• Marsala
    “Marsala, il centrodestra si compatta: “Scriviamo insieme una nuova storia per la città”
    Ieri si è riunito il tavolo del centrodestra, prossimo appuntamento lunedì 7 luglio
    Redazione1 Luglio 2025 - Politica
  • comunemarsala Politica

    Marsala  – Nella città liljbetana il centrodestra si compatta per scrivere una nuova storia della città “fondata sui valori profondi che storicamente uniscono il centrodestra, come identità, radicamento nel territorio, responsabilità e visione del bene comune”.

    Presenti al tavolo del centrodestra lunedì tutti i partiti della coalizione con i rispettivi referenti locali. “Un momento politico importante – ricorda in una nota il coordinamento provinciale –  che consolida un percorso di confronto e collaborazione avviato nelle scorse settimane, e che punta con decisione verso la costruzione di un progetto condiviso per il futuro di Marsala”.

    La nota del coordinamento provinciale

    “Un’iniziativa  – prosegue la nota – che guarda oltre la semplice alternativa politica e che punta a costruire una compagine amministrativa nuova e dinamica, capace di affrontare con entusiasmo, vivacità e competenza le sfide che attendono la città nei prossimi anni. I partiti presenti hanno espresso la volontà unanime di proseguire in una direzione unitaria, con spirito di squadra e con la determinazione di restituire ai cittadini marsalesi un’amministrazione seria, concreta e vicina ai reali bisogni del territorio. In quest’ottica, è stato rilanciato il tema della partecipazione democratica, attraverso l’avvio di circuiti che mettano realmente al centro le esigenze spesso inascoltate della comunità”.

    Occasione per un confronto

    E’ stata anche l’occasione per un confronto politico franco e costruttivo, nel quale è stata ribadita “l’importanza delle regole e del rispetto dei ruoli all’interno della coalizione. Un chiaro richiamo al senso istituzionale della politica, che non può essere piegata ad un uso disordinato e personalistico, né ridotta a una campagna elettorale permanente svincolata da ogni responsabilità collettiva”.

    L’incontro si è concluso con l’impegno concreto di proseguire il percorso nelle prossime settimane, con l’apertura di tavoli tematici e l’elaborazione di un programma partecipato, che possa davvero rappresentare una proposta forte, credibile e condivisa per il rilancio della città.

    Prossimo appuntamento lunedì 7 luglio, quando saranno chiamati ad unirsi tutti i soggetti civici che vorranno contribuire con la loro azione attiva e da protagonisti alla co-creazione di un progetto di ampio respiro, capace di rilanciare e rimarcare il ruolo di Marsala nel sistema territoriale e nella politica regionale.





  • Trapani
    Referendum 2025: Liria Canzoneri commenta il risultato elettorale
    In provincia di Trapani hanno votato,  73.959 elettori
    Redazione10 Giugno 2025 - Attualità
  • liria canzoneri Attualità

    Trapani – “L’esito del voto non ha prodotto il risultato auspicato, ma è stato un esercizio di democrazia che ha rimesso al centro del dibattito politico i temi dei diritti, del lavoro e della cittadinanza”.

    A commentare il dato è il segretario generale della Cgil di Trapani Liria Canzoneri. In provincia di Trapani hanno votato,  73.959 elettori.
    “La campagna referendaria – dice Canzoneri – è stata complessa, boicottata dagli inviti all’astensionismo e ignorata dai media, ma è emersa ugualmente la necessità di favorire la partecipazione democratica sulle scelte politiche ed economiche del Paese e l’emergenza di risolvere i problemi di un territorio che non è in grado di rispondere alle emergenze sociali: occupazione, precarietà, sicurezza sul lavoro, emigrazione dei giovani.  Ripartendo da qui, continueremo l’azione sindacale per l’affermazione dei diritti, portando avanti con determinazione le battaglie per favorire la coesione sociale, ridurre le diseguaglianze e migliorare le condizioni di vita delle persone che vivono nel territorio trapanese. A nome mio e di tutto il sindacato – conclude – rivolgo un sincero ringraziamento a tutte e a tutti coloro che ci hanno sostenuti e hanno partecipato al voto”.




  • Italia
    “8-9 giugno 5 referendum perché votare”
    Il voto, è un diritto al quale non possiamo né dobbiamo rinunciare
    Redazione4 Giugno 2025 - Politica
  • referendum2 Politica

    Roma – (Di Vito Lo Monaco) “Il voto rafforza la democrazia attraverso la partecipazione dei cittadini”l’ha ricordato il Presidente Mattarella in occasione della Festa della Repubblica. Domenica e lunedì prossimi, gli elettori e le elettrici andando a votare avranno modo di sostenere tale affermazione indipendentemente se voteranno si o no. L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro- art uno della Costituzione- che salvaguarda e valorizza la libertà, la dignità umana, il diritto al lavoro degli uomini e delle donne- v.titolo3 Costituzione.

    Votare Si ai quesiti referendari

    Votare Si ai quesiti referendari significa abrogare norme che hanno consentito licenziamenti illegittimi, non hanno tutelato i lavoratori e le lavoratrici delle piccole imprese, non hanno ridotto il lavoro precario né quello insicuro. Inoltre il referendum sulla cittadinanza italiana ridurrebbe da dieci a cinque anni di residenza legale per riconoscere la cittadinanza ai lavoratori extra comunitari. A tal proposito bisogna ricordare agli smemorati sovranisti che l’Italia da sempre è stata terra di accoglienza dei migranti fuggiti dalla fame e dalle guerre come testimonia quella accordata ai Troiani guidati da Enea dopo la distruzione di Troia. A sua volta l’Italia moderna, nel corso della sua storia più recente, ha vissuto le migrazioni della parte più disagiata del suo popolo com’è documentato dalle vicende dei Fasci siciliani, delle due guerre mondiali, della Repubblica fino a oggi con la fuga delle migliaia di giovani laureati e diplomati.

    Il voto, dunque è un diritto al quale non possiamo né dobbiamo rinunciare. È inconcepibile che esponenti dell’attuale classe politica di governo invitino gli elettori a non votare sperando cosi di non superare il quorum referendario. Non si vota per un partito, ma per un diritto costituzionale che si difende anche votando No.

    I quesiti referendari mirano a ribadire che il lavoro non può essere considerato una merce, essere sottoposto a sfruttamento e sottratto alle regole costituzionali di valorizzazione della persona. Nell’attuale fase di crisi della globalizzazione neoliberista dell’economia che ha arricchito i più ricchi del mondo, accresciuto la povertà della maggioranza degli abitanti del globo e conflitti armati in cinquanta parti del mondo, urge una governance democratica globale che riesca a imporre una pace giusta e duratura. Anche il voto di domenica e lunedì prossimi può dare un segnale in tal senso. (*fonte Articolo 21.org)





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