Cronaca
Campobello di Mazara – Su ordine della Dda di Palermo, guiata dal procuratore Maurizio de Lucia, carabinieri e polizia hanno eseguito perquisizioni a casa di un’avvocato di Campobello di Mazara (Trapani), Antonella Moceri, ora deceduta. La legale in passato ha assistito il boss Matteo Messina Denaro e alcuni suoi favoreggiatori. Le forze dell’ordine hanno perquisito, alla presenza del pm Gianluca De Leo, lo studio della donna, nel frattempo passato al figlio. L’avvocato non è indagato. La donna è deceduta nel 2015, colpita da un malore mentre si trovava al cimitero dove’era andata per commemorare il marito, Maurizio Passannante, assassinato nel 2008.
I pm di Palermo ipotizzano che in passato tra la donna e il latitante ci fosse un rapporto privilegiato di frequentazione. Le indagini riguardano la rete di protezione di cui godeva Messina Denaro e il giro di affari milionari.
Giovanna e Bice Messina Denaro, sorelle del capomafia di Castelvetrano Matteo Messina Denaro, sono indagate per procurata inosservanza della pena per aver aiutato il fratello a sottrarsi alla cattura quando era ricercato. La Procura aveva contestato loro l’associazione mafiosa e ne aveva chiesto l’arresto, ma il giudice ha modificato l’accusa e, pur ritenendo che ci siano a loro carico i gravi indizi di colpevolezza, non ha disposto la misura per mancanza delle esigenze cautelari visto che il boss è deceduto. I pm hanno proposto appello al tribunale del Riesame.
Maurizio Passanante, 50 anni, proprietario terriero incensurato, fu ucciso, il 6 maggio 2008 intorno alle 21 in via Bonanno, in pieno centro, a Campobello di Mazara.
L’uomo era avvicinato da un sicario che lo uccise sparandogli alcuni colpi di pistola. Quando fu ucciso Moceri stava tornando a casa a piedi. Non aveva precedenti penali.
Era un proprietario agricolo, molto conosciuto in paese. Passanante che era stato in un bar fu ucciso vicino alla sua abitazione.
L’autopsia, confermò che l’uomo fu raggiunto da nove colpi di pistola calibro 45. Gli investigatori nel corso delle indagini esaminarono la vita e le abitudini della vittima, imparentata con un uomo d’onore già deceduto, Alfonso Passanante, e con Salvatore Messina Denaro, fratello del capomafia Matteo.