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Trapani – Dopo la notizia scritta stamane dal nostro direttore, che riguardano i controlli effettuati dalla Guardia di Finanza sul rifornimento idrico tramite autobotti private, il Comitato “L’acqua è un diritto di tutti” esprime profonda preoccupazione per la situazione emersa.
“La tutela della salute pubblica e il rispetto dei requisiti di potabilità non sono in discussione – si legge in una nota. Il Comitato rileva però una forte contraddizione: famiglie, condomìni e attività commerciali ricorrono spesso alle autobotti private non per scelta, ma perché il servizio pubblico non riesce a garantire acqua 24 ore su 24 e sufficiente.
Mentre si registra un’azione rigorosa nei confronti dei privati, il Comitato ritiene che debba essere posta altrettanta attenzione sulle persistenti criticità del servizio idrico comunale, che non garantisce continuità nell’erogazione né un servizio sostitutivo sempre adeguato e tempestivo”.
Poi prosegue. “La domanda è semplice: se l’acqua non arriva dalla rete e il servizio sostitutivo pubblico non riesce a soddisfare tutte le richieste, come devono approvvigionarsi famiglie, condomìni e attività commerciali? Nonostante le tre ordinanze, emanate negli ultimi 23 giorni, e l’attivazione del COC, restano problemi strutturali: erogazione frazionata e turnazione, pressione insufficiente, guasti tecnici e carenza di mezzi pubblici sostitutivi”.
Infine il Comitato ritiene che: “senza un piano organico di rifacimento e ammodernamento della rete idrica, l’emergenza rischi di diventare la normalità. È inoltre inaccettabile che i cittadini possano subire, oltre al danno di un servizio pubblico carente, la beffa di sanzioni amministrative per aver cercato di garantire acqua ai propri nuclei familiari o alle proprie attività. Il Comitato chiede quindi al Comune risposte immediate, il reale potenziamento del servizio sostitutivo autorizzato e l’avvio urgente degli interventi strutturali sulla rete, affinché non siano sempre i cittadini a pagare le conseguenze causate da inefficienze tecnico e gestionali”.