• Custonaci
    Custonaci. Date dignità al luogo dov’è morto Nicolò Giacalone
    Laura Spanò25 Agosto 2026 - Cronaca
  • Condividi Facebook X WhatsApp Messenger
  • Cronaca

    Custonaci – La strada è quella che da Custonaci porta alle Cave di marmo. Un’arteria trafficata da mezzi e uomini che negli anni hanno reso questa città la capitale internazionale del marmo. Lungo quell’arteria non puoi correre e quindi è ben visibile una piccola lapide ed una foto stampigliata. E’ quella che ricorda Nicolò Giacalone, all’epoca 32 anni, dipendente della Sud Marmi srl. Una lapide che segna una triste data quella della sua morte sul lavoro, avvenuta il 20 luglio 2022. Quel luogo per mamma Donatella è diventato il “luogo del cuore”. Lì ha perso “l’amore della sua vita”.

    Quella piccola lapide di marmo però racconta molto più di un ricordo, è una pugnalata allo stomaco per chi ancora oggi parla di “valorizzare il capitale umano”, ossia il bene più prezioso per un’impresa e invece di contro permette che quelle stesse vite umane rimangano uccise sui luoghi di lavoro. Quel luogo quindi che dovrebbe rappresentare un monito per tutti, è in totale abbandono. La parte sottostante dove Nicolò è finito con la piccola autogru, è diventata una discarica di rifiuti, bottiglie vuote, rifiuti di ogni genere, erbaccia ovunque, ci sta perfino un palo della luce.

    Probabilmente lo stesso che quella maledetta mattina di luglio del 2022 l’autogru dove “non” si doveva trovare Nicolò precipitò schiacciando il giovane dipendente. Ci sono anche dei fili della pubblica illuminazione pericolosissimi che potrebbero appartenere a quel palo divelto che corrono a fianco della lapide. Basterebbe poco per sistemare questo luogo, dando dignità a chi per lavoro ha perso la vita, a chi aveva un futuro radioso e invece si è ritrovato in un bara. Insomma a chi è morto e a chi è rimasto e ancora piange. Abbiamo girato la domanda al sindaco Fabrizio Fonte che ha ribadito: “è chiaro che dobbiamo ripulire quel luogo, anche se credo che il terreno appartiene a privati. Stride tutto questo e credo che ci sia anche un palo della luce e questo va rimosso. Certo poi ci sta anche l’inciviltà delle persone che conferisce questi rifiuti ovunque ed è un’altra cosa di cui ci faremo carico”. Poi ritornando sulla vicenda rimarca: “da un mese abbiamo inserito anche il nome di Nicolò Giacalone nella nella targa che si trova nel monumento dei caduti a Custonaci”.

     

    Anche Nicolò quindi sarà ricordato tra i caduti sul lavoro nel settore marmifero. Si era sposato da poco Nicolò, otto mesi. Il matrimonio, il viaggio di nozze negli Emirati Arabi e poi il ritorno al lavoro. Il 25 luglio avrebbe compiuto 33 anni. Era già tutto pronto. Una giornata felice. Che non è mai arrivata. Nicolò non doveva essere sull’autogru non doveva neppure guidarla. Non aveva né formazione né patentino per guidare quel mezzo. Una sentenza del Tribunale di Trapani, ha condannato in primo grado Vito Pellegrino, amministratore della Sud Marmi srl, per omicidio colposo. Pellegrino ha patteggiato una pena di 20 mesi (16 mesi quella patteggiata dal responsabile di cantiere). Pena sospesa per Pellegrino.

    A un paio di chilometri da Custonaci lo scorso 13 agosto ci sono state altre due vittime sul lavoro. Parliamo sempre delle stesse morti che identifichiamo tutti come “morti bianche”, ma che di bianco non hanno nulla perchè sono morti sporche, anzi sporchissime.

    "® Riproduzione Riservata" - E’ vietata la copia anche parziale senza autorizzazione




  • Pubblicità

  • Ricerca articoli

    Stai cercando un articolo passato?

    Puoi filtrare per data, autore o titolo.

    Cerca articoli →

  • Altre Notizie Cronaca