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    Rivolta al carcere di Trapani, la UIL: «Il DAP chiuda il reparto Mediterraneo e aumenti l’organico della Polizia Penitenziaria»
    Laura Spanò30 Ottobre 2026 - Cronaca
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    Trapani – Sedata la rivolta al Pietro Cerulli senza feriti, ma ingenti danni alla struttura. Il sindacato chiede la chiusura immediata del reparto Mediterraneo per la ristrutturazione e il potenziamento del personale, carente di circa 100 unità.

    La rivolta scoppiata all’interno della Casa circondariale Pietro Cerulli di Trapani è stata sedata senza che si registrassero feriti, ma ha lasciato dietro di sé danni e devastazioni all’interno della struttura. Una situazione particolarmente difficile, superata grazie all’intervento del personale di Polizia Penitenziaria e al supporto delle forze dell’ordine.

    «L’importante – dichiara Gioacchino Veneziano, componente dell’Esecutivo nazionale UIL FP Polizia Penitenziaria – è avere sedato una rivolta senza feriti, ma solo con danni e distruzione, evitando un effetto domino che avrebbe potuto avere conseguenze ancora più gravi, mettendo pesantemente a repentaglio anche l’ordine e la sicurezza pubblica».

    Veneziano sottolinea il ruolo determinante del dispositivo di intervento predisposto dal capo della Polizia Penitenziaria in Sicilia, dott. Maurizio Veneziano, che ha inviato oltre 50 unità di supporto.

    «Il dispositivo – evidenzia il sindacalista – è stato fondamentale e ha consentito alla direttrice, d.ssa Margherita Gennai, al comandante di reparto, dott. Cristian Astarita, e a tutto il personale del Pietro Cerulli di superare una situazione davvero difficile. Importante anche il supporto della Prefettura, che ha disposto l’invio di pattuglie della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza per presidiare l’esterno dell’istituto».

    Adesso, secondo la UIL FP Polizia Penitenziaria, è necessario intervenire con provvedimenti concreti, sia sul piano giudiziario sia su quello organizzativo e strutturale.

    «Ci aspettiamo – conclude con fermezza Gioacchino Veneziano – che i promotori dei disordini vengano perseguiti penalmente. La devastazione del già deturpato reparto Mediterraneo deve spingere il DAP a disporne l’immediata chiusura per consentire i necessari lavori di ristrutturazione».

    Il sindacato rilancia inoltre l’allarme sulla carenza di personale nell’istituto trapanese: a fronte di una popolazione detenuta che sfiora le 600 unità, mancherebbero circa 100 agenti di Polizia Penitenziaria rispetto alle necessità operative.

    Per la UIL, diventa quindi improcrastinabile una revisione della pianta organica e un adeguato incremento degli operatori, affinché il personale possa garantire condizioni di sicurezza e gestire il lavoro quotidiano senza essere costretto a operare in condizioni di costante difficoltà.

    La richiesta al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria è chiara: chiudere e ristrutturare il reparto Mediterraneo e rafforzare immediatamente l’organico della Polizia Penitenziaria del carcere di Trapani.

     

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