Cronaca
Bari – Dopo 12 anni si chiude con un’assoluzione piena, una dolorosa vicenda giudiziaria che ha visto accusato di omicidio plurimo aggravato l’ufficiale della Marina Mercantile Francesco Romano, trapanese assistito dall’avvocato Cesare Fumagalli. I fatti si riferiscono al naufragio del “Norman Atlantic”, il traghetto andato a fuoco il 28 dicembre 2014 nel Canale d’Otranto dove morirono 31 persone e 64 furono i feriti. La Corte d’Appello ha assolto l’ufficiale trapanese con la formula più ampia: “per non aver commesso il fatto”. Il 6 ottobre 2023 il Tribunale di Bari aveva assolto Romano, respingendo le richieste di condanna formulate dalla Procura per alcuni dei decessi avvenuti durante il disastro. I giudici di primo grado avevano ritenuto non solide le prove raccolte dagli inquirenti, smontando l’impianto accusatorio. Al centro del processo la gestione delle operazioni di evacuazione della nave.
Romano e il marinaio Francesco Nardulli erano stati accusati di aver calato in mare la lancia di salvataggio senza riempirla completamente, abbandonando la nave con un numero limitato di passeggeri. Nel dibattimento, emerse che la scelta fu dettata da una situazione di emergenza: centinaia di persone, terrorizzate dall’incendio, stavano assaltando l’imbarcazione e attendere oltre avrebbe comportato il rischio di un capovolgimento o la distruzione a causa delle fiamme, con conseguenze più drammatiche. La ricostruzione processuale ha accertato che Romano e Nardulli, mettendo a rischio la propria incolumità, riuscirono a portare in salvo circa 90 passeggeri. I due unici dispersi della lancia, da quanto emerse nel dibattimento, caddero in mare “per comportamenti personali non riconducibili all’operato dell’equipaggio”.
Su questo specifico punto la Procura aveva impugnato la sentenza di primo grado chiedendo un nuovo giudizio. Ora è arrivata l’assoluzione piena per Romano.