Attualità
Trapani – Maria Giuseppa Castiglione diventa presidente del Consorzio universitario di Trapani. Approvato dalla giunta regionale, riunita a Palazzo d’Orléans, il completamento della procedura di nomina dei vertici dei Consorzi universitari di Trapani e di Siracusa. Dopo il parere favorevole della prima commissione Affari istituzionali dell’Ars in merito al possesso dei requisiti e all’insussistenza di cause di incompatibilità e inconferibilità per i relativi incarichi, è arrivato il via libera del governo Schifani.
Su proposta dell’assessore regionale all’Istruzione e alla formazione professionale, Mimmo Turano, Maria Giuseppa Castiglione diventa presidente del Consorzio universitario di Trapani, mentre Giovanni Grasso va alla guida del Consorzio universitario Archimede di Siracusa.
Avviata anche la procedura per la nomina del presidente del cda dell’Istituto autonomo case popolari di Catania, con la conferma di Angelo Sicali, su proposta dell’assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità, Alessandro Aricò. Ora si attende il parere della commissione Affari istituzionali dell’Ars.
Politica
Trapani – di Rino Giacalone – Una volta c’erano le scuole di partito, su tutti i fronti. Servivano a preparare chi aveva desiderio di impegnarsi nell’agone politico. Oggi, scomparsi i partiti, e quindi le scuole di partito, ho la sensazione che molti degli attuali consiglieri comunali, e non solo a Trapani, sono cresciuti impasticcati con le serie tv, da House of Cards a Designated Survivor, da Suburra a Qualunquemente. Così per citare le più famose. Dove la politica si trova mischiata ad altro, e dove per il potere … si colpiscono per primi i giornalisti. Dalle fiction alla realtà. O ancora per far scuola, la peggiore, ci sono i social, dove però si predilige raccogliere e spargere insinuazioni, oppure c’è chi cerca di scimmiottare il buon Vittorio Sgarbi, ma riescono spesso ad essere solo la brutta copia del famoso professore, al quale, cogliamo l’occasione, auguriamo di riprendersi presto.
Una premessa che farà storcere il naso a molti, ma che speriamo possa far rinsavire i tanti che oggi hanno il compito di amministrare la cosa pubblica, cosa che è propria non solo di chi siede in Giunta o in maggioranza ma anche chi fa opposizione.
Non c’è dubbio che oggi a Trapani la situazione politica è complicata, cosa immaginarsi di diverso da una città che un giorno, in un nostro articolo, non abbiamo avuto dubbi a definire “inturciunata”. Tale lo è ogni giorno di più. Lo scenario che si ha davanti ci dice che per adesso sul ring della politica gli avversari si misurano, si tirano qualche pugno, ma ognuno pensa di riuscire a sfiancare l’altro. Le cose, come dicevamo, sono interciunate. Assai. Il pubblico potrebbe non avere ancora tanta pazienza per chi sta sul ring.
Il sindaco Giacomo Tranchida è alle prese con un rimpasto di Giunta che dapprima era programmato a metà mandato per rinforzare la coalizione, ma ha dovuto prendere atto della perdita di due consiglieri, Daidone e Tumbarello (cosa che ha ridotto a 14 i numeri della maggioranza, mentre l’opposizione è cresciuta arrivando a 10 consiglieri), poi ha appena avuto il tempo di fare un primo passo, con l’uscita dell’assessore Enzo Guaiana e la nomina della prof. Giulia Passalacqua, cambio di poltrone tra i due, se le sono scambiate tra Giunta e Consiglio comunale, deciso in casa Pd, e si è ritrovato la crisi causata dalle dimissioni di Lele Barbara il super assessore che sulla carta doveva essere il “delfino” del primo cittadino. Tutto così si è bloccato, anche la nomina del successore dell’avv. Alberto Mazzeo che da mesi è diventato presidente del Consiglio comunale, lasciando libera nella Giunta Tranchida la poltrona di assessore alle Finanze. Il gruppo centrista, del quale Mazzeo fa parte, fino ad oggi non ha indicato al sindaco Tranchida la richiesta rosa di nomi dal quale fare scegliere il sostituto dell’avvocato che guidando l’aula si trova ad essere come quell’autista che tiene tra le mani il volante di un autobus che tende a uscire sempre fuori strada. Mazzeo che frattanto siede anche al Consiglio provinciale, stando dalla parte del centrodestra. Così tanto per ricordare come stanno le cose. Inturciunate, appunto.
Sulla carta almeno altri due assessori pare fossero destinati alla sostituzione, ma non è accaduto nulla. Tenere così tanto le bocce ferme forse non è una scelta che faccia bene all’amministrazione Tranchida, ma i beni informati dicono che il sindaco ha una sua strategia precisa.
Così come l’assessore regionale alla Formazione Mimmo Turano al quale si richiamano i consiglieri centristi. Sono loro che sostengono la maggioranza e Turano, che a Palermo con la Lega fa parte del Governo Schifani, leggasi centrodestra, non ha mai speso una parola per causare la crisi a Palazzo D’Alì. La strategia di Turano, che in questi giorni ha festeggiato i suoi 60 anni, rivendicando con un post sui social sincerità e libertà, insomma ha mandato a dire di non tirarlo per la giacchetta, potrebbe essere quella di puntare lui, col suo gruppo, alla successione di Tranchida che comunque alla scadenza naturale, nel 2027, non potrà ricandidarsi.
L’opposizione? Pensa a fine anno e alla annunciata mozione di sfiducia contro il sindaco Tranchida. Le norme prevedono che può essere presentata solo a metà mandato e a dicembre il termine fissato sarà raggiunto. Ci sono anche le firme occorrenti per presentarla, dieci consiglieri, quanti sono quelli che appartengono alla minoranza, resta incerto l’esito finale, per approvarla serve il voto del 60 per cento dei componenti dell’aula, e la maggioranza al momento tiene saldi i suoi 14 voti. L’opposizione usando il “piede di porco” sta cercando di creare dissidi interni agli avversari, e in soccorso ogni sera l’imprenditore Valerio Antonini, con le sue dirette social, sta cercando di dar loro aiuto, ma sotto sotto c’è chi nella minoranza non se la sente proprio di diventare un soldato di “Futuro”, il movimento politico fondato dal patron dello sport trapanese. A proposito: oggi è stato indetto il primo congresso provinciale del neonato movimento. Non c’è dubbio che gli oratori faranno l’elenco dettagliato del programma ma non c’è dubbio che l’attenzione sarà tutta per chi sarà presente. Ci sarà il pubblico delle “curve” ma ci si attende di vedere presenti i professionisti, i politici di razza e quelli nuovi, gli emergenti, magari anche i trombati e gli sconfitti, quelli che nella vita non hanno fatto altro che girarsi tutti i partiti e movimenti cercando spazio. Speriamo che almeno di loro il patron decida di farne a meno. Attenti dunque a chi andrà alla tribuna, trattandosi di un congresso le presenze sono sostanza, la partecipazione significherà adesione al movimento.
In attesa degli eventi, frattanto non c’è seduta di Consiglio comunale nella quale non si consumi un dramma. Anzi nell’ultima oltre al dramma per l’opposizione si sono inutilmente consumati energia elettrica e straordinari ai dipendenti comunali in servizio. E per questa ragione è scattata, dicono, una denuncia alla Corte dei Conti per danno erariale. E c’era chi tra i consiglieri di minoranza pensava anche a chiamare i Carabinieri per fare denuncia in diretta, non fidandosi della pg presente comunque in aula e rappresentata dagli agenti della Polizia Locale.
Cosa è successo? La seduta di venerdì scorso era in prosecuzione di un’altra precedente di giovedì che si era conclusa per mancanza di numero legale. Al momento del voto di una delibera per approvare una somma urgenza nell’ambito di un intervento di Protezione Civile, la minoranza usciva dall’aula e per le assenze nella maggioranza veniva meno il numero legale. Venerdì alla ripresa dei lavori il vice presidente dell’aula, Andrea Genco, dopo l’appello che sanciva il numero legale, chiudeva subito la seduta, aggiornandola a giovedì prossimo, giustificando la decisione per le assenze, evidenti dei dirigenti, tanto che fare da segretario dii seduta era la più giovane tra i consiglieri, Angela Grignano. Assenze giustificate quelle del segretario generale Panepinto e della sua vice, Nunziata Gabriele. E’ naturale che in assenza delle figure apicali, la legittimità dei lavori d’aula è compromessa, ma la decisione di Genco non è piaciuta alla minoranza.
La Minoranza
Un minuto di seduta e quella chiusura in tutta fretta, “perché ancora una volta la maggioranza si è trovata senza i suoi numeri” ha stigmatizzato il futurista Tore Fileccia, rappresentano danno erariale. Tra costi di servizi e gettoni da corrispondere. Gettoni ai quali però molti consiglieri hanno rinunciato. Tutto questo nel caos più totale, con rimbalzo di responsabilità.
La minoranza (che per adesso si riconosce in tre leader, Miceli, Guaiana e Fileccia, forse troppi per uno schieramento che non è così numeroso) ha diffuso un documento:
“La maggioranza fugge dall’aula. Presenteremo esposto alla Corte dei Conti per danno erariale. Il vicepresidente del Consiglio, Genco, ha deciso unilateralmente di aggiornare i lavori, bloccando la trattazione di materie di rilevanza pubblica — come la somma urgenza e il Regolamento Taxi — soltanto perché la maggioranza non disponeva dei numeri necessari per deliberare. L’azione è inaccettabile: non si tratta di un semplice rinvio, ma di un atto politico che dimostra la mancanza di coraggio e di responsabilità verso l’istituzione consiliare e verso i cittadini che essa rappresenta. Ecco le ragioni della nostra protesta: Spreco di risorse pubbliche, illuminazione, remunerazione straordinari del personale, risorse consumate senza che nessun lavoro effettivo fosse svolto, e poi lesione del principio di buon andamento dell’amministrazione, carenza politica e assenza di volontà di confronto L’unico motivo dell’interruzione è chiaro: non si avevano i numeri in aula. Chi è investito del ruolo decisionale non può “fuggire” al confronto e alla responsabilità. Alla luce di quanto accaduto, l’Opposizione darà mandato ai propri legali di redigere e presentare un esposto alla Procura Regionale della Corte dei Conti, affinché si accerti la presenza di un possibile danno erariale all’ente comunale e la configurabilità di responsabilità contabili e amministrative nei confronti dei soggetti coinvolti. Pretendiamo: che vengano rese note le motivazioni ufficiali del rinvio; che si quantifichi pubblicamente il danno economico provocato alla collettività; che si assumano le responsabilità politiche, morali e, se del caso, contabili del gesto. La città non può continuare a pagare per l’arroganza e l’incapacità di chi governa senza saperlo fare”.
Dall’altra parte, dalle fila della maggioranza gli unici a parlare sono i componenti del Gruppo Consiliare “Rigenerazioni Europa Verdi” (Parisi, Cammareri, Genco e Grignano). Spiegano: “La seduta del Consiglio comunale è stata sospesa dal vice Presidente per assenza di funzionari, dirigenti e del Segretario comunale, figure indispensabili al regolare svolgimento dei lavori.
Noi consiglieri comunali, Angela Grignano, Baldassare Cammareri, Giovanni Parisi e Andrea Genco – abbiamo rinunciato al gettone di presenza, ritenendo che sia cosa corretta e onesta. Respingiamo però con forza le accuse dell’opposizione circa un presunto “danno erariale”: il vero danno è stato causato da loro, quando giovedì come del resto come fanno sempre, hanno abbandonato strumentalmente l’Aula, facendo venir meno il numero legale nonostante fosse in discussione una somma urgenza poi divenuta debito fuori bilancio, e il regolamento taxi con la presenza dei tassisti, lavoratori in attesa di questo regolamento. Il personale era già stato allertato per la prosecuzione dei lavori, quindi ogni polemica è del tutto pretestuosa. Chi oggi si erge a moralizzatore, in passato non ha mai rinunciato al gettone in situazioni analoghe, ma sopratutto per la cittadinanza onoraria a Mauro Rostagno seduta con solo appello, tutta l’opposizione escluso Gianformaggio non ha rinunciato al gettone con 2 minuti di seduta. Noi continuiamo a lavorare con responsabilità e trasparenza, nell’interesse esclusivo della città di Trapani”.
Domani si apre una settimana politica che annuncia tempesta. Dapprima due sedute straordinarie, la prima, domani pomeriggio, dedicata alla vertenza degli assistenti per i minori non abili che frequentano le scuole (questione sulla quale il Comune ha intanto dovuto subire un verdetto non favorevole dal Tribunale che ha ordinato di garantire quell’assistenza oggi mancante), mercoledì il Consiglio straordinario per la vertenza gestione del Pala Daidone, o Pala Ilio o Pala Shark, insomma il Palazzetto dello Sport. Giovedì si tornerà in aula per la sessione ordinaria e per riprendere da dove non si è riusciti nemmeno a cominciare, somma urgenza e regolamento taxi.
Se le previsioni meteorologiche indicano bel tempo, la scena politica è coperta da nubi che promettono tempesta. A meno che…
Attualità
Palermo – In occasione del 32esimo anniversario dell’omicidio per mano mafiosa del beato Giuseppe “Pino” Puglisi, che ricorre il 15 settembre e che quest’anno coincide con l’avvio del nuovo anno scolastico in Sicilia, l’assessorato regionale dell’Istruzione e della formazione professionale ha deciso di inviare una circolare agli istituti scolastici di ogni ordine e grado, invitando tutte le scuole dell’Isola a dedicare un momento di riflessione alla memoria del sacerdote di frontiera ucciso nel 1993, nel quartiere Brancaccio di Palermo. Un gesto simbolico ma significativo, per rafforzare tra i più giovani la cultura della legalità, della responsabilità e dell’impegno civile.
«L’anno scolastico si aprirà quest’anno nel ricordo di don Pino Puglisi – afferma l’assessore Mimmo Turano – per onorarne l’impegno civile e trasmettere alle nuove generazioni l’eredità morale che ci ha lasciato. Da sacerdote di frontiera ed educatore, don Pino ha compiuto una scelta precisa, stando accanto ai ragazzi del quartiere Brancaccio a Palermo, per sottrarli alla strada grazie al Centro di accoglienza Padre Nostro, da lui fondato».
«Con il suo esempio luminoso – prosegue l’assessore regionale all’Istruzione – ha restituito speranza laddove regnava la rassegnazione, offrendo alternative alla violenza e insegnando che anche un piccolo gesto può fare la differenza. La sua testimonianza di fede, coraggio e dedizione rappresenta ancora oggi un potente modello pedagogico-educativo e uno strumento di cambiamento sociale e culturale da preservare, perché, come ci ha insegnato “se ognuno fa qualcosa, allora si può fare molto” per costruire una società più giusta, consapevole e, soprattutto, libera dal ricatto mafioso»
Attualità
Trapani – di Rino Giacalone – Ha ancora una volta scelto la strada di X per intervenire, ma il riferimento è chiaramente rivolto al nostro articolo sul contenzioso “Pala Shark” (noi tifiamo perchè continui ad essere chiamato così) o “Pala Ilio” che dir si voglia. Avevamo posto degli interrogativi, ad alcuni il presidente Antonini risponde. Ma in particolare l’intervento del patron degli Shark è per ribadire che la “convenzione” sottoscritta nel 2023 non è “carta straccia”.
“La convenzione è assolutamente valida ed è privo di fondamento qualsiasi tentativo maldestro del Comune di Trapani contrario a questo assunto”. Il Comune sostiene che a far decadere la convenzione è la trasformazione societaria degli Shark, da Ssd a Srl: “La trasformazione in srl – scrive Antonini – è avvenuta secondo i termini previsti dal regolamento della LBA ben noto al Comune di Trapani ed al suo assessore allo Sport Emanuele Barbara. Non è in contrasto con i termini previsti dalla Convenzione ma una mera necessità dettata dai regolamenti federali”.
Non è vero che tutto è avvenuto a insaputa delle parti: “Tutto ciò – precisa Antonini – è avvenuto in data luglio 2024 e nessuno dal Comune ha mai detto o mosso un dito al riguardo”.
Palazzo D’Alì contesta che la società avrebbe dovuto comunicare la mutazione: “Sollecitato più e più volte sia nella persona del sindaco che dell’assessore, Il Comune mi rassicurava dicendo che sarebbe poi stata trovata tranquillamente una soluzione per emendare la convenzione”.
Il deputato dem Safina ha indicato il tavolo tecnico come utile a trovare soluzione. E a leggere Antonini la soluzione stava per essere trovata, e questo nostante un clima che si era riscaldato e pare non solo per l’assenza al Pala Shark dell’impianto di condizionamento: “Dopo le minacce del sindaco già durante i play off, che hanno in parte contaminato lo spirito del gruppo squadra, si instaurò un tavolo tecnico con cui si era trovata anche una soluzione che poteva aiutare il Comune ad uscire da tale empasse sino al 9 Luglio giornata in cui fui informato che Tranchida avrebbe annunciato nella sua “conferenza” del 10 luglio la chiusura della convenzione. Solo gli interventi dell’on. Mimmo Turano, dell’avvocato Magaddino e del presidente Mazzeo evitarono quello che invece è successo oggi”.
Sindaco in malafede? “Si, lo voleva fare il 9 luglio solo per non permettere alla T Shark di iscriversi al Campionato”.
Soluzioni? “Se il Comune non ci invierà entro domani alle 19 una comunicazione che certifica che il Palashark non è mai stato tolto dalla disponibilità del Trapani Shark e che si firmerà un addendum alla convenzione come concordato per settimane con i tecnici che hanno nominato , sposteremo con effetto immediato la squadra in un altro Palazzetto e chiederemo al Prefetto il sequestro immediato del Palashark nonché presenteremo una richiesta di 50 Milioni di euro di danni patrimoniali e non patrimoniali al Comune di Trapani presso la Procura della Repubblica. Siamo stanchi. E’ una vergogna assoluta figlia della mentalità di questi delinquenti della politica. Spero che i tifosi e l’intera comunità trapanese rispondano finalmente come si meritano questi squallidi personaggi”.
Politica
Trapani – Sarebbe dovuto essere un passaggio naturale: dopo la condanna per corruzione subito le dimissioni. Ma così non è stato. Il presidente del consiglio comunale AnnaLisa Bianco per dimettersi dall’incarico ha aspettato un mese. Trentuno giorni esatti dopo la condanna a due anni e otto mesi nell’ambito delle indagini della Guardia di Finanza all’interno dell’Asp di Trapani. Solo ieri infatti segretario, presidenza del consiglio comunale e sindaco di Trapani hanno ricevuto la pec con le dimissioni dall’incarico.
Una nota fredda, e a ben leggere quasi irriguardosa per il giudice che l’ha condannata: “In attesa che venga ristabilita la verità nelle giuste sedi – ha scritto Annalisa Bianco nella comunicazione delle dimissioni – e per senso di correttezza, responsabilità e profondo senso delle istituzioni, rassegno le mie dimissioni da presidente del consiglio comunale di Trapani”.
Quasi che non sia stata la giusta sede quella della pronuncia di primo grado, al lettore è questo che si vuol far comprendere? E la stra-ripetuta fiducia nella magistratura che fine ha fatto? E’ vero ci sono altri due gradi di giudizio da affrontare prima di arrivare ad una sentenza definitiva, ma parlare di verità da accertare nelle giuste sedi potrebbe indurre in chi legge il dubbio che la condanna non è stata pronunciata in una giusta sede.
Ma siccome le cose a noi piace scriverle per intero, abbiamo fondata ragione di poter raccontare quello che è accaduto in questo mese. Le dimissioni sono arrivate adesso perché la maggioranza che ha espresso la Bianco presidente, ha voluto trovare la quadra sul successore. E se la poltrona è rimasta “assegnata” al gruppo “Trapani Tua” che ha espresso la Bianco e con lei il numero più nutrito di eletti al Consiglio comunale – si tratta della lista civica accreditata vicina all’ex Udc e ora Leghista, assessore regionale, Mimmo Turano – c’è stato da individuare il candidato alla successione.
E’ stata subito indicata dal gruppo la consigliera Giusy Poma , anche per via dell’ampio consenso elettorale raccolto nelle ultime elezioni, ma chissà perché la maggioranza consiliare ha optato per l’attuale assessore alle Finanze Alberto Mazzeo. Tra un tira e molla pare che Mazzeo ha prevalso e quindi la Bianco ha potuto ufficializzare le dimissioni. La consigliera Poma a questo punto potrebbe entrare in Giunta sostituendo Mazzeo che dovrà dimettersi, e per la verità quello della consigliera Poma è uno dei nomi che sarebbe nell’agenda del rimpasto di Giunta del quale da tempo si parla a Palazzo Cavarretta, a prescindere dal caso Bianco. E nella girandola di nomine che si andrà a determinare, il posto di Mazzeo quale capogruppo consiliare di Trapani Tua potrebbe essere preso da Toto Braschi che per i prossimi 18 mesi siederà in aula quale supplente della sospesa Annalisa Bianco che ha deciso di non dimettersi dal seggio consiliare, dal quale quindi resta solo sospesa. Insomma per un mese e passa, etica e questione morale che meritavano risposte immediate alla comunità hanno abdicato a strategie e interessi del sottobosco politico istituzionale.
Ma c’è altro che non vogliamo tacere. Secondo noi quanto ha scritto la presidente Bianco nella sua nota non ci pare essere “farina del suo sacco”, ci sembra essere frutto della mano di qualche burocrate. E lì ci fermiamo nello scrivere: mai abbiamo fatto parte del conclave andreottiano, ma siamo quasi convinti che si possa dire, nel caso specifico, che si può pensar male ma è facile azzeccare.