione del governo Schifani sul costo dei servizi di trasporto marittimo in Sicilia.
«Le corse regionali per il trasporto marittimo non hanno subito aumenti e non ne subiranno. È un impegno chiaro che il governo regionale ha mantenuto e continuerà a mantenere. Da quando ci siamo insediati, in questi quattro anni, non abbiamo mai incrementato di un solo centesimo le tariffe a carico dell’utenza nell’ambito dei servizi oggetto delle commesse regionali».
«Per capire il valore di questo risultato, è importante leggere i numeri nel loro complesso – aggiunge l’assessore – perché raccontano con chiarezza lo sforzo compiuto in questi anni. Mentre il costo di numerosi fattori che incidono sul trasporto è aumentato, le tariffe dei biglietti marittimi in Sicilia sono rimaste stabili».
Secondo quanto emerge dai dati, da settembre 2022 allo stesso mese del 2026, il costo dei biglietti delle corse regionali è rimasto invariato, senza quindi registrare alcun aumento nell’arco di tempo considerato. Nello stesso periodo, si sono registrati, invece, significativi aumenti dei costi dovuti in larga parte anche alla crisi che ha interessato lo Stretto di Hormuz. Il gasolio, infatti, ha avuto un incremento complessivo del 21,6 per cento, passando da 1,8078 a 2,198 euro al litro. Da settembre 2022 a oggi, inoltre, il tasso di inflazione cumulata ha fatto registrare un aumento tra il 10 e l’11 per cento.
«Questi dati – conclude Aricò – dimostrano che la Regione ha assorbito la totalità dell’aumento dei costi senza trasferirlo sulle tariffe dei servizi regionali. È una scelta precisa, che conferma la volontà del governo Schifani di tutelare la mobilità dei siciliani e garantire la continuità dei collegamenti marittimi senza gravare ulteriormente sui cittadini».