Cronaca
Palermo – Agenti del Commissariato “Zisa – Borgonuovo”, su delega della Procura di Palermo, hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari, emessa dal Gip presso il Tribunale, nei confronti di 5 persone (3 già ristretti per altra causa) ritenuti autori di più episodi di compravendita di sostanze stupefacenti.
Nello specifico un indagato è risultato destinatario della misura della custodia cautelare in carcere, gli altri 4 degli arresti domiciliari.
L’attività di indagine, coordinata dalla Procura, è stata avviata da personale della Sezione Investigativa del Commissariato “Zisa-Borgonuovo”, nel novembre 2023 e si è conclusa nel luglio 2024.
Le investigazioni, svolte con l’ausilio di intercettazioni e videoriprese, hanno consentito di disvelare le autonome attività illecite dei destinatari di provvedimenti restrittivi ed anche di altri soggetti indagati in stato di libertà, impegnati a vario titolo in numerose cessioni al dettaglio di dosi di sostanza stupefacente: hashish e cocaina.
Nel corso delle indagini sono state ricostruite numerose cessioni di sostanze stupefacenti, in buona parte dedotte dalle conversazioni tra i soggetti intercettati, che utilizzavano un linguaggio criptico, ma il cui senso è stato possibile decifrare attraverso il loro modus operandi e le loro abitudini.
L’articolata attività d’indagine ha consentito, attraverso i riscontri e le risultanze investigative che man mano sono emerse, di pervenire a 5 arresti in flagranza di reato e al deferimento in stato di libertà di altri soggetti, tutti per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, con relativo sequestro di droga nonché alla sanzione amministrativa dei relativi acquirenti.
Base operativa è risultata essere un sito ubicato nel quartiere Noce; qui, più persone, a vario titolo indagate, si riunivano per concordare acquisti, effettuare i pagamenti per le cessioni, pianificare strategie di vendita che consentissero di porli in una condizione di vantaggio rispetto ad altri concorrenti nel settore degli stupefacenti.
Nel contesto investigativo si ricostruivano in due circostanze anche distinte cessioni di ingenti quantitativi di cocaina ed una partita dal peso di circa 1 kg veniva sequestrata dal personale di Polizia nel luglio 2024.
Proprio in occasione del sequestro dell’ingente partita di droga si rinvenivano nella disponibilità di uno degli odierni destinatari della misura restrittiva diverse armi: nr 2 pistole ed una piccola pistola mitragliatrice, armi tutte comprese di relativo munizionamento e sulla cui natura sono in corso accertamenti.
“Giova precisare che la responsabilità penale delle condotte elencate sarà definita solo dopo l’emissione di eventuali sentenze passate in giudicato, in ossequio al principio costituzionale della presunzione di innocenza”.
Cronaca
Mazara del Vallo – Cinque persone sono state raggiunte da misure cautelari in carcere e ai domiciliari con braccialetto elettronico nell’ambito di una indagine su un episodio di violenza legato alla riscossione di un debito di droga.
Ad eseguire il provvedimento, emesso dal Gip del Tribunale di Marsala, personale del Commissariato di Mazara del Vallo. La misura della custodia cautelare in carcere è stata disposta per due cittadini mazaresi, mentre gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico nei confronti di altri 3 cittadini mazaresi: quattro soggetti sono finiti in manette con l’accusa di estorsione e lesioni aggravate, mentre la quinta persona è stata arrestata per minaccia aggravata e detenzione illegale di arma da fuoco.
Si tratta del bilancio di un’attività investigativa compiuta dalla sezione investigativa del Commissariato di Mazara del Vallo dopo l’intervento della volante il pomeriggio del 28 ottobre 2025 presso un’azienda agricola. La volante era intervenuta per una aggressione a carico di un avventore dell’azienda ad opera di 4 uomini che poi si erano allontanati.
Per terra, nella zona in cui era avvenuta l’aggressione, era stato rinvenuto un proiettile calibro 6.35, integro e non esploso.
Nonostante le dichiarazioni acquisite dalle persone informate sui fatti siano risultate esigue, frammentarie e tra loro non concordanti, in un contesto segnato da mancanza di collaborazione e da un atteggiamento improntato a evidente riservatezza, grazie alla certosina attività di analisi delle immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza esistenti presso l’azienda e presso il bar dove gli estorsori si erano recati prima di presentarsi in azienda, gli investigatori del
Commissariato sono riusciti a ricostruire i fatti.
Le quattro persone si erano recati in azienda per riscuotere dal figlio del proprietario dell’azienda un debito connesso allo spaccio di sostanze stupefacenti. Nel corso dell’azione hanno aggredito e picchiato un uomo scambiandolo per il figlio, reale debitore. Durante il pestaggio del malcapitato, il figlio è intervenuto puntando una pistola contro gli aggressori nel tentativo di fermarli. L’arma è risultata detenuta illegalmente. Il padre del debitore ha pagato la somma richiesta dagli estorsori riuscendo ad allontanarli.
Sia i 4 indagati che il figlio del proprietario, che aveva puntato una pistola detenuta illegalmente, sono stati deferiti all’A.G. e la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Marsala, condividendo le conclusioni investigative del Commissariato, ha richiesto ed ottenuto dal G.I.P. le misure cautelari personali per tutti gli indagati.
Cronaca
Alcamo – I Carabinieri della Compagnia hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misura cautelare nei confronti di 4 soggetti, emessa, su richiesta della Procura della Repubblica di Trapani, dal GIP del capoluogo per i reati di rissa e lesioni aggravate.
I militari dell’Arma sono intervenuti a seguito di segnalazione al 112 presso il locale pronto soccorso in quanto era stato trasportato in codice rosso un giovane alcamese di 23 anni. Gli accertamenti eseguiti dai Carabinieri consentivano di stabilire che alle 19.30 circa di venerdì 7 novembre in via Gaetano Martino, il malcapitato era stato colpito alla testa da uno straniero con un bastone in legno.
L’alcamese, proprio a causa delle gravissime lesioni riportate era stato trasportato presso l’ospedale Villa Sofia di Palermo in prognosi riservata. Lo sviluppo dell’indagine avvenuto nell’immediatezza, intrapresa dagli inquirenti e la visione delle immagini estrapolate dai circuiti di videosorveglianza, consentiva di documentare che il malcapitato era stato colpito nel corso di una rissa alla quale avrebbero partecipato uno straniero e 3 alcamesi e che, il gruppo, si sarebbe fronteggiato a colpi di bastone e bottiglie in vetro dopo un diverbio sorto per futili motivi in corso di compiuta ricostruzione.
Il provvedimento cautelare, sulla scorta della ricostruzione fornita dai Carabinieri di Alcamo, ha consentito di contestare il reato di rissa nei confronti di un soggetto del Gambia di 27 anni residente ad Alcamo (al quale viene contestato anche il reato di lesioni aggravate) e un alcamese di 30 anni entrambi posti agli arresti domiciliari nonché nei confronti di altri due alcamesi di 33 e 21 anni sottoposti invece alla misura dell’obbligo di dimora nel comune di Alcamo.
Cronaca
Termini Imerese (Palermo) – Scoperta dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Sicilia Occidentale della Polizia una truffa perpetrata ai danni di Poste Italiane, da una organizzazione del palermitano per finanziamenti illeciti con false buste paga, 5 le misure cautelari.
L’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Termini Imerese, ha portato alla scoperta di un’organizzazione che gestiva la concessione di finanziamenti illeciti da parte di Poste Italiane Spa ed offriva anche la possibilità di aggirare il blocco dei clienti in “black list” dovuta all’iscrizione presso la Centrale Rischi. La Polizia ha eseguito un’ordinanza del Gip di Termini Imerese di applicazione di misure cautelare personali nei confronti di cinque persone, tra cui un dipendente di Poste Italiane, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di truffe in danno di banche e società finanziarie.
Grazie a documentazione bancaria e buste paga false, ai richiedenti – si trattava di persone in situazioni di difficoltà economica – veniva falsamente attestata l’esistenza di un rapporto di lavoro, così da poter avviare pratiche di finanziamento presso Poste Italiane Spa. Le indagini erano state avviate dopo un esposto presentato dai responsabili dell’Ufficio siciliano Fraud Management di Poste Italiane nel quale venivano riportate una serie di anomalie nelle pratiche di finanziamenti presso gli uffici postali di Casteldaccia, Bagheria e Palermo. Sulla base dei primi accertamenti della Polizia Postale, effettuati sulle richieste di finanziamento “sospette”, la Procura di Termini Imerese ha disposto intercettazioni e perquisizioni che hanno consentito di ottenere importanti riscontri, tra cui il rinvenimento, all’interno del computer di documenti contraffatti riguardanti le buste paga falsificate e copia delle pratiche illecite.
Sono stati accertati più di quaranta episodi relativi a richieste di finanziamento illegittime. Tre degli indagati sono stati sottoposti alla misura cautelare dell’obbligo di firma presso la Polizia Giudiziaria, mentre per il presunto capo dell’organizzazione sono stati disposti gli arresti domiciliari ed il divieto temporaneo di esercitare l’attività professionale ed imprenditoriale nel settore creditizio e finanziario per un anno, essendo un promotore finanziario. Tra gli indagati un dipendente di Poste Italiane per il quale il Gip ha disposto il divieto temporaneo di esercitare l’attività professionale alle dipendenze di Poste Italiane per 12 mesi.
Cronaca
Trapani – I Carabinieri della Compagnia di Trapani hanno arrestato, per evasione e inosservanza
degli obblighi inerenti la Sorveglianza Speciale, due trapanesi di 18 e 42 anni sorpresi per le strade della città contravvenendo alle prescrizioni delle misure cui sono in atto sottoposti.
Il 18enne, arrestato da pochi giorni per aver rubato un’auto da un garage che per sua sfortuna aveva un GPS che indicava costantemente la posizione della stessa, è stato rintracciato nei pressi della caserma Borgo Annunziata dopo che sarebbe risultato assente al controllo nell’abitazione dove sta scontando i domiciliari. Tratto in arresto, a seguito dell’udienza di convalida è stato sottoposto nuovamente agli arresti domiciliari.
Il 42enne invece, in atto sottoposto alla sorveglianza speciale di PS e all’obbligo di dimora nel comune di Erice, durante le ore notturne sarebbe risultato assente al controllo dei militari che lo hanno poi sorpreso rincasare a piedi traendolo in arresto. A seguito del giudizio direttissimo lo stesso è stato risottoposto alla misura della sorveglianza speciale.
Cronaca
Agrigento -Blitz antimafia dei carabinieri del reparto Operativo di Agrigento che hanno eseguito e notificato 48 misure cautelari.
Ai 24 fermi delle scorse settimane, sono seguite – fra Agrigento, Favara, Canicattì, Porto Empedocle e Gela – le ordinanze di custodia cautelare a carico di altri 24 indagati che erano rimasti a piede libero lo scorso dicembre.
A firmare i provvedimenti è stato il gip del tribunale di Palermo, Antonella Consiglio su richiesta della Dda di Palermo.
L’inchiesta è quella che ha fatto luce sui presunti appartenenti a Cosa Nostra e un’associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.
Complessivamente 51 gli indagati, di cui 36 ristretti in carcere, mentre per i restanti 15 la misura cautelare degli arresti domiciliari.
Nel corso della notte, i militari dell’Arma hanno notificato un totale di 48 misure cautelari. Per tre non si è potuto procedere perché, al momento, si trovano all’estero.