Cronaca
Niscemi (Caltanissetta) – «A Niscemi abbiamo un problema sociale, che dobbiamo affrontare garantendo una soluzione abitativa alle famiglie che non potranno più tornare nelle proprie case. Dobbiamo dare un futuro a questa comunità gravemente ferita. È una situazione di crisi dinamica, in evoluzione. Come Regione Siciliana stiamo facendo la nostra parte. Durante la riunione abbiamo analizzato vari aspetti della situazione, assicurando l’assistenza sanitaria, sollecitando il ripristino dell’erogazione del gas metano in paese e facendo in modo che i ragazzi possano continuare a frequentare regolarmente le lezioni scolastiche. Sul fronte abitativo, ci stiamo facendo carico di realizzare un programma di ricollocazione delle famiglie rimaste senza casa, alcune in alloggi già esistenti, altre in immobili di nuova edilizia. Questo è l’impegno della Regione».
Per gli sfollati della frana di Niscemi sono in arrivo i contributi del fondo Cas dello Stato, 400 euro a famiglia più 100 euro per ogni componente fino a un massimo di 900 euro al mese a nucleo per un anno. L’ANSA apprende che la procedura sarebbe già stata attivata in presenza dell’ordinanza di sgombero e dovrebbe essere completata nel giro di qualche giorno. Il contributo di autonoma sistemazione (Cas) è destinato a chi ha dovuto lasciare la propria abitazione: al momento circa 1.500 persone. Il presidente dell’Assemblea siciliana, Gaetano Galvagno, ne ha dato comunicazione ai capigruppo.
Cronaca
Palermo – «Questa mattina ho rassegnato, nelle mani del presidente del partito, Renato Grassi, e del segretario organizzativo nazionale, Pippo Enea, le mie dimissioni da segretario nazionale della Democrazia cristiana».
A scriverlo in una nota Totò Cuffaro, indagato dalla procura di Palermo che ne ha chiesto gli arresti domiciliari.
«Ringrazio – aggiunge – coloro che hanno condiviso con me un percorso di impegno e di servizio al partito. Il presidente ha convocato per il 20 novembre il Consiglio nazionale che sarà chiamato a esaminare e accettare le mie dimissioni irrevocabili e a definire le successive decisioni».
La decisione dell’ex presidente della Regione Siciliana è maturata dopo le accuse di essere il promotore di un’associazione a delinquere, di corruzione e turbata libertà degli incanti.
Con lui coinvolti nell’inchiesta ci sono l’ex ministro dell’Agricoltura Saverio Romano e altri 16 indagati.
– Le dimissioni di Cuffaro da segretario nazionale della DC? Bene, ma cambia poco. Occorre smantellare il sistema clientelare che sta rubando il futuro alla Sicilia. Piuttosto attendiamo un altro passo indietro, quello di Schifani. Solo allora i siciliani potranno cominciare a sperare di intravedere un filo di luce in fondo al tunnel in cui questo disastroso governo li ha cacciati”.
Lo affermano il coordinatore siciliano del M5S e vicepresidente dell’Ars Nuccio Di Paola e il capogruppo regionale 5 Stelle Antonio De Luca.
– «Cuffaro si dimette da segretario della Dc. Potremmo dire: era ora. La realtà è che c’era già qualcosa di profondamente malato e sbagliato nell’aver consentito (e in taluni casi corteggiato) uno che è stato in galera per favoreggiamento di mafiosi di ritornare in pompa magna al centro della politica siciliana. Chi era Cuffaro lo sapevamo tutti. Allora forse la verità è che molti cittadini siciliani per avere accesso ai servizi e ad una prospettiva di vita decente, devono ricorrere a questa gentaglia che li vincola elettoralmente. Commissariare la Sicilia ora. Unica soluzione per i siciliani». Lo scrive sui social il leader di Azione Carlo Calenda.
Economia
Palermo – Interventi di ripristino, miglioramento ed efficientamento di infrastrutture stradali extraurbane al servizio delle attività agricole siciliane: in arrivo 5 milioni di euro. È stato pubblicato dall’Esa (Ente di sviluppo agricolo) l’elenco dei progetti esecutivi presentati dalle amministrazioni comunali che accederanno adesso al finanziamento.
In provincia di Trapani gli interventi riguardano: Custonaci, Salaparuta e Salemi. Nel caso in cui le economie dovute ai ribassi lo consentissero, sarà finanziato anche un progetto nel Comune di Alcamo.
Gli altri comuni beneficiari del finanziamento sono Castronovo di Sicilia, Collesano, Gangi e Prizzi in provincia di Palermo; Alessandria della Rocca e Favara in provincia di Agrigento; Cerami a Enna; Librizzi, Montagnareale, Montalbano Elicona, Naso, Novara di Sicilia, Patti, Rometta, Sant’Angelo di Brolo e Ucria nella città metropolitana di Messina; Maniace, Santa Maria di Licodia e Zafferana Etnea nel Catanese; Cassaro a Siracusa; Ispica a Ragusa. E infine stessa cosa succederà per un progetto a di Reitano (Messina) se le ecomie dovute ai ribassi lo consettissero.
“Un’iniezione di risorse per riammodernare le strade extraurbane al servizio delle attività agricole e per cambiare il volto delle nostre campagne – commenta l’assessore all’Agricoltura Luca Sammartino – che dimostra l’attenzione del governo Schifani per la nostra agricoltura”.
Politica
Palermo – «È ufficiale: in Sicilia è finita l’era della corrente turistica, è iniziata quella sportiva. In questa manovra ci sono finanziamenti per campetti di padel e calcetto da un capo all’altro dell’isola. Altro che stop alle mancette, come ipocritamente si è detto da più parti».
Lo afferma il deputato del M5S all’Ars Stefania Campo, commentando la manovra quater in discussione a Sala d’Ercole.
«Da Grotte, Altofonte, Castronovo di Sicilia, a Butera, Aci Castello, Santa Ninfa, Rosolini, San Giovanni La Punta, Paceco, Agrigento e Scillato, sarà un fiorire di campi di padel e calcetto – dice Campo – per non parlare di altre strutture sportive, come piste da skateboard, aree fitness e altro, a Misilmeri, Petralia Sottana, Melilli, Pedara e Casteltermini, per un totale di oltre due milioni di euro. Mentre i problemi relativi alla siccità, ai rifiuti, alle liste d’attesa, all’occupazione e al welfare restano sempre, all’improvviso il primo problema dei deputati di maggioranza diventa quello di incentivare la costruzione di strutture sportive, dimenticando che c’è da amministrare una Regione che ha tante altre priorità e problemi», sottolinea Campo.
«Diventeremo – conclude – un popolo di giocatori, e Schifani gioca pure, ma purtroppo col futuro dei siciliani».
Salute
Poggioreale (Trapani) – Carmelo Palermo, sindaco del Comune di Poggioreale, interviene con una nota sulla vicenda che riguarda l’ospedale di Castelvetrano, il Vittorio Emanuele II.
Il primo cittadino di Santa Ninfa, chiede che la giunta del Governo regionale modifichi la bozza di riorganizzazione della rete ospedaliera proposta dall’assessorato alla Salute, che comporterebbe ulteriori tagli ai livelli di assistenza sanitaria dell’ospedale di Castelvetrano.
«Le esigenze di contenimento della spesa pubblica vanno contrastate con la lotta agli sprechi – spiega Palermo – come quelli, per esempio, che le recenti inchieste hanno fatto affiorare e riguardanti le forniture, non certo con la riduzione dei livelli di assistenza sanitaria.
Il Presidente della Regione Schifani – ricorda il sindaco di Poggioreale – ha chiesto il voto ai siciliani garantendo che la sanità territoriale sarebbe stata potenziata, a partire dalla riduzione delle liste di attesa. Non posso pensare che il Presidente, e con lui la deputazione di maggioranza eletta in provincia, possano consentire un ulteriore ridimensionamento dell’ospedale di Castelvetrano che costituisce un fondamentale presidio sanitario per tutti i cittadini dei comuni del Belice, altrimenti costretti a lunghe trasferte con tutti i rischi che ciò comporta per le emergenze. Sono per questo fiducioso – conclude Palermo – sulle decisioni definitive che assumerà il Presidente insieme alla giunta di Governo»
Politica
Trapani – La decisione del Governo regionale guidato da Renato Schifani di rinunciare alla sospensiva nel ricorso contro la nomina di Annalisa Tardino a commissaria straordinaria dell’Autorità di sistema portuale della Sicilia Occidentale continua a far discutere.
Ad intervenire con durezza è l’on. Dario Safina, deputato regionale del Partito Democratico, che da settimane contesta la scelta del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini: “La retromarcia del Governo regionale è un atto che lascia l’amaro in bocca. Si rinuncia a difendere fino in fondo la legalità e la competenza, aprendo la strada a una nomina che appare dettata più da equilibri politici che da criteri di merito. I porti della Sicilia sono infrastrutture strategiche per lo sviluppo e non possono diventare terreno di scambio tra partiti”.
Il caso si apre lo scorso 18 agosto, quando il Ministero delle Infrastrutture ha affidato all’ex deputata europea leghista Annalisa Tardino la guida dell’Autorità portuale della Sicilia Occidentale. Una decisione subito contestata dalla Regione, che aveva impugnato l’atto davanti al TAR chiedendo la sospensione. Oggi però la scelta di rinunciare a quella misura cautelare sposta la partita al merito, con la prima udienza fissata a gennaio 2026.
Il deputato trapanese non nasconde la sua preoccupazione: “Il Governo regionale deve chiarire perché ha cambiato rotta e spiegare ai cittadini le motivazioni reali. Il rischio è che la Sicilia paghi il prezzo di un accordo politico che nulla ha a che fare con il futuro dei nostri porti”.
Politica
Palermo – E’ stata rinviata a gennaio la decisione del Tar sul ricorso contro la nomina di Annalisa Tardino a commissario dell’Autorità portuale del mare di Sicilia occidentale, presentato dalla Regione Siciliana.
La nomina, decisa dal ministro delle Infrastrutture Salvini aveva provocato uno scontro tra il presidente della Regione Renato Schifani e la Lega.
Oggi si attendeva la decisione che è stata, invece, rinviata. Palazzo d’Orléans ha scelto di non insistere sulla sospensione cautelare dell’atto ministeriale, “ritenendo più utile un giudizio completo e approfondito piuttosto che un intervento limitato e sommario.- fa sapere l’ufficio stampa – La decisione risponde alla volontà di garantire la piena legittimità nella direzione di un ente pubblico strategico per lo sviluppo della Sicilia occidentale. La Regione ribadisce inoltre la propria convinzione che le contestazioni mosse al provvedimento ministeriale siano fondate e destinate a trovare conferma in sede di merito”.
Politica
Palermo -Non ho sentito Giorgia Meloni, ma sento quotidianamente il coordinatore regionale Luca Sbardella, ho dato la massima disponibilità al collegio dei probiviri del partito dove sarò ascoltato, credo, tra domani e dopodomani.
Al momento non ho né una conclusione delle indagini né una richiesta di rinvio a giudizio, ripeto ‘richiesta’ che è cosa diversa dal rinvio a giudizio”.
L’ha detto il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno nel corso della cerimonia del ventaglio a Palazzo dei Normanni, rispondendo ai giornalisti in merito all’indagine della procura di Palermo che riguarda nove persone, tra cui l’esponente di FdI. “Conoscete il mio rispetto per le istituzioni. Ma dimettermi prima del pronunciamento di un giudice su una richiesta del Pm che ancora non c’è? Al momento non posso dire cosa succederà” ha detto anche il presidente dell’Ars. Sul lavoro nel Parlamento siciliano Galvagno ha detto che “ci sono leggi e riforme, come quella sui Consorzi di bonifica, che non sarebbero state approvate in aula neanche se a presiedere fosse stato Maradona. Il punto è che c’è un diffuso bipolarismo, ma non in senso politico, cioè due poli. C’è bipolarismo in qualche deputato al momento del voto”. “In accordo con il presidente della Regione Renato Schifani – ha spiegato – ho una proposta di abolizione del voto segreto, questo Parlamento ha la possibilità di scrivere una pagina importante. Mi auguro che su questo si possa trovare un dialogo anche con le opposizioni e mi auguro soprattutto che nessuno chieda il voto segreto nel momento in cui si dovesse votare questa riforma”. (fonte ANSA)
Salute
Palermo – “Il progetto di revisione della Rete ospedaliera elaborato dall’assessore Faraoni, se attuato, otterrà un unico, paradossale risultato: dare il colpo di grazia a una sanità siciliana già agonizzante”.
Lo ha detto Davide Faraone, vice-presidente di Italia viva, in conferenza stampa a Palermo.
“Il responso dell’analisi effettuata dal centro studi di Italia viva sugli effetti della bozza Faraoni – spiega – lascia pochi spazi al dubbio: l’assessore alla Sanità, con il consenso del presidente Schifani, stanno preparando un disastro. Il documento lascia prevedere criticità sia a livello generale che, scendendo nei particolari delle realtà provinciali, locale. Grazie alla redistribuzione di letti escogitata da Faraoni, 6 province su 9 avranno un numero di letti inferiore alla media complessiva. Il risultato sarà un deficit di letti pari a 1840 posti. A essere particolarmente penalizzate, saranno province, come Agrigento o Ragusa, con percentuali di persone anziane alte e flussi turistici considerevoli. Caltanissetta e Enna si trovano al di sotto della soglia di sicurezza indicata dall’OMS (3 posti letto/1.000 abitanti).
“La dimostrazione plastica che si tratta di scelte arbitrarie o dettate dalle peggiori logiche locali è l’eccessiva concentrazione di letti a Palermo e Catania – prosegue – C’è poi un sottodimensionamento tecnologico, con l’annullamento degli investimenti dedicati per apparecchiature d’avanguardia (Tac ad alta risoluzione, angiografi) nelle aree non metropolitane. Una mobilità forzata dei pazienti: l’assenza di Unità operative specialistiche in 6 province obbliga il 38% dei pazienti complessi a migrare verso Palermo/Catania (dati Agenas 2024). Un rischio concreto di desertificazione medica: senza reparti specialistici funzionanti, si accelererà l’esodo dei medici specialisti dalle aree interne In sintesi: la proposta Faraoni è tutta sbagliata, tutta da rifare. Applicare la ricetta Faraoni senza modifiche significherebbe tradurre in realtà una catastrofe annunciata. Noi di Iv faremo di tutto per impedirlo”, ha concluso
Politica
Palermo – “Schifani venga in aula a riferire sulle inchieste che riguardano il presidente dell’Ars Galvagno e l’assessore regionale al Turismo Amata o faremo le barricate”.
Lo dicono Pd e M5S dal sit-in organizzato davanti Palazzo D’Orleans, sede della presidenza della Regione, per dire “basta al sistema clientelare che da tempo caratterizza la gestione dei fondi regionali”.
“Dire che la gestione dei fondi per il turismo e per la cultura è poco trasparente è un eufemismo. I soldi della Regione Siciliana vengono usati in maniera assolutamente personale, padronale e clientelare. Noi vogliamo dire veramente basta, perché purtroppo questo governo Schifani ci sta umiliando di fronte all’Italia intera” dice Valentina Chinnici, deputato regionale del Pd che parla a nome del partito perché il segretario regionale, Antony Barbagallo, è a Roma per l’elezione delle autorità portuali siciliane.
“Non chiediamo le dimissioni di Galvagno e Amata, perché siamo garantisti e attendiamo prima di capire se ci sarà un rinvio a giudizio dei protagonisti di queste vicende, ma intanto stiamo aspettando certamente un atto di umiltà da parte di chi ci governa, infatti, quello dai giornali è assolutamente imbarazzante” aggiunge.
“Siamo qui per confrontarci con i colleghi del partito democratico e con gli altri colleghi dell’Assemblea Regionale siciliana perché siamo pronti a bloccare l’aula se il Presidente Schifani non viene all’Ars a rispondere alle nostre richieste” dice Nuccio Di Paola, coordinatore del M5S Sicilia.
Sono circa una cinquantina i deputati e consiglieri comunali che stanno manifestando con le bandiere di partito.
“Questo è un tema che poniamo ormai da mesi ma, perché quello del turismo ricordo che non è un problema che nasce con See Sicily, ma c’è anche Cannes su cui abbiamo fatto un’interrogazione parlamentare nel gennaio del 2023 e continuiamo a ritenere che il governatore non può esimersi da quello che sono le sue responsabilità” afferma Michele Catanzaro, capogruppo del Pd all’Ars. (fonte Ansa)