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    Marettimo. L’appello per il recupero dell’antico Faro di Punta Libeccio
    Un appello accorato, ma anche una proposta strategica e concreta per il futuro dell'isol
    Redazione21 Luglio 2026 - Attualità
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    Marettimo – L’Associazione C.S.R.T. “Marettimo”, guidata dalla Presidente Laura Lodico, ha inviato una nota formale al Sindaco del Comune di Favignana Isole Egadi, interpellato anche nella sua veste di Presidente dell’Area Marina Protetta. La richiesta è chiara e non più rimandabile: l’apertura di un tavolo di confronto urgente per avviare il recupero dell’antico Faro di Punta Libeccio e garantirne una destinazione d’uso interamente pubblica della struttura dopo la scadenza della concessione ai privati.

    L’iniziativa nasce alla luce delle recenti notizie riguardanti la scadenza della concessione della struttura a soggetti privati.

    Per l’Associazione, si tratta di un momento decisivo per impedire che un bene storico-monumentale di così straordinario rilievo – uno dei pochi simboli architettonici identitari dell’isola – possa scivolare in un degrado irreversibile.

    Da anni l’Associazione è in prima linea nella tutela del patrimonio locale attraverso segnalazioni, petizioni e campagne mediatiche, sostenendo fermamente che il Faro debba rimanere un bene collettivo e accessibile a tutti. Le idee per una sua valorizzazione culturale e scientifica sono molteplici e guardano al futuro della comunità.

    La struttura potrebbe infatti trasformarsi in un Museo della Storia dei Fari, in un Centro di biologia marina Mediterranea o ospitare quel “Centro di Recupero del Mare” che fu tanto caro alla studiosa Gin Racheli.

    Inoltre, la sua posizione geografica a ridosso della Zona A dell’Area Marina Protetta “Isole Egadi”, la riserva marina più estesa d’Europa, rende il Faro un presidio naturale perfetto per attività di monitoraggio ambientale, ricerca scientifica e controllo del territorio, oltre che un punto di attrazione per i numerosi visitatori che ogni anno raggiungono Marettimo sia via mare sia via terra.

    Il progetto di recupero viene prospettato anche come una grande opportunità di sviluppo economico compatibile e di occupazione giovanile. La valorizzazione del sito andrebbe a potenziare gli sforzi e gli investimenti che la comunità locale ha già profuso nel turismo sostenibile. Tale visione si sposa perfettamente con le linee guida della Legge quadro sulle aree protette, che prevede la concessione di beni demaniali agli Enti gestori proprio per finalità di salvaguardia e crescita del territorio.

    Per dare ulteriore forza a questa battaglia di civiltà, l’Associazione annuncia che nei prossimi giorni potrebbe costituirsi ufficialmente il comitato “Salviamo il Faro di Marèttimo”.

    L’organismo, aperto a residenti, associazioni e stimatori dell’isola sparsi in tutto il mondo, avrà l’obiettivo prioritario di restituire la storica e simbolica “luce” di Punta Libeccio al centro del Mediterraneo.

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