Attualità
Palermo – Quarant’anni di ricerca, passione e valorizzazione di uno dei capitoli più originali della storia artistica siciliana. È questo il filo conduttore della mostra “L’arte del corallo in Sicilia. Quarant’anni di studi, collezionismo e valorizzazione”, che sarà inaugurata sabato 7 novembre alle 17.30 a Villa Zito, a Palermo. In mostra opere provenienti da prestigiose collezioni pubbliche e private, per raccontare la straordinaria storia delle maestranze trapanesi tra XVI e XVIII secolo.
L’esposizione celebra il quarantesimo anniversario della storica mostra L’arte del corallo in Sicilia, curata nel 1986 da Corrado Maltese e Maria Concetta Di Natale al Museo Agostino Pepoli di Trapani. Un appuntamento che segnò una svolta negli studi sulle arti decorative siciliane, riconoscendo alle maestranze trapanesi del corallo dell’Età moderna un ruolo di primo piano nel panorama artistico internazionale.
Curata da Maria Concetta Di Natale e Sergio Intorre, con l’allestimento di Barbara Rappa, la nuova mostra non si limita a ripercorrere quella stagione pionieristica, ma propone un aggiornamento scientifico e critico sui risultati raggiunti in quattro decenni di studi e attività di valorizzazione.
Il percorso espositivo riunisce opere provenienti da importanti collezioni private italiane, tra cui la Giordano Art Collection, Altomani & Sons e la collezione del Banco BPM, accanto a prestigiosi prestiti museali da Palazzo Madama di Torino, dalle Gallerie Estensi di Modena, dal Museo Agostino Pepoli di Trapani e dalla Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis a Palermo.
Attraverso manufatti in corallo, carte geografiche e volumi, la mostra ricostruisce il contesto storico, artistico e culturale della Sicilia tra il XVI e il XVIII secolo. Le opere vengono presentate non come oggetti isolati, ma in relazione agli ambienti sociali e culturali nei quali furono concepite, utilizzate, esposte e collezionate. Un viaggio che racconta la diffusione del corallo trapanese nel Mediterraneo e nelle corti europee, mettendone in luce anche i significati simbolici, economici e culturali.
Organizzata dalla Fondazione Sicilia, con il patrocinio dell’Assessorato regionale dei Beni e dell’identità siciliana, il sostegno di Banca del Fucino e la collaborazione di Sicily Art and Culture, l’iniziativa intende sottolineare il valore internazionale di un patrimonio nato nelle botteghe artigiane di Trapani e diventato una delle più raffinate espressioni delle arti decorative europee.
«Tornare a curare una mostra sul corallo a quarant’anni esatti dall’esposizione del 1986 è per me un’emozione indescrivibile», afferma Maria Concetta Di Natale, presidente della Fondazione Sicilia, ricordando l’esperienza pionieristica al Museo Pepoli e l’impegno nel far conoscere al mondo la genialità delle maestranze trapanesi. La nuova esposizione, sottolinea, permette di ritrovare quelle opere straordinarie insieme a nuovi importanti ritrovamenti provenienti da collezioni pubbliche e private.
Per il co-curatore Sergio Intorre, la mostra rappresenta il coronamento di quattro decenni di studi scientifici, collezionismo e valorizzazione. L’obiettivo è restituire al pubblico la complessa rete di significati che accompagna i capolavori in corallo, testimoniando la vitalità delle botteghe trapanesi e il fascino esercitato da questi manufatti sulle corti di tutta Europa.
A quarant’anni dalla prima esposizione, il corallo siciliano torna così al centro della scena culturale, confermando il valore di una tradizione artistica che continua a raccontare la storia e l’identità della Sicilia in una dimensione internazionale.