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    Carcere Pietro Cerulli, il Garante Francesca Di Caro: «Necessario rafforzare la presenza nel reparto Mediterraneo»
    Redazione31 Ottobre 2026 - Cronaca
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    Trapani – In merito agli eventi verificatisi venerdì 30 ottobre all’interno della Casa circondariale “Pietro Cerulli” di Trapani, il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Erice, l’avvocato Francesca Di Caro, interviene per fornire alcune precisazioni sull’attività di ascolto e supporto svolta all’interno dell’istituto penitenziario.

    “Come previsto dal calendario ordinario, che stabilisce la presenza del Garante ogni ultimo venerdì del mese, anche nel corso della mattinata di ieri erano in programma i colloqui con i detenuti che ne avessero fatto richiesta, sia preventivamente sia direttamente in carcere. Un’attività portata avanti con regolarità anche durante i mesi estivi. Tuttavia, alla luce delle criticità registrate nella giornata, è stato possibile effettuare un solo colloquio”. Scrive l’avvvocato Francesca Di Caro, che poi prosegue: “Dall’analisi degli incontri svolti nei mesi precedenti emerge, inoltre, una partecipazione particolarmente contenuta da parte dei detenuti del reparto “Mediterraneo”, l’area che presenta le maggiori criticità all’interno della struttura penitenziaria. In totale, sarebbero state soltanto due le persone provenienti da questo reparto ad aver richiesto un colloquio con il Garante”.

    Una situazione che, secondo Francesca Di Caro, può essere ricondotta anche alla difficoltà iniziale di instaurare un rapporto di fiducia e di interazione con una figura istituzionale nuova per il carcere “Cerulli”. Un dato che, allo stesso tempo, evidenzia la necessità di intensificare gli accessi e la presenza diretta proprio all’interno del reparto Mediterraneo, per favorire il dialogo e rendere più efficace l’attività di tutela.

    Il Garante ha quindi ribadito la propria piena disponibilità ad accogliere segnalazioni, ascoltare le esigenze dei detenuti e raccogliere eventuali richieste di intervento, auspicando una collaborazione sempre più stretta tra tutti gli operatori del settore.

    L’obiettivo resta quello di garantire attenzione costante alle condizioni di detenzione e alla tutela dei diritti delle persone recluse, attraverso un’attività di ascolto, presenza e collaborazione istituzionale.

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