Milano – Sentenza per il primo filone del processo Hydra sull’alleanza tra mafie in Lombardia. Si tratta di coloro i quali i quali avevano scelto i rito abbreviato. Delle 146 persone finite alla sbarra, 78 imputati avevano scelto il rito abbreviato.
Confermato, l’impianto accusatorio.
La condanna più dura emessa dal gup Emanuele Mancini è stata a carico di Massimo Rosi per lui 16 anni di carcere. Rosi affiliato alla locale di Lonate Pozzolo è accusato di una serie di reati associativi, associazioni di tipo mafioso e traffico di droga per persone ritenute capi promotori. Giuseppe Fidanzati, figlio del boss di Cosa Nostra Gaetano, condannato a 14 anni come Bernardo Pace, 13 anni per Rosario Abilone, Antonio Grasso a 13 anni e 8 mesi. Condannato a 4 anni e sei mesiFrancesco Bellusci, noto anche come “Occhi celesti”.
L’inchiesta “Hydra” della Dda aveva al centro una presunta “alleanza” tra affiliati di Cosa Nostra, ‘ndrangheta e camorra in Lombardia per fare “affari”, il cosiddetto “sistema mafioso lombardo”
Il giudice, che ha letto il dispositivo ieri, in tarda serata nell’aula bunker del carcere di Opera, ha riconosciuto la contestazione principale dei pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, della Procura diretta da Marcello Viola, cioè l’associazione mafiosa “costituita da appartenenti alle tre diverse organizzazioni” criminali”.
Dei quasi 80 imputati in abbreviato 18 sono stati assolti, nove hanno patteggiato. Mentre undici imputati sono stati prosciolti in udienza preliminare. Le assoluzioni sono state “per reati di intestazione fittizia, che fin dall’inizio ritenevamo non essere sussistenti”.