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    Sicilia. “Cantine sature, grano a prezzi impossibili: l’agricoltura non può aspettare i tempi della politica”
    Confcooperative, Lega delle Cooperative, Unci e Unicoop chiedono l'intervento del governo regionale
    Redazione5 Luglio 2026 - Economia
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    Palermo – Il sistema cooperativistico vitivinicolo e cerealicolo siciliano chiama alla responsabilità la deputazione dell’Ars.

    “Non è possibile- dichiarano all’unisono Confcooperative, Lega delle Cooperative, Unci e Unicoop – che le promesse fatte per fronteggiare le crisi del settore agroalimentare si fermino davanti ai tempi della politica che, non trovando la sintesi sulla manovra di variazione delbilancio, intende rinviare a settembre i provvedimenti annunciati. Se i tempi per approvare le variazioni del bilancio non sono maturi si faccia immediatamente un provvedimento ad hoc per dare risposta a chi ogni giorno produce investendo i propri capitalie le proprie energie”.
    A pochi mesi dalla nuova vendemmia, le cantine dell’isola registrano livelli record di giacenze, con milioni di ettolitri di vino invenduti e serbatoi già saturi. Una condizione che rischia di bloccare la filiera e compromettere la sostenibilità economica delcomparto.

    Alla base della crisi c’è una contrazione della domanda, sia sul mercato interno sia su quello internazionale. I consumi risultano in calo e i ricavi delle aziende vinicole ne risentono, con una flessione registrata anche nel corso del 2025. Il mercato apparesempre più selettivo, penalizzando soprattutto i produttori orientati ai grandi volumi.

    A pesare sono anche i costi di produzione e distribuzione. Energia, carburanti e logistica incidono in misura crescente sui bilanci aziendali, riducendo i margini e aumentando le difficoltà operative. In diversi casi il vino già commercializzato resta fermonelle cantine, ostacolato da costi di trasporto elevati e criticità lungo la filiera distributiva.

    Sul piano produttivo, la situazione è aggravata da condizioni climatiche sfavorevoli e da problematiche fitosanitarie che hanno inciso sulla qualità delle uve, riducendo la competitività del prodotto sul mercato.

    Il risultato è uno squilibrio strutturale tra offerta e domanda, con un eccesso di produzione che esercita una forte pressione al ribasso sui prezzi. A risultare maggiormente esposto è il sistema delle cooperative, pilastro dell’economia agricola siciliana,chiamato a gestire grandi volumi e a garantire reddito ai viticoltori.

    Per fronteggiare l’emergenza, le organizzazioni di settore chiedono l’attivazione di strumenti straordinari, come la cosiddetta “distillazione di crisi”, finalizzata al ritiro dal mercato del vino in eccesso e al riequilibrio dei prezzi e contestualmente l’approvazionedelle proposte fatte e finalizzate a dare certezza strutturale al comparto evitando cosi future situazioni di crisi.

    Analogamente il sistema cerealicolo rischia, in assenza di interventi, di scomparire cancellando secoli di tradizione che vedeva la Sicilia Granaio d’Italia e che la vede oggi punto di riferimento per una cerealicoltura di qualità e finalizzata al benessere. Senza interventi tempestivi, avvertono gli operatori, il comparto rischia un ulteriore indebolimento con rischi altissimi sotto il profilo economico e, conseguentemente, sociale.

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