Attualità
Selinunte (Castelvetrano) – Non soltanto templi. Non solo rovine monumentali. Selinunte torna a mostrarsi come una città viva, attraversata da uomini, merci e trasformazioni. Il secondo volume degli Annali di Selinunte, che raccoglie i risultati delle ricerche condotte nel 2024 e proseguite lo scorso anno, sarà presentato mercoledì 25 febbraio alle 16.30 al Baglio Florio, nel Parco Archeologico di Selinunte.
Pubblicato dal Parco, il volume restituisce l’immagine di una polis che trova nel porto il proprio motore e rivela una sorprendente continuità di vita fino all’età medievale. Non un centro dalla vita breve, ma l’antica Selinus: una città potente per scambi commerciali, officine e artigiani, pienamente inserita nelle rotte del Mediterraneo.
“Il lavoro delle missioni attive a Selinunte dimostra come il Parco sia oggi un punto di riferimento nel panorama della ricerca archeologica internazionale – afferma l’assessore regionale ai Beni culturali Francesco Paolo Scarpinato –. Investire nella ricerca significa rafforzare la tutela, migliorare la valorizzazione e costruire futuro attorno al nostro patrimonio”.
Nella prefazione, il direttore del Parco Felice Crescente indica l’obiettivo: ampliare la conoscenza e potenziare la valorizzazione del sito e dei poli espositivi, supportando le missioni archeologiche in arrivo.
Le indagini degli ultimi anni permettono di comprendere meglio come Selinunte fosse, in età arcaica, direttamente aperta sull’area portuale. Non una periferia, ma un’estensione naturale dell’abitato.
Sono emerse strutture imponenti: una banchina monumentale con blocchi ancora in situ; elementi con fori e incassi per l’ormeggio; pavimentazioni che raccontano rifacimenti e adattamenti; possibili rampe per le imbarcazioni. In un caso, un frammento architettonico del Tempio G è stato riutilizzato come dispositivo tecnico per le attività di attracco. Le anfore rinvenute – da Corinto, dalla Grecia occidentale, dall’Adriatico e dal mondo punico – confermano l’intensità dei traffici.
Le nuove acquisizioni sul porto orientale sono frutto della missione diretta da Jon Albers della Ruhr-Universität Bochum, in collaborazione con l’Istituto Archeologico Germanico di Roma.
Tra i risultati più significativi figura l’individuazione di un tratto delle fortificazioni settentrionali con la Porta Nord. Non solo un dato topografico, ma una premessa per nuove letture e per la futura fruizione di un settore finora marginale nel racconto del sito.
Le indagini promosse direttamente dal Parco sono state condotte sotto la responsabilità scientifica di Carlo Zoppi e con il coordinamento sul campo di Marco Correra.
Il volume non si ferma all’età greca. Gli studi sul Battistero e sull’Acropoli di Selinunte mostrano riusi e trasformazioni fino al XIII e XIV secolo. Le architetture diventano cave di materiale, basi per nuovi edifici, spazi reinterpretati da comunità diverse. Selinunte continua a vivere, cambiando volto.
Sull’Acropoli opera la missione congiunta dell’Institute of Fine Arts della New York University e dell’Università degli Studi di Milano, guidata da Clemente Marconi. Nel settore occidentale lavorano gli archeologi dell’Università degli Studi di Palermo, mentre alla Gaggera operano la Sapienza Università di Roma e la Sovrintendenza Capitolina. Nell’area del Tempio G interviene la missione dell’Università degli Studi di Urbino.
Gli Annali 2024 restituiscono così l’immagine di una Selinunte complessa e stratificata: una città che dal porto alle mura racconta una storia lunga secoli, ancora capace di sorprendere.
Automobilismo
Il pediatra palermitano torna re della “Cursa”. Sul podio anche Accardo-Vagliani e i campobellesi Di Pietra, nuovi campioni italiani.
Palermo – È ancora una volta Giovanni Moceri a scrivere il proprio nome nella storia della Targa Florio Classica. In coppia con Corrado Corneliani, presidente del Classic Team, il “pediatra di precisione” ha conquistato il suo settimo sigillo sulla mitica corsa siciliana, al volante di una Lancia Aprilia del 1937. Una vittoria di cuore e di mestiere, arrivata al termine di tre giorni intensi tra pioggia, curve e prove cronometrate millimetriche.
Alle spalle dei vincitori, Angelo Accardo e Caterina Vagliani (Fiat 508 C – Franciacorta Motori), protagonisti di un grande inizio di gara. Terzi e sorridenti sul podio finale, Francesco e Giuseppe Di Pietra, padre e figlio campobellesi che con questo risultato si sono laureati Campioni Italiani Grandi Eventi 2025.
Quest’edizione della Targa Florio Classica è stata attraversata da un sentimento di profonda commozione. Tutti gli equipaggi hanno infatti voluto ricordare il giovane palermitano Paolo Taormina, ucciso pochi giorni fa, applicando sulle auto un adesivo con la scritta “Ciao Paolo”. Un gesto semplice ma denso di significato, che ha unito sport e memoria.
A fare gli onori di casa, tra gli altri, il commissario straordinario dell’Automobile Club d’Italia, generale Tullio Del Sette, il presidente di ACI Storico Giovanni Battista Tombolato e il direttore generale di ACI Sport Marco Rogano, a conferma della caratura nazionale – e ormai mondiale – della manifestazione.
“È la mia Targa Florio, la mia festa”, ha detto Moceri, emozionato all’arrivo. “Non è stato facile domare una Lancia Aprilia del 1937 su un percorso così tecnico, con la pioggia a tratti e le prove cronometrate posizionate nel punto più insidioso delle carreggiate. Ma vincere qui, dopo un anno di stop, è una gioia indescrivibile”.
Al suo fianco Corneliani, in gara nonostante la febbre, ha confermato ancora una volta la forza del binomio tra il cuore siciliano e la precisione lombarda. Insieme hanno rimontato la prima tappa e riportato la “Cursa” a Palermo con il sapore di un’impresa.
Sul terzo gradino del podio, Francesco e Giuseppe Di Pietra hanno chiuso una stagione perfetta, vincendo per la quarta volta – la seconda consecutiva – il titolo di Campioni Italiani Grandi Eventi. “È il frutto di un anno di sacrifici e passione – hanno detto –. Dedichiamo questo successo alla nostra squadra e al nostro amico-rivale Mario Passanante, simbolo di una competizione sempre leale e vera”.
Subito fuori dal podio, proprio Passanante con Alessandro Molgora, seguiti da Patron-Clark, Bettinsoli-Peli, Nizzola-Messina e Beccalossi-Marchioni, tutti su vetture d’epoca che hanno regalato spettacolo lungo le strade di una Sicilia bagnata ma festante.
Nella classifica delle prove di media, successo per Salvatore Galioto e Giovanni Veneziano del Messina Classic Team su Fiat 1100/103.
La Targa Florio Legend, riservata alle vetture più giovani (1978–2000), ha visto primeggiare Alberto Tattini e Rossella Sciolti su BMW 316, seguiti dai giornalisti Dario Converso e Federica Ameglio su A112E e da Mario Miccio – Ruggero Nicolosi su Ferrari Mondial Cabriolet.
Tra le Gran Turismo, vittoria per Gianluigi e Federico Smussi (MG TF 2004), davanti a Bordi-Bardelli (BMW Z8) e ai fratelli menfitani Calogero e Roberto Tavormina su Alfa Romeo GTV 916, giovani e agguerriti.
E tra le “rosse” del Ferrari Tribute to Targa Florio, trionfo dei fratelli Oreste e Celestino Sangiovanni su Ferrari 812 GTS, seguiti da Giordano Mozzi – Marco Giusti (Ferrari 296 GTS), con Mozzi che conquista per il terzo anno consecutivo il titolo nazionale Auto Moderne.
Sulle Madonie anche personaggi amati dal pubblico come Carlo Cracco, che ha guidato una splendida Fiat Dino Spider del 1969, e Andrea Zagato con la moglie Mariella Rivolta su Lancia Fulvia Sport del 1972: due simboli del design e della cultura automobilistica italiana.
Dal fascino delle Saline di Marsala alle rovine di Selinunte, dai paesaggi di Cerda alle curve leggendarie delle Madonie, la Targa Florio Classica 2025 è stata una dichiarazione d’amore alla Sicilia.
Un viaggio nel tempo e nella bellezza, dove motori e memoria corrono insieme, ricordando l’intuizione di don Vincenzo Florio che nel 1906 diede vita a una leggenda destinata a non spegnersi mai.
Attualità
Castelvetrano – Terna contribuirà con un milione di euro al cofinanziamento di un importante progetto del Parco archeologico di Selinunte che riguarda l’anastilosi di tre colonne del Tempio G, il restauro e la realizzazione di una passerella sospesa all’interno dell’edificio che consentirà al visitatore un’esperienza immersiva unica. Una ricostruzione digitale in 3D permetterà anche di ammirare l’intero tempio grazie alla tecnologia della realtà virtuale aumentata.
Attualità
Castelvetrano – A Nome Loro è costretta a spostare l’evento dal territorio natale del super latitante, Matteo Messina Denaro e si sposta a Mondello.
“Abbiamo sentito, non soltanto dalle istituzioni ma anche da una parte delle realtà produttive del territorio alle quali abbiamo chiesto un sostegno, un crescente senso di indifferenza e di condizionamento esterno che ci ha addolorato ma che ci conferma quanto importante sia proseguire in questo cammino e quanto bisogno ci sia di occasioni come quella di ANL per costruire unione in una comunità così tanto frammentata”.
L’associazione A Nome Loro denuncia le difficoltà nella realizzazione della III edizione di A Nome Loro – Musiche e voci per le vittime di mafia, la maratona artistico-musicale ideata da Sade Mangiaracina che da tre anni chiama a raccolta nello straordinario scenario del Parco Archeologico di Selinunte – Comune di Castelvetrano, in provincia di Trapani – i protagonisti della musica italiana ma anche giornalisti impegnati sul fronte della lotta alla criminalità organizzata, attivisti anti-mafia e familiari delle vittime. Il progetto nasce nel 2023 qualche settimana dopo la cattura del superlatitante Messina Denaro che proprio in quel territorio è nato e per decenni ne ha asfissiato il tessuto politico, economico e sociale attraverso il suo dominio criminale.
“Abbiamo atteso fiduciosi sino ad oggi che dalle istituzioni e autorità competenti venissero confermati gli impegni assunti per sostenere l’esperienza di A Nome Loro.Musiche e voci per le vittime di mafia. Purtroppo, dopo mesi di estenuanti rimbalzi, anticamere e chiacchiere (per ben 3 volte abbiamo richiesto un incontro all’Assessore regionale al turismo,sport espettacolo On. Elvira Amata, senza mai ricevere risposta), siamo costretti a prendere atto della totale assenza di volontà reale di sostenere quello che per noi non è solo un evento ma un tentativo di presidiare un territorio per troppo tempo consegnato al giogo del compromesso e all’indifferenza, abbandonando una comunità intera e lasciando indisturbata una latitanza lunga più di trent’anni. Ecco perché è con estremo rammarico che annunciamo l’annullamento, presso il Parco Archeologico di Selinunte, della III edizione di A Nome Loro. Musiche e voci per le vittime di mafia”.
Questa terza edizione non avrà luogo, come previsto fino a pochi giorni fa, il 13 settembre presso il parco archeologico di Selinunte si svolgerà, il 6 e il 7 settembre, nella spiaggia libera di Mondello e, come per le altre due edizioni, sarà a ingresso gratuito.
Attualità
Selinunte (Castelvetrano) – Continua a regalare nuove scoperte il parco archeologico di Selinunte. La nuova campagna di scavi sull’acropoli ha infatti riportato alla luce uno degli spazi più sacri dell’antica città: l’adyton del Tempio R, il più antico in pietra del sito archeologico.
Qui, intorno al 570 a.C. una donna, probabilmente di alto rango, depose un anello d’argento come offerta alla divinità. Un gesto fortemente simbolico, che rivela il profondo legame tra la comunità selinuntina e le divinità femminili protettrici della città. Il gioiello è stato ritrovato in un deposito votivo straordinario rinvenuto sotto il pavimento originario del santuario, in fondo al naos del luogo di culto. Il deposito conteneva all’origine almeno 300 oggetti tra cui 27 punte di lancia, pesi da telaio, ceramica fine e altri oggetti preziosi.
Una scoperta eccezionale che permette di comprendere meglio le pratiche rituali legate al culto femminile a Selinunte e di datare con maggiore precisione l’espansione del santuario urbano fin dai primi decenni di vita della nuova fondazione. L’area, sorprendentemente intatta, ha restituito numerosi oggetti votivi e tracce di riti antichi, come punte di lancia conficcate nel terreno, a testimonianza della forte spiritualità che animava il luogo fin dalla fondazione della città, attorno al 628 a.C.
Lo scavo, condotto dall’Institute of Fine Arts della New York University e dall’Università Statale di Milano, in collaborazione con il Parco archeologico di Selinunte è diretto dall’archeologo Clemente Marconi e conferma l’importanza religiosa e simbolica dell’intera area sacra sin dalle origini della polis.
Uno dei risultati chiave riguarda lo scavo nell’angolo nord-ovest del santuario (SAS W), dove è emerso un accesso monumentale del V secolo a.C. La sequenza stratigrafica , dalla fase pre-greca al medioevo, è praticamente rimasta intatta e ha restituito tracce e reperti straordinari, tra cui la cuspide di lancia in ferro infissa nel terreno.
Ma è nel cuore del Tempio R (SAS Y) che gli archeologi hanno compiuto le scoperte più significative: l’accesso all’adyton, perfettamente conservato, era protetto da una transenna che ne impediva l’ingresso diretto ma che consentiva alle fedeli, verosimilmente devote a Demetra e Kore, di deporre oggetti votivi rimanendone fuori.
«Sta tornando alla luce – ha detto l’assessore ai Beni culturali e all’identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato – la Selinunte più antica. Prima la porta e le mura, ora il santuario, tutti ritrovamenti eccezionali per leggere le origini della città». Gli scavi si sono concentrati sull’area del grande santuario urbano e in particolare sul Tempio R e hanno confermato l’ipotesi dello studioso tedesco Dieter Mertens che aveva individuato nel precoce sviluppo del luogo di culto un tratto distintivo di Selinunte. «Stiamo portando alla luce l’anima più antica di Selinunte, quello spazio attorno cui fu costruita la prima comunità», spiega il direttore del Parco archeologico Felice Crescente.
Cronaca
Castelvetrano – Emergono nuovi particolari sull’omicidio-suicidio avvenuto ieri mattina all’interno di una palazzina di via 4 Aprile a Castevetrano. Le indagini seguite dai carabinieri cercano di arrivare a delineare i contorni di questo dramma che ha sconvolto non solo le famiglie di Francesco Campagna e Mary Bonanno, ma tutta la comunità.
Secondo una prima ricostruzione l’uomo che pare fosse stato cacciato da casa dalla moglie e da 10 giorni viveva in una abitazione di Selinunte, venerdì mattina era ritornato in via 4 Aprile forse per un chiarimento poi finito in tragedia.
In attesa dell’autopsia disposta dalla procura di Marsala che coordina l’inchiesta, sul corpo della donna rinvenuto nell’androne della palazzina a tre piani, al momento sottosequestro, è stata eseguita una prima ispezione da parte del medico legale. Dagli accertamenti emerge che oltre alle ferite alla testa cagionate da una chiave inglese, presenta anche ferite d’arma da taglio all’addome che sarebbero state inferte verosimilmente con un coltello da cucina, rinvenuto in prossimità del corpo. L’uomo, infermiere all’ospedale Villa Sofia di Palermo, invece, si è lanciato terrazzo nel cortile interno.
Intanto a Castelvetrano sarà proclamato il lutto cittadino nel giorno delle esequie funebri di Mary Bonanno. A confermarlo il sindaco Giovanni Lentini per rispetto e dovuto tributo da parte della città nei confronti della donna che, seppur fosse di di origine palermitana, a Castelvetrano si era fatta conoscere e apprezzare.
Attualità
Castelvetrano – “Il concerto di Mochakk, annunciato e già messo in vendita da una società privata, la FACE srls, per il 15 agosto sotto il Tempio E di Selinunte, non è mai stato approvato né confermato dal Parco archeologico. Che oggi mette un punto fermo: non c’è mai stato alcun interesse ad organizzare eventi di questo genere, seppure di un artista internazionale, e non c’è stata mai alcuna interlocuzione con la società; era stata soltanto avviata un’istruttoria preliminare su richiesta del Comune di Castelvetrano Selinunte che, come da legge regionale, ha diritto a organizzare manifestazioni dentro l’area del parco archeologico per cinque giorni ogni mese”.
Lo conferma il direttore del Parco archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria Felice Crescente
Che poi continua e puntualizza. “Il sindaco Giovanni Lentini aveva in un primo tempo inserito questo concerto nel più ampio festival Selinus 2025, che si svolge nel territorio di Castelvetrano, ma proprio in questi giorni ha comunicato che l’appuntamento era sì parte del programma, ma doveva gestirlo il Parco con la società FACE. Cosa che il Parco non aveva alcun interesse a fare. D’altro canto la direzione, che continuava a non ritenere questo concerto in linea con il suo progetto di tutela e conservazione del territorio di Selinunte, lo aveva già sottoposto al Comitato Tecnico Scientifico presieduto dal soprintendente di Trapani, che aveva sollevato dubbi e perplessità, riservandosi la possibilità di autorizzare il concerto.
Infine conclude. “Non si comprende perché il concerto sia stato annunciato e i biglietti già posti in vendita: il Parco archeologico di Selinunte chiede ufficialmente il blocco della prevendita e diffida da ogni comunicazione dell’evento legato al Parco. La stagione di Selinunte partirà a metà luglio e comprende teatro e musica in diversi spazi del parco archeologico, nel pieno rispetto e secondo le linee di salvaguardia e tutela del sito”.
Turismo
Castelvetrano – Il 6 aprile, ingresso gratuito al Parco archeologico di Selinunte per un’intera giornata tra archeologia, sport e natura. Un’occasione imperdibile per vivere un’esperienza unica tra i templi maestosi, le mura fortificate e i passaggi segreti della più grande area archeologica d’Europa. La visita guidata Selinunte segreta, già testata con successo, conduce i visitatori nel cuore della storia, tra strategie difensive e leggende antiche.
A partire dalle 11:30, sarà possibile partecipare alla suggestiva visita guidata “Le mura di Selinunte ed i suoi passaggi segreti”, con partenza dal sistema fortificato costruito dopo la distruzione del 409 a.C. Il trekking conduce tra torri, porte strategiche e varchi segreti che portano al Santuario di Demetra Malophoros.
Durante la passeggiata gli archeologi illustreranno tecniche militari antiche come la poliorcetica, l’arte dell’assedio. Il tour dura un’ora, costa 7 euro (più 3 euro per la navetta) e non è adatto a bambini sotto i 10 anni o persone con difficoltà motorie.
La giornata comincia alle 10:30 con una passeggiata tra i templi della Collina Orientale, protagonisti indiscussi del paesaggio selinuntino. Al Museo Baglio Florio, invece, si potrà assistere a uno spettacolare videomapping sull’anastilosi del Tempio Y: un viaggio visivo tra i colori originari dei templi e le leggende del Mediterraneo.
Domenica 6 aprile sarà anche il giorno della Maratonina Partanna-Selinunte, evento FIDAL organizzato dall’ASD Nati Stanchi Runners. I corridori partiranno dal Castello Grifeo di Partanna e taglieranno il traguardo ai piedi del Tempio di Hera, dove si svolgeranno le premiazioni.
Dalle ore 9 sarà possibile noleggiare biciclette direttamente al Parco e avventurarsi tra i percorsi segnati, mappa alla mano. Un modo sostenibile e divertente per vivere un’intera giornata immersi nella storia e nella natura.
La prima domenica del mese a Selinunte è molto più di una semplice visita: è un’esperienza multisensoriale fatta di storia, paesaggi e cultura. Non resta che preparare scarpe comode, bici e macchina fotografica per un viaggio nel tempo indimenticabile.
Turismo
Sognate una vacanza in Sicilia senza svuotare il portafoglio? L’isola offre tantissime destinazioni incantevoli dove è possibile godersi il mare, la cultura e la buona cucina a prezzi accessibili. Abbiamo selezionato per voi cinque mete perfette per un viaggio low cost in Sicilia, tra siti archeologici, borghi storici e spiagge mozzafiato.
Selinunte è uno dei parchi archeologici più suggestivi della Sicilia e dell’intera Europa. Qui potrete ammirare templi, acropoli e antichi resti di una delle più grandi città greche del Mediterraneo. Oltre alla storia, la zona offre spiagge incontaminate e riserve naturali, come la Riserva del Belice, ideali per chi cerca relax a costo zero.
Arroccato a oltre 700 metri d’altezza, Erice è un gioiello medievale con vicoli in pietra, botteghe artigianali e un panorama mozzafiato sul Golfo di Trapani. Passeggiare tra le sue stradine è gratuito, e con pochi euro potrete gustare la famosa Genovese ericina, un dolce tipico a base di crema pasticcera.
Questa rinomata località balneare è famosa per le sue spiagge dorate e le acque cristalline premiate con la Bandiera Blu. Nonostante la popolarità, Marina di Ragusa offre opzioni economiche per l’alloggio, soprattutto fuori stagione, e ottimi ristoranti di pesce con prezzi competitivi.
Situata in provincia di Messina, Tindari è una destinazione perfetta per chi vuole unire mare e storia. Il suo santuario dedicato alla Madonna Nera domina il panorama e il vicino sito archeologico offre un affascinante viaggio nel passato. A pochi passi, la Riserva Naturale dei Laghetti di Marinello regala spiagge spettacolari a costo zero.
Inserita tra i Patrimoni dell’Umanità UNESCO, Noto è famosa per il suo centro storico barocco e le sue spiagge paradisiache. Con una semplice passeggiata gratuita potrete ammirare la maestosità di Palazzo Nicolaci, la Cattedrale e il Teatro. A pochi chilometri, le spiagge di Calamosche e Vendicari offrono angoli di natura incontaminata senza costi di ingresso.
💰 Budget totale stimato per 5 giorni:
Pianificare una vacanza low cost in Sicilia è possibile: scegliendo le giuste mete, soggiornando in strutture economiche e approfittando delle bellezze naturali gratuite, potrete vivere un’esperienza indimenticabile senza sforare il budget. Quale di queste destinazioni vi attira di più? Fatecelo sapere nei commenti!
Cronaca
Marinella di Selinunte (Castelvetrano) – La Guardia Costiera di Mazara del Vallo e i colleghi dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Sciacca hanno posto sottosequestro a Marinella di Selinunte, frazione di Castelvetrano, oltre 100 chili di novellame di sarda appena pescato e pronto per essere immesso illegalmente nel mercato ittico.
Il pesce era stato sistemato all’interno di tre fusti di plastica, lasciati in un tratto di banchina di difficile accesso. Non è stato possibile individuare i responsabili della pesca illegale di novellame, una pratica vietata dalla legge sia per motivi di sostenibilità ambientale sia per la tutela delle risorse marine, indipendentemente dal fatto che venga effettuata da pescatori professionisti o sportivi.
Il prodotto sequestrato è stato dichiarato inidoneo al consumo a seguito di un controllo effettuato dai veterinari dell’Asp e destinato alla distruzione.
Nel corso di un’altra operazione, i militari della Capitaneria hanno rinvenuto e sequestrato, a bordo di un peschereccio registrato nel compartimento marittimo di Mazara del Vallo, una rete da pesca a circuizione di circa 130 metri. L’attrezzo, non conforme alla normativa vigente, era stato modificato con l’aggiunta di un velo per setaccio al sacco, rendendolo illegale ai sensi delle disposizioni di settore.