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Trapani – Rafforzare il confronto territoriale e la collaborazione tra soggetti pubblici e privati sui temi dell’inclusione sociale, dell’inserimento lavorativo e dell’accesso all’abitazione delle persone migranti. Con questo obiettivo è stato costituito a Trapani, il Tavolo permanente dell’inclusione sociale, dell’inserimento lavorativo e dell’accesso all’abitazione delle persone migranti, con la firma di un protocollo fra Cgil Cisl Uil, la Cooperativa sociale Badia Grande e lo Iacp di Trapani. L’obiettivo è creare una rete territoriale per individuare risposte efficaci e condivise a favore dei migranti e delle loro esigenze per favorirne l’inclusione.
“Riteniamo sia uno strumento molto importante soprattutto nel nostro territorio dove è alta la presenza dei migranti, per sostenere l’azione delle istituzioni e del mondo del sociale a loro favore – spiegano Liria Canzoneri, Federica Badami e Tommaso Macaddino segretari generali Cgil Cisl Uil Trapani -. Il confronto territoriale su tutti i problemi affrontati ogni giorno sul tema dell’integrazione, della ricerca di un posto di lavoro, di una casa in cui vivere, delle lungaggini burocratiche per ottenere il permesso di soggiorno, delle condizioni di sfruttamento occupazionale che spesso, purtroppo, le persone migranti si trovano a vivere, è cruciale per costruire insieme una strategia comune per la loro piena inclusione”.
Tra gli obiettivi, il monitoraggio dei bisogni e delle criticità presenti sul territorio, con particolare riferimento alle condizioni di vulnerabilità abitativa e alle difficoltà di accesso al mercato del lavoro; la promozione di strumenti di intervento e percorsi innovativi di presa in carico e accompagnamento; l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, tutto con il coinvolgimento delle istituzioni competenti e delle associazioni, oltre che del sindacato confederale.
“Questo Tavolo rappresenta il coronamento di un percorso che abbiamo fortemente voluto – dichiara Greta Margagliotti, vicepresidente di Badia Grande – perché siamo convinti che solo mettendo insieme competenze diverse si possano affrontare le sfide complesse dell’abitare e del lavorare. Non vogliamo più interventi isolati, ma una strategia condivisa che parta dai bisogni reali delle persone”.
“Il nostro lavoro quotidiano nei territori ci insegna che l’accoglienza non può fermarsi alle mura di un centro – sottolinea Anna Maria Ruggirello, coordinatrice del Progetto SAI Marsala – Dobbiamo preparare le persone a un futuro di autonomia, e questo significa costruire opportunità abitative e lavorative che durino nel tempo, anche oltre il periodo di permanenza nei progetti”.
“Prevenire lo sfruttamento e il caporalato significa agire prima che il danno si verifichi – afferma Valentina Villabuona, referente dei centri di accoglienza SAI di Salemi e Vita – dobbiamo creare percorsi di formazione e inserimento lavorativo che siano davvero inclusivi, perché solo il lavoro dignitoso può restituire alle persone la fiducia nel futuro”