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Trapani – Sono centinaia i cittadini trapanesi che da mesi sono costretti a fare i conti con la mancata erogazione dell’acqua potabile. Il Comitato cittadino “L’acqua è un diritto di tutti” è ormai arrivato al limite e chiede urgentemente: “Tempi certi, chiarezza sui costi e sulle responsabilità”.
L’emergenza legata alla mancata erogazione dell’acqua potabile si protrae ormai da marzo, anche se in realtà già sul finire del 2025, vi erano state le prime avvisaglie ed erano state emesse alcune ordinanze di divieto dell’utilizzo dell’acqua che arrivava dalla rete idrica cittadina. Ordinanze che hanno interessato alcuni quartieri della città capoluogo. Ancora oggi però il disagio permane e anzi possiamo affermare che per certi versi si è acuito. Sfido chiunque a mantenere saldi nervi e pasienza, quando per mesi sei costretto a fare i conti con una situazione del genere, a maggior ragione in una estate caldissima come quella che ancora persiste sulla provincia.
“Quella che inizialmente era stata presentata come una situazione temporanea – scrive il Comitato che da mesi si batte perchè la vicenda non passi nel dimenticatoio – sta avendo ripercussioni sulla vita quotidiana delle famiglie, sulle attività e sulle persone più fragili, costrette ad affrontare difficoltà e costi aggiuntivi per far fronte alla mancanza di un servizio essenziale”.
Al centro delle preoccupazioni resta una domanda: quando tornerà finalmente l’acqua e quando potrà essere dichiarata conclusa l’emergenza?
Le numerose istanze dei ciitadini sono state raccolte in questi mesi dal Comitato. Alle segnalazioni si sono aggiunte anche richieste di chiarimento e testimonianze sui disagi provocati dalla situazione. A destare interrogativi sono anche le diverse comunicazioni e ordinanze che si sono susseguite nel corso dell’emergenza e che stanno creando solo confusione in ogni giorno deve fare i conti con l’assenza di acqua.
Il Comitato chiede che venga fatta maggiore chiarezza sulla gestione della situazione e che ai cittadini vengano fornite risposte precise su tempi e modalità del ritorno alla normalità.
I tempi previsti per il ripristino dell’erogazione, alle regole attualmente in vigore, alle modalità di approvvigionamento idrico adottate durante l’emergenza e ai costi che famiglie e attività stanno sostenendo.
Quali siano i soggetti coinvolti nella gestione dell’emergenza, le rispettive responsabilità e quali interventi siano stati programmati per evitare il ripetersi di situazioni analoghe.
I cittadini desiderano ricevere informazioni chiare, complete e verificabili, accompagnate da tempi certi e indicazioni concrete.
“L’obiettivo – sottolinea il Comitato – è superare una fase caratterizzata da comunicazioni frammentarie e ottenere un quadro preciso sull’evoluzione dell’emergenza, sul ritorno alla normalità e sulle misure previste per tutelare cittadini e attività fino alla completa risoluzione del problema”.
«Chi paga materialmente l’autobotte? Il Comune salderà direttamente il trasportatore oppure il cittadino dovrà anticipare la spesa e successivamente chiedere il rimborso? In quest’ultimo caso, con quali tempi e modalità avverrà il rimborso?»
«Qual è esattamente il prezzo che il Comune riconoscerà per il trasporto dell’acqua? Sarà una tariffa fissa, un rimborso a chilometro, a viaggio o a metro cubo? Su quale atto, regolamento, delibera o criterio di mercato verrà determinato questo importo?»
«Da quale capitolo di bilancio verranno prelevate le somme necessarie a pagare questi trasporti? Esiste già un atto formale di impegno della spesa? I revisori dei conti hanno esaminato il provvedimento o espresso un parere?»
«Quale prezzo verrà applicato all’acqua prelevata: il prezzo di vendita all’ingrosso al serbatoio, indicato in 5,339 euro al metro cubo, oppure la normale tariffa del servizio idrico applicata all’utente finale? E come verrà contabilizzato questo quantitativo nella bolletta del cittadino?»
«Se i costi del dissalatore sono sostenuti dalla Regione per il periodo previsto, perché e in quale misura dovrebbe essere addebitato un costo dell’acqua ai cittadini trapanesi che la ricevono tramite autobotte? Chiediamo di chiarire precisamente quali costi restano a carico della Regione, del Comune, di Siciliacque e dell’utente».
«La Carta dei Servizi prevede un indennizzo automatico in caso di mancata attivazione del servizio sostitutivo. Come si concilia questa previsione con l’annuncio secondo cui non verranno rimborsate, per esempio, le autobotti che trasportano acqua non potabile? E, più in generale, perché non vengono applicati gli indennizzi previsti dalla Carta dei Servizi nei casi di mancata erogazione o mancata attivazione del servizio sostitutivo?»«Il sistema annunciato sembra riguardare soltanto le zone dichiarate contaminate. Che soluzione è prevista invece per i cittadini che, pur trovandosi in zone non dichiarate inquinate, non ricevono comunque acqua dalla rete? Inoltre, quali saranno giorni e orari di apertura di San Giovannello e del dissalatore per il rifornimento delle autobotti? Sarà garantita un’operatività sufficientemente estesa da evitare code e rallentamenti?»
«Sindaco, tutte queste modalità — requisiti delle autobotti, procedura di richiesta, tariffa dell’acqua, costo del trasporto, modalità di pagamento, rimborsi e categorie di cittadini aventi diritto — saranno disciplinate da un atto ufficiale pubblico? Quale atto e quando sarà pubblicato?»