• Paceco
    Morto Filippo Coppola “u prufissuri”, funerali vietati dal Questore
    Laura Spanò25 Settembre 2026 - Cronaca
  • Condividi Facebook X WhatsApp Messenger
  • Cronaca

    Paceco – E’ morto a Paceco all’età di 77 anni. Per lui il questore ha vietato i funerali. Coppola ex insegnante di Pedagogia e Lettere, è stato più volte condannato per l’appartenenza a Cosa nostra e ritenuto dai giudici vicino ai boss Vincenzo Virga e Matteo Messina Denaro e con responsabilità dirette nella gestione degli affari della famiglia mafiosa di Paceco. Aver fatto da padrino al battesimo di un nipote del patriarca della mafia pacecota, don Vito Sugameli, sancì per lui negli anni 70 l’ingresso nella cosca di Paceco quale uomo d’onore. Posizione poi definitivamente emersa nell’operazione “Cadige” e in cui Coppola nel 1996 venne tratto in arresto per avere, in concorso, aiutato latitanti di Cosa nostra a eludere le ricerche delle forze dell’ordine.

    Sempre nel 1996, nell’ambito dell’operazione “Rino fase II”, Coppola fu nuovamente arrestato e con sentenza, divenuta irrevocabile nel 2002, riconosciuto colpevole di associazione mafiosa pluriaggravata e condannato alla pena di 7 anni di reclusione. Anche dal carcere esercitò il suo potere nella famiglia mafiosa di Paceco. Nell’aprile del 2016 il Tribunale delle misure di prevenzione di Trapani gli confiscò un patrimonio di 3 milioni di euro: 7 terreni agricoli; 6 immobili adibiti a civile abitazione e magazzini; 1 impresa individuale agricola con sede in trapani; 13 rapporti bancari; 4 polizze assicurative.

    Dall’indagine emerse un’inspiegabile facilità da parte di Coppola ad accedere al credito bancario con l’erogazione di mutui per oltre 500 mila euro nell’arco di pochi anni. Nelle indagini confluite nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Palermo a carico di Pace Francesco + 6, per associazione di tipo mafioso, è emerso come, nonostante la lunga detenzione, Coppola avesse continuato a mantenere i collegamenti con i vertici dell’organizzazione criminale, dispensando consigli e direttive per eludere le investigazioni e gestire delicate vicende di mafia.

    Quando finì di scontare una condanna per mafia si ripresentò a scuola per tornare a insegnare lettere e filosofia, e un istituto privato lo accolse dandogli l’incarico di preside.

    "® Riproduzione Riservata" - E’ vietata la copia anche parziale senza autorizzazione






  • Ricerca articoli

    Stai cercando un articolo passato?

    Puoi filtrare per data, autore o titolo.

    Cerca articoli →

  • Pubblicità
  • ALTRE NOTIZIE DI Cronaca