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    Calatafimi Segesta sceglie il turismo esperenziale
    il Progetto del Comune ritenuto il migliore tra quelli della provincia di Trapani
    Laura Spanò3 Luglio 2026 - Economia
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  • Economia

    Calatafimi Segesta – La Regione Siciliana scommette sul turismo esperenziale e lo fa dando la possibilità a quei Comuni che hanno presentato un Progetto di poter tramutare quell’idea in realtà. Sono tre i milioni di euro che l’assessorato regionale del Turismo, con risorse a valere sui fondi del Pr-Fesr 2021-2027, utilizzerà per finanziare i 12 progetti risultati meritevoli. Riguardano la creazione di greenway, percorsi ciclabili, pedonali e naturalistici, con strumenti facilitatori di mobilità dolce (colonnine di ricarica, aree di riposo e sosta, etc…). Ma anche cammini nel territorio isolano; la fruizione alternativa di beni artistici e monumentali; la creazione di marchi di qualità, come la Bandiera Lilla, che indica il posizionamento in un circuito di destinazioni turistiche riconosciute per la loro attenzione all’accessibilità e all’inclusione; l’organizzazione di iniziative per l’educazione alla sostenibilità nella fruizione turistica.

    L’intervento è stato approvato lo scorso 9 giugno.

    Per la provincia di Trapani, l’unico comune a beneficiare del finanziamento è Calatafimi Segesta: importo ottenuto 200 mila euro.

    Quello presentato dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Francesco Gruppuso è risultato il migliore tra i progetti presentati.

    Si tratta sicuramente di un “programma ambizioso” e che si articola lungo la Green way Elimos Segesta, collegando il Parco archeologico di Segesta con i Giardini del Kaggera, ed ancora gli storici mulini ad acqua, che ancora in questo territorio si trovano numerosi alcuni dei quali anche funzionanti, fino agli antichi bevai. Da qui poi si arriverà nel centro storico della città, ai musei della rete regionale di Casa Garibaldi, dei Cavallari e del Carretto, al Castello Eufemio, fino al Sacrario di Pianto Romano. Tutto questo percorrendo la tratta della Trasversale sicula e della Magna via Francigena.

    L’intento del progetto, mettere in rete tutta la potenzialità che Calatafimi Segesta possiede: da quella storica a quella religiosa, da quella naturalistica fino a quella archeologica.

    Greenway Elimos

    Chi arriva a Calatafimi Segesta può godere del percorso ciclopedonale greenway elimos, un tracciato di circa 10 km ricavato convertendo una linea ferroviaria a scartamento ridotto (tratta Kaggera-Calemici) di epoca fascista, mai entrata in funzione. L’itinerario si snoda nel territorio di Calatafimi Segesta, e offre un tragitto immerso nella natura che collega il Parco Archeologico di Segesta al centro storico e al Sacrario di Pianto Romano. Un percorso adatto sia alle biciclette che ai pedoni. Ma non dimentichiamo il suggestivo Bosco di Angimbè luogo perfetto per praticare escursionismo e trekking. Siamo di fronte ad un’area verde che si estende per ben oltre i 200 ettari. La fauna del Bosco Angimbè è ricca e variegata, con numerose specie di mammiferi, anfibi e una presenza notevole di uccelli migratori. È un luogo ideale per gli appassionati di birdwatching. Qui crescono oltre 700 specie botaniche, tra cui querce da sughero, lecci e alcune piante endemiche che si trovano solo in questo territorio.

    I tre cannocchiali

    Il progetto prevede anche tre punti di osservazione turistica e naturalistica: tre cannochiali che saranno posizionati a Pianto Romano, al Castello Eufemio e al Parco archeologica di Segesta. Si tratta di tre siti che si “guardano” l’uno con l’altro e soprattutto, sono tre siti dove si ha la visione d’insieme dell’intero territorio calatafimese. Previsto anche un piazzale d’accoglienza presso la Stazione di Ponte Patti ed ancora attrezzature da jogging, app, marketing, promozione, eventi.

    Spartan Race

    Un capitolo a parte merita sicuramente la Spartan Race. Ovvero la possibilità di portare a Calatafimi Segesta, questa competizione sportiva estrema, molto conosciuta in tutta Europa, in cui i partecipanti affrontano percorsi fuoristrada tra fango, salite ripide e ostacoli fisici e di agilità come muri da scalare, filo spinato e corde.

    Il sindaco Francesco Gruppuso

    “Il nostro è un territorio che offre una miriade di opportunità in questo senso. L’idea è di creare un percorso che parte da Pianto Romano, raggiunga il Borgo, poi prosegua verso il Castello Eufemio, scenda verso la Circiara, arrivi alla green way, salga al Santuario di Mango, si immetta sul kaggera, fino alle vigne del Parco Archeologico. Insomma una gara tra mito e storia”.

    Ad impreziosire il progetto alcune chicche a cominciare dall’albero d’ulivo considerato il più antico della Sicilia. Per abbracciarlo ci vogliono ben nove persone. E come non parlare poi della più grande “bocca della verità” che esiste in natura. Si trova in zona di Carabona, visibile anche da lontano, sembra quasi un “faccione” sorridente.

    Insomma si tratta di un progetto innovativo che guarda con attenzione al territorio e alla sua rivalutazione. Un progetto che vuole contribuire a rimettere a valore, un intero territorio dimenticato per anni, senza allontanarlo dal momento storico d’appartenenza e senza negarne il valore antropologico-culturale, reinserendole in una sorta di itinerario che comprende le sue peculiarità e quindi la catena dell’attività economiche del paese.

    Il Sindaco Francesco Gruppuso

    Non può che dirsi soddisfatto il sindaco Francesco Gruppuso: “Non si tratta semplicemente di un traguardo burocratico, ma la svolta che aspettavamo. Finalmente un progetto che ha un potenziale enorme per Calatafimi Segesta e per tutti gli attori che operano nel nostro comune e che già sta dando tantissime soddisfazioni. Parliamo di un’infrastruttura verde strategica che unirà idealmente e fisicamente tutto il nostro territorio: da Segesta a Pianto Romano, passando per il cuore del nostro centro storico. La Greenway – dice ancora Gruppuso – metterà in rete tutte le nostre realtà museali e naturalistiche e contribuirà a rendere ancora più attrattivo il nostro comune grazie all’inclusione di attrezzature turistiche e sportive, tra cui spiccano le installazioni per la Spartan Race”. Per Gruppuso siamo davanti: “ad un volano economico e turistico senza precedenti, capace di attrarre amanti del trekking, del cicloturismo, dello sport all’aria aperta e del turismo sostenibile da tutta Europa, creando nuove opportunità per le strutture ricettive del territorio, per i commercianti e per l’intero settore agroalimentare locale”.

    Gruppuso non dimentica chi ha lavorato al suo fianco per la realizzazione di questo progetto: “Un ringraziamento speciale a Laura Anello, presidente dell’associazione ‘Le Vie dei Tesori’, partner fondamentale con cui abbiamo co-progettato questo bando, credendo fin dall’inizio in questa visione. Voglio ringraziare gli uffici comunali, i tecnici in particolare arch. Francesco Scandariato e coloro che hanno lavorato per trasformare questa idea in una realtà cantierabile. Da oggi Calatafimi Segesta guarda al futuro con una marcia in più, scommettendo su uno sviluppo sostenibile, moderno, sportivo e accessibile, capace di valorizzare ogni singolo centimetro della nostra splendida terra”.

    L’assessore regionale al turismo Elivra Amata

    «La misura, attraverso la creazione di servizi che pongano al centro l’autenticità dell’esperienza turistica, le tradizioni e l’interazione diretta con il territorio, ha riscosso un notevole interesse tra i destinatari. Si tratta di un intervento che conferma la ferma volontà del governo Schifani di potenziare significativamente un segmento propulsivo per l’economia dell’Isola. Il turismo esperienziale, infatti, rappresenta il cuore pulsante di una strategia diretta alla destagionalizzazione e alla valorizzazione dei borghi e delle aree interne, anche per contrastare i fenomeni di spopolamento. Tutti obiettivi prioritari della programmazione dell’assessorato e in piena coerenza con la finalità dell’avviso adottato, che concorre, tra l’altro, ad assicurare il massimo coinvolgimento delle comunità locali, che da semplici spettatrici diventano protagoniste della valorizzazione e della gestione del proprio patrimonio identitario».

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