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    Palazzo Cavarretta e la storia delle nove decadenze
    Si riaccende la querelle, la Regione scrive a Mazzeo: detta la procedura e la parola spetta all'aula
    Rino Giacalone12 Maggio 2026 - Politica
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    Trapani – di Rino Giacalone – La nota trasmessa dal Dipartimento regionale delle Autonomie Locali al Comune di Trapani circa il tormentato iter della decadenza di nove consiglieri della maggioranza per le tre assenze maturate dai lavori consiliari tra il 22 e 23 ottobre 2025 (due straordinarie ed una ordinaria) è arrivata nella giornata del 5 maggio a Palazzo D’Alì. Sebbene l’iter sia stato avviato dal presidente del Consiglio, l’avv. Alberto Mazzeo l’ha ricevuta sul suo tavolo solo nella giornata di ieri.

    Le sette pagine

    In sette pagine i dirigenti dell’assessorato richiamano favorevolmente il parere del segretario generale. E’ notorio che la massima figura apicale ha ritenuto giustificate, anche con il conforto di pronunzie giurisprudenziali, le assenze dei consiglieri. Si trattò infatti di assenze motivate con un documento politico che contestava la convocazione della seduta straordinaria del Consiglio avente per oggetto la vertenza, ancora apertissima, tra l’amministrazione e la società Trapani Shark sulla vicenda concessione dell’impianto sportivo di Piazzale Ilio. Il segretario generale con propria nota ha dichiarato la non sussistenza dei presupposti per l’attivazione dei procedimenti di decadenza di otto consiglieri, Parisi, La Barbera, Patti,  Genco, Vincenzo Guaiana, Grignano, Carpinteri. poi in aula il consigliere Daidone sollevò la nona a carico del consigliere Braschi, anche se successivamente ritirata. Le assenze sono da ritenersi per il segretario generale Panepinto, “legittima protesta politica peraltro previamente esternata”.

    Dipartimento delle Autonomie Locali

    Il Dipartimento delle Autonomie Locali ha però sancito che l’unica e ultima parola spetta all’aula consiliare. Nella sostanza da Palermo  danno ragione almeno sulle procedure da seguire al Presidente Mazzeo. Non sarebbe possibile l’archiviazione dei procedimenti in maniera automatica, col solo parere del segretario generale, ma bisogna portare tutto all’esame dell’aula consiliare. Il Presidente Mazzeo ieri da noi interpellato ha confermato che questa è la sua intenzione, passando prima da una riunione ad hoc della conferenza dei capigruppo che potrebbe convocare entro i prossimi giorni. Ma in aula, sostiene il Dipartimento, non potrà andare un’unica delibera di proposta di decadenza per tutti e nove i consiglieri, ma specifiche delibere, una per ognuno, ed è ovvio che i singoli consiglieri dovranno astenersi dal partecipare al voto delle delibere che li riguardano.

    Partita chiusa?

    Probabilmente sarà così ma è certo che in aula ci saranno momenti accesi. Se è vero che la maggioranza di governo ha numeri fragili è anche vero che l’opposizione non è certo che si presenti compatta. Tra questi banchi c’è chi soffia sul fuoco e chi ha consapevolezza che da questi procedimenti non si dà una spallata alla Giunta Tranchida, ma semmai si potrebbe aprire la crisi dell’aula e la decadenza del massimo consesso civico. In questo scenario il Consiglio si scioglierebbe, non l’amministrazione.

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