Politica
Trapani – di Rino Giacalone – La campagna elettorale per le comunali è cominciata . Il centro destra rimasto fuori da Palazzo D’Ali la anima, non c’è dubbio alcuno, dal 2023, e si dirà , un giorno dovrà pur finire. Quella di ieri sera a piazza Aldo Bassi è stata una via di mezzo tra la chiusura di una campagna elettorale è un matrimonio con tanto di testimoni . Solo che nessuna elezione è stata ancora indetta e non era nemmeno un matrimonio.
Doveva semmai rappresentare quasi un’udienza dinanzi al giudice di separazione , da una parte il sindaco Tranchida dall’altra parte la città , ma l’udienza è finita con niente, il giudice ha detto che di testimoni per sfiduciarlo ne servono 15 e quello della piazza era pubblico esultante e fischiante , non testimone. Faceva un po’ impressione poi quel catafalco coperto da un panno nero sul quale era posata la mozione di sfiducia, che i consiglieri di opposizione del centrodestra hanno firmato. Però è andata così.
Si è riempita parecchio ieri sera piazza Aldo Bassi, lo slargo davanti il Municipio. Almeno trecento persone, ma forse anche qualcosa in più, qualcuno dice 500, altri 700, pure mille, ognuno scelga quello che vuole, hanno riempito lo spazio tra Palazzo D’Alì e le Poste, assiepati davanti al palco, sul quale i consiglieri comunali dell’opposizione, i gruppi Fratelli d’Italia, Trapani Tua, Trapani 2028 Sud chiama Nord, pur con qualche assenza, ma giustificata, si sono alternati al microfono ed hanno poi pubblicamente sottoscritto la mozione di sfiducia al sindaco Giacomo Tranchida. Un documento uscito fuori dalle penna del presidente del Consiglio comunale, avvocato Alberto Mazzeo.
Le occorrenti dieci firme adesso ci sono ufficialmente, numero quindi sufficiente per presentarla. Ma per essere approvata in aula servono quindici voti. E su questo fronte non c’è ancora certezza. Al momento il fronte dell’opposizione si ferma a quota dodici: Miceli, Lamia, Gianformaggio, Spada, Fileccia, Daidone, La Barbera, Tumbarello, Mangano, Mazzeo, Carpinteri, Bianco. Questi ultimi due e la Tumbarello ieri sera non c’erano, pare assenze giustificate. Ma con i trapanesi presenti ieri in piazza e i firmatari della mozione non si manda a casa nessuni. Per far decadere il primo cittadino e la giunta non contano i presenti di ieri sera, ma servono solo e soltanto i quindici voti che l’aula di Palazzo Cavarretta dovrà essere capace di esprimere. Ieri sera è stata tentata la spallata, ma Palazzo D’Alì non sembra aver politicamente tremato.
“Tranchida – ha osservato Fileccia – deve prendere atto di questa piazza, dopo essere stato sfiduciato dai cittadini, verrà sfiduciato anche dall’aula consiliare”. Il coordinatore di FdI Maurizio Miceli, uscito sconfitto dalla corsa a sindaco nel 2023, ha chiesto il voto anticipato, “stasera – ha dichiarato – abbiamo fatto nostra la richiesta dei trapanesi, cioè siamo pronti a sfiduciare Tranchida”. A guidare l’assalto politico a Palazzo D’Alì è il presidente Mazzeo, che l’anno scorso, seguendo di qualche mese gli ex del gruppo Abbruscato, Daidone e Tumbarello, ha interrotto l’alleanza con Tranchida della quale con il suo gruppo “Trapani Tua” – vicino all’assessore leghista Mimmo Turano – è stato alleato sin dalle elezioni del 2018. “Le presenze di questa sera – ha detto – smentiscono chi ritiene i trapanesi un popolo disattento. Sono stati qui a dirci dell’incapacità del sindaco a dare risposte”.
Sarà riuscita per adesioni, ma la manifestazione di ieri sera ha ancora raccontato una parte di città velenosa, che ha occhi tappati è incapace a crescere. È’ vero che i problemi ci sono, acqua, cimitero, ma non ci si dica che il problema sono la Brt e i cantieri . A proposito di Brt, marina e parcheggi: pensate che nel programma del mancato sindaco Miceli c’era scritto che i parcheggi della marina dovevano tutti sparire. Adesso aspettiamo la mozione in aula e la chiamata al voto dei 24 consiglieri comunali. Il presidente Mazzeo ha intanto convocato a partire dal 5 novembre una nuova sessione di lavori del Consiglio comunale, tornano all’ordine del giorno il Pef e la Tari. Il capitolo finanziario legato alla gestione dei rifiuti e alla relativa tassa restano nodi da sciogliere. La mozione di sfiducia secondo Mazzeo poi potrebbe approdare in aula già entro il mese appena cominciato.