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    Carenze nelle carceri: in Sicilia arrivano 210 nuovi agenti
    Redazione8 Ottobre 2026 - Cronaca
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    Palermo – Arrivano 201 nuovi agenti di Polizia Penitenziaria negli istituti dell’Isola. Un intervento concreto del Governo  per rafforzare gli organici e dare più sicurezza a chi lavora ogni giorno nelle nostre carceri. Il problema è che questi 210 nuovi agenti andranno a sostituire in realtà i 200 che sono prossimi alla pensione. 

    Ancora una volta il responsabile regionale della Uil Funzione Pubblica Polizia Penitenziaria, Gioacchino Veneziano è chiaro sulle nuove assegnazioni, ed invita la politica e l’Amministrazione penitenziaria a non considerare risolta l’emergenza del personale nell’Isola.

    Veneziano così ricorda che questi 201 nuovi agenti rappresentano oltre il 15 per cento delle 1.295 unità previste in totale a livello nazionale per il ruolo degli agenti. Un risultato che la Uil considera significativo, soprattutto alla luce delle richieste avanzate nei confronti dell’Amministrazione centrale. «Come Uil Fp Polizia Penitenziaria Sicilia abbiamo lottato sia con il vice capo del Dap, dottor Massimo Parisi, che con la direttrice generale del personale, Monica Russo, per avere un’integrazione di personale almeno in linea con dei parametri reali», dice Veneziano, spiegando che proprio per questo motivo il sindacato si ritiene «moderatamente soddisfatto» delle assegnazioni.

    Secondo i dati richiamati dall’organizzazione sindacale, la Sicilia conta 23 strutture carcerarie, con una capienza detentiva regolamentare complessiva di 6.442 posti. Al 30 settembre scorso, però, le persone detenute negli Istituti dell’Isola risultavano essere quasi 7.400, un numero molto superiore alla capacità ordinaria dichiarata.

    A questa situazione si aggiunge, secondo la Uil, una dotazione insufficiente di personale appartenente ai ruoli degli ispettori e dei sovrintendenti, figure fondamentali per l’organizzazione, il coordinamento e la gestione dei servizi all’interno degli istituti. È proprio su questi aspetti che Veneziano sollecita un intervento dell’Amministrazione penitenziaria e delle Istituzioni politiche.

     

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