Cronaca
Trapani – Annullate definitivamente dal tribunale di Trapani le sanzioni e anche il fermo amministrativo della nave per venti giorni e multa di oltre 3 mila euro, applicate sulla base del decreto legge Piantedosi. Lo ha stabilito una sentenza pronunciata dal tribunale del capoluogo. Il ministero dell’Interno è stato anche condannato al pagamento delle spese legali. Le motivazioni sono state considerate dal tribunale di Trapani del tutto illegittime.
Il caso fa riferimento a quanto accadde il 16 ottobre scorso, quando dopo una segnalazione ricevuta dall’aereo civile di osservazione SeaBird 2 di Sea-Watch, la Mare Jonio aveva salvato 69 persone che viaggiavano a bordo di un gommone in avaria nelle acque Sar libiche che rischiava di trasformarsi nell’ennesima tragedia. Il motore era fuori uso, i tubolari danneggiati, decine di persone ammassate senza dispositivi di salvataggio, di cui una era già caduta in acqua. La Mare Jonio intervenne e mise in salvo 69 persone: famiglie, donne, bambini e un neonato. Le persone furono sbarcate il giorno dopo a Trapani.
Un’operazione che, nella prassi del diritto del mare, rientra in un obbligo preciso: salvare chi è in pericolo. Non è così per il decreto Piantedosi, con cui il governo tenta di regolamentare — e secondo molte ONG, ostacolare — le operazioni di soccorso delle navi civili, sulla base del quale fu disposto il fermo amministrativo ed elevata la multa.
«Si è trattato del primo caso di applicazione del decreto Piantedosi alla Mare Jonio – spiega Mediterranea – con la motivazione che la nostra nave non si era sottoposta al coordinamento delle autorità libiche e non aveva chiesto agli stessi libici l’assegnazione del porto di sbarco. Nella sentenza si legge che viene espressamente e chiaramente escluso che la Libia, paese che non ha mai ratificato la convenzione di Ginevra del 1951 sui rifugiati, soddisfi i criteri per essere designata come luogo sicuro ai fini dello sbarco».
Praticamente il Tribunale di Trapani ha stabilito che salvare vite in mare prevale sulle norme amministrative: in concreto, una nave che interviene per soccorrere persone in pericolo non può essere sanzionata se rifiuta di attenersi a indicazioni che porterebbero a uno sbarco non sicuro.