Cronaca
Linosa (Agrigento) – Su direttiva del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, coordinati dal direttore generale della Protezione civile regionale Salvo Cocina e con la disponibilità operativa della direzione regionale dei Vigili del Fuoco e del Dipartimento regionale tecnico – Genio Civile di Agrigento e di Caltanissetta, sono continuati anche oggi domenica 25 gennaio i sopralluoghi e gli interventi per garantire la continuità dei collegamenti marittimi delle isole minori.
Sono stati affidati dal Genio civile di Agrigento i lavori in somma urgenza per il ripristino della banchina del molo di ormeggio e della strada di collegamento con la centrale Enel, gravemente danneggiati dalle mareggiate provocate dal ciclone Harry, che ha colpito la Sicilia tra il 19 e il 21 gennaio.
L’apertura del cantiere a Linosa è prevista domani 26 gennaio 2026, con l’arrivo delle squadre specializzate.
Dopo Linosa é stato effettuato anche un sopralluogo congiunto al porto e agli ormeggi di Lampedusa con i tecnici del Dipartimento regionale tecnico, della Protezione civile regionale e il comune di Lampedusa, domani saranno decisi gli interventi opportuni da eseguire.
L’obiettivo è garantire nel più breve tempo possibile il recupero della piena funzionalità delle infrastrutture ed evitare gravi disagi per l’isola.
Attualità
Trapani – “La vicenda giudiziaria che ha riguardato Liberty Lines, così come il dissequestro e la revoca delle misure cautelari, è del tutto distinta e non può essere utilizzata come alibi per archiviare una questione politica e amministrativa che resta drammaticamente aperta”.
Lo dichiara con chiarezza il deputato regionale del partito democratico Dario Safina che nelle scorse settimane aveva chiesto un’adizione sulla vicenda in Quarta commissione all’Ars.
“Sulla questione -sottolinea Safina – non ci possono essere equivoci: ciò che noi poniamo al centro del dibattito è la necessità di un’iniziativa politica regionale forte e coerente, capace di garantire il rispetto rigoroso delle condizioni del bando, un controllo puntuale del servizio e un sistema di trasporti marittimi efficiente e all’altezza dei bisogni dei cittadini delle isole minori siciliane”.
“La Regione – prosegue il deputato Dem – non può limitarsi a prendere atto delle decisioni della magistratura. Deve invece assumersi fino in fondo la responsabilità di vigilare sull’esecuzione dei contratti, di stanziare risorse adeguate e di far rispettare le regole. È inaccettabile, ad esempio, che una corsa venga soppressa durante l’inverno per essere “recuperata” d’estate, così come è imprescindibile che, in caso di disservizi, sia sempre garantito un mezzo sostitutivo. Altrettanto fondamentale è che i controlli non siano affidati alla stessa società concessionaria, ma a un organismo realmente indipendente”.
“Parliamo di diritti essenziali e della qualità della vita di circa 35.000 cittadini che vivono nelle isole minori della Sicilia. A loro tutela – incalza – chiediamo di sapere cosa intenda fare concretamente il governo regionale. Per questo ribadiamo con forza la necessità e l’urgenza che si svolga l’audizione in Quarta Commissione dell’Assemblea regionale siciliana: non vorremmo che qualcuno pensasse che, con gli sviluppi dell’indagine giudiziaria, l’emergenza sia rientrata”.
“Non è così. L’emergenza non è cessata. Il servizio di trasporto marittimo continua a non funzionare in modo adeguato e, di fatto, si consente alle società di ottenere un vantaggio sproporzionato rispetto alla Regione. Questo non è accettabile”. E aggiunge: “Servono condizioni contrattuali equilibrate: le imprese devono legittimamente conseguire un utile, ma la Regione ha il dovere di massimizzare il beneficio pubblico delle convenzioni e dei contratti che stipula”.
“Su questo terreno non arretreremo di un passo. I trasporti marittimi sono una questione impellente, strategica e vitale per la Sicilia. E come tale va affrontata, senza sconti e senza distrazioni” conclude Safina.
Attualità
Palermo – «In vista delle scadenze nei prossimi anni dei contratti di servizio per i collegamenti marittimi con le nostre isole minori, l’assessorato regionale delle Infrastrutture e della mobilità ha avviato, con largo anticipo, un procedimento di analisi e consultazione per definire modalità migliorative nelle linee da e per le Pelagie, Pantelleria, Ustica, le Eolie e le Egadi». Lo dice l’assessore regionale Alessandro Aricò.
«Questo percorso – aggiunge Aricò – include raccolta dati, simulazioni della domanda attuale e potenziale, coinvolgimento diretto degli utenti e delle associazioni, così come delle Autorità di sistema portuale e Marittima e degli operatori economici. L’obiettivo del governo Schifani è elaborare, prima della scadenza dei contratti esistenti, uno schema di rete che migliori orari, frequenze e affidabilità, rendendo il servizio marittimo pubblico più coerente con le reali esigenze dei cittadini isolani, non solo nelle stagioni di picco ma per tutto l’anno. Solo in questo modo potremo evitare disservizi, garantire continuità effettiva, sostenere le comunità insulari e programmare con chiarezza il futuro, molto prima che i contratti attuali cessino».
Intanto a partire da domani, i nuovi orari di media stagione e delle corse straordinarie per le Isole Egadi di Liberty Lines.
Liberty Lines comunica che da domani 1° di ottobre 2025 entreranno in vigore gli orari di media stagione e pertanto alcune partenze subiranno modifiche.
È possibile prendere visione dei nuovi orari direttamente dal sito web della società al seguente link: https://www.libertylines.it/orari-tariffe/
In riferimento alle partenze dalle isole Egadi, Trapani e Marsala, Liberty Lines informa che in accogliento della richiesta avanzata dal Comune di Favignana e grazie all’autorizzazione dell’Assessorato delle Infrastrutture e dei Trasporti della Regione Siciliana, saranno effettuate corse addizionali nel periodo compreso tra il primo ed il 12 di ottobre.
Attualità
Trapani – “La grande partecipazione dei lavoratori alla prima azione di sciopero ci induce a proseguire senza indugio. Quasi il 90% dei marittimi ha aderito, la società comprenda che è bene rispettare gli accordi e le norme sulle liste e sul vitto a bordo. Pronti ad una nuova mobilitazione”. Lo dicono i sindacati di settore.
E’ stata quasi del 90 per cento, con punte del 100 su alcune navi, l’adesione allo sciopero dei lavoratori di Caronte & Tourist Isole Minori che si è svolto dalle ore 6 del 21 luglio alle ore 05.59 di ieri.
“Auspichiamo un ravvedimento operoso della Società Caronte & Tourist Isole Minori, l’alta percentuale di adesione allo sciopero dei lavoratori impone alla società dello stretto un cambio di passo sui temi che sono al centro della vertenza, le cosiddette liste e il vitto a bordo”, commentano i segretari generali regionali Alessandro Grasso Filt Cgil, Dionisio Giordano Fit Cisl e Katia Di Cristina Uiltrasporti Sicilia che ribadiscono: “il successo dello sciopero non era scontato, sono 9 i mesi di vertenza e in tutto questo tempo le nostre organizzazioni sindacali, unitamente ai lavoratori, sono state impegnate in assemblee e scioperi. Auspichiamo che la società CTIM riapra il confronto con proposte che non mortifichino i lavoratori, d’altronde il tavolo ministeriale per la rivisitazione della convenzione SNS è stato avviato grazie all’azione di pungolo delle nostre strutture nazionali, su nostra sollecitazione”.
I tre sindacalisti aggiungono, “la Regione siciliana è il grande assente, dopo l’incontro al Ministro delle Infrastrutture del mese di aprile e gli annunci trionfalistici del Presidente della Regione sulla rivisitazione della convenzione SNS per i collegamenti tra la Sicilia e le isole minori, di fatto non è cambiato nulla”.
Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti concludono, “se continueremo a registrare il silenzio della società e se l’annunciata rivisitazione della convenzione SNS non si dovesse concretizzare, andremo avanti con la nostra azione di protesta con una nuova proclamazione di sciopero nei confronti di Caronte & Tourist Isole Minori e sit in dei lavoratori della stessa compagnia e di Liberty Lines davanti il palazzo del governo regionale”.
Cronaca
Palermo – Nel novembre dell’anno scorso, il collegio della terza sezione del tribunale di Palermo aveva assolto l’ex governatore Rosario Crocetta, ritenendo che non avesse esercitato pressioni su alcuni dirigenti regionali per aumentare le corse dei traghetti delle Isole Minori, gestiti dalla Liberty Lines. Era stato assolto
anche l’armatore Ettore Morace, a cui la procura di Palermo contestava di aver dato un contributo elettorale al movimento “Riparte Sicilia” in cambio dei favori ricevuti.
Adesso, il pubblico ministero Giacomo Brandini presenta appello contro le assoluzioni. E chiede alla Corte d’appello di emettere delle condanne.
Per il tribunale, le sollecitazioni di Crocetta per aumentare le cose erano «un obiettivo politico da parte di un’alta figura istituzionale», per la procura ci furono invece delle vere e proprie pressioni, documentate dalle intercettazioni. E proprio per quelle pressioni arrivò in cambio un lauto contributo elettorale. La procura prova a ribaltare la tesi dei giudici di primo grado secondo cui le «pressioni rientrarono nella sfera politica, non sostituendosi Crocetta – ha scritto il tribunale – ai rappresentanti della dirigenza amministrativa e non entrando nel merito e nel dettaglio delle scelte tecnico-finanziarie». Tesi non condivisa dalla procura, che parla di «indebite pressioni».
Scrive il pm Giacomo Brandini: «A Crocetta è contestato di aver fatto pesare il suo alto ruolo istituzionale non tanto per costringere o indurre i dirigenti Bellomo e Piazza a impiegare l’incremento di bilancio in corso di approvazione all’Ars ad appannaggio della compagnia di navigazione del Morace, ma per assumere una posizione di influenza, qualificata dal suo importante ruolo, per fare appunto “pressioni”». In cambio, l’ex governatore avrebbe ricevuto delle somme «dapprima promesse e poi erogate da Morace al movimento politico del presidente della Regione come corrispettivo del suo intervento».
Per la procura, «che Crocetta fosse consapevole dell’intenzione di Morace di corrispondere un contributo doppio a “Riparte Sicilia”, è oggetto delle considerazioni svolte con il superiore motivo di impugnazione». (fonte Repubblica.it)
Economia
Trapani – Caronte & Tourist Isole Minori precisa la propria posizione sulla decisione presa questa mattina dalla Commissione Igiene e Sicurezza di Trapani, con voto contrario del rappresentante di Confitarma, di chiedere al comandante della Capitaneria di Porto di denegare le spedizioni della nave Simone Martini.
La decisione è collegata alla disdetta da parte delle segreterie regionali dei sindacati confederali dei trasporti dell’accordo aziendale che, a fronte della mancata fornitura di vitto in maniera gratuita a bordo delle navi diurne, prevede la corresponsione di una congrua indennità sostitutiva da parte della compagnia di navigazione. Tale indennità, dal 2019 fino al dicembre 2024, ha consentito ai marittimi di provvedere autonomamente ai pasti.
A seguito della disdetta da parte dei sindacati – che si inserisce nell’ambito della nota vertenza ancora in corso – Caronte & Tourist Isole Minori ha sempre sostenuto, e ribadito oggi in sede di commissione, l’ultrattività dell’accordo, ovvero la non automatica decadenza in assenza di una nuova intesa, come accade usualmente in ambito sindacale per evitare che rimangano non normate parti fondamentale della vita lavorativa.
L’azienda ha dunque continuato a elargire l’indennità di mensa e il buono pasto ai marittimi e, nelle more, ha ottimizzato i servizi a bordo allestendo su tutte le navi le cosiddette sale pantry (locali, cioè, adibiti al riscaldamento/scongelamento delle vivande), dotando i bar di bordo di pasti precotti di primissima qualità accessibili a prezzo di costo; autorizzando i comandanti a concedere, ove possibile, brevi permessi ai marittimi per provvedere all’acquisto di vitto a terra.
Nello scorso febbraio, in sede di visita periodica, la Commissione Igiene e Sicurezza della capitaneria di Trapani ha ritenuto che non ci fossero più i presupposti per mantenere la mancata fornitura di vitto in maniera gratuita in assenza di un accordo che la regolamentasse. Ne è nato un contraddittorio che, a seguito di numerosi passaggi intermedi, è sfociato oggi nel drastico provvedimento richiesto al Comandante del porto.
Allo stesso Comandante Cassone, però, Caronte & Tourist Isole Minori ha inviato un’istanza urgente di respingimento della richiesta della Commissione che, a parere della Società, “si è espressa su valutazioni che esulano dal proprio ambito di competenza, sovrapponendosi indebitamente a prerogative tipiche della contrattazione collettiva e della disciplina del rapporto di lavoro, su cui la stessa non ha titolo né legittimazione a pronunciarsi”.
La Commissione, avendo dal 2019 al 2024 giudicato sempre idonea la soluzione prevista dall’accordo integrativo aziendale, oggi “deborda dal proprio ruolo, intervenendo e giudicando in materie giuslavoristiche, abdicando alla terzietà che dovrebbe essere garantita dalla presidenza affidata a personale della Capitaneria di Porto”.
E dunque, chiosa CTIM, “riteniamo che la soluzione ottimale sia ripristinare il sistema preesistente, ossia il mantenimento della corresponsione dell’indennità ai marittimi, come previsto dal contratto di secondo livello e dal CCNL, in attesa di una nuova intesa che subentri alla precedente sulla mancata fornitura gratuita di pasti. Qualora ciò non fosse possibile – nella certezza che la questione si deciderà nelle sedi opportune – valuteremo soluzioni alternative che dovranno essere compatibili con la necessità di riduzione dei costi che i sindacati hanno ben presente”.
Attualità
Palermo -Sono dodici i progetti di consolidamento e prevenzione del rischio sismico nelle strutture portuali delle isole minori e tra questi Favignana e Pantelleria, con cui la Regione Siciliana parteciperà all’avviso pubblico emanato dalla Presidenza del Consiglio, dipartimento Casa Italia. Lo ha deciso la giunta regionale, su proposta dell’assessore alle Infrastrutture e mobilità, Alessandro Aricò.
Attualità
Messina – In vista dello sciopero di quarantott’ore proclamato da UGL Mare e Porti, con inizio alle ore 08:00 del 30 gennaio 2025, e del concomitante sciopero di ventiquattr’ore indetto da Filt Cgil e UilTrasporti, previsto a partire dalle ore 08:00 del 31 gennaio 2025, Caronte & Tourist Isole Minori ha predisposto il piano dei servizi minimi da assicurare da e per le isole minori individuando navi e lavoratori comandati fino alle 7.59 del 1° febbraio, termine previsto per entrambi gli scioperi.
A partire dalle 8:00 – si legge in una nota di C&T Isole Minori – i collegamenti riprenderanno regolarmente; le navi in precedenza non coinvolte nei servizi minimi essenziali effettueranno, compatibilmente con le esigenze operative e con possibili ritardi, le partenze programmate.
Tutte le informazioni aggiornate saranno disponibili sul sito del Gruppo Caronte & Tourist (carontetourist.it). Messaggi informativi saranno trasmessi a bordo delle navi in servizio.
Politica
Favignana – Francesco Forgione, sindaco delle Egadi, esprime apprezzamento per la risoluzione approvata dalla Commissione Territorio e Ambiente dell’Ars, che sollecita il governo regionale a intervenire con urgenza per migliorare la sicurezza degli approdi e degli ormeggi nei porti delle isole minori.
«La manutenzione ed il miglioramento delle infrastrutture portuali delle isole minori siciliane, a cominciare dalla sicurezza degli approdi e degli ormeggi, a tutela di passeggeri ed equipaggi, non è più rinviabile. Questa risoluzione rappresenta il primo passo per colmare un grave vuoto amministrativo e garantire alle comunità locali e ai turisti infrastrutture portuali finalmente efficienti, sicure e adeguate ai flussi di traffico marittimo».
«Le condizioni dei piccoli porti, in particolare quelli delle isole minori – dice Ciminnisi -, sono emblematiche di un degrado che va ben oltre il problema estetico: parliamo di strutture insicure, inadeguate e, in molti casi, abbandonate a sé stesse. Non è più possibile accettare che i porti delle isole minori, una risorsa strategica per la Sicilia, siano abbandonati in queste condizioni. Ogni giorno di ritardo rappresenta un rischio per la sicurezza e un danno per l’economia locale e regionale».
La risoluzione pone all’attenzione del Governo, in particolare, carenze di manutenzione nelle infrastrutture legate all’attracco di aliscafi e traghetti (respingenti inadeguati, obsoleti e privi di manutenzione, bitte corrose, fondali poco idonei e non omogenei, illuminazione e segnaletica insufficienti, etc) con conseguente riduzione degli standard di sicurezza per passeggeri ed equipaggi.
Conclude il deputato: «è compito del Governo Regionale passare dalle intenzioni ai fatti e tradurre le parole in interventi finanziari per la manutenzione urgente e il risanamento delle infrastrutture portuali, per ripristinare gli standard di sicurezza, oggi ampiamente insufficienti, e infine per pianificare interventi ordinari e straordinari per migliorare in modo strutturale l’accessibilità e la funzionalità dei porti».