Cronaca
Menfi (Agrigento) – Secondo l’accusa il giovane per circa un mese ha maltrattato i genitori, sottoponendoli a continue pressioni per ottenere denaroe si sarebbe scagliato contro i carabinieri aggredendoli a calci e pugni.
È per questi fatti che il giovane di 20 anni di Menfi, condannato a un anno e quattro mesi di reclusione, è stato arrestato e trasferito al carcere minorile Malaspina di Palermo. I reati – estorsione, maltrattamenti in famiglia, ma anche resistenza, lesioni personali aggravate e oltraggio a pubblico ufficiale – sarebbero stati commessi quando il giovane era ancora minorenne.
Ad eseguire la misura cautelare in carcere i carabinieri. Secondo l’accusa in più occasioni e con cadenza quasi quotidiana, per circa un mese, il giovane avrebbe minacciato i genitori e di distruggere la loro casa per ottenere somme in denaro. I due coniugi esasperati, si sono rivolti ai carabinieri, raccontando la loro vicenda, e chiedendo aiuto. In alcuni casi sarebbero stati maltrattati, fino ad arrivare a vere e proprie aggressioni.
Il ventenne è stato riconosciuto colpevole anche di avere colpito i militari in un posto di controllo dopo che si era rifiutato di fornire le proprie generalità.
Cronaca
Enna – Un uomo è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di una ragazzina di 14 anni: secondo le accuse ipotizzate dalla procura di Enna gli abusi sarebbero andati avanti per 3 anni, fin da quando la piccola aveva 11 anni.
Eseguita dalla polizia un’ordinanza di custodia cautelare in carcere che ipotizza anche i reati di maltrattamenti in famiglia nei confronti della stessa ragazzina e dell’intero nucleo familiare, composto anche da altre ragazze minorenni e dalla ex compagna dell’uomo.
Dalle indagini della Polizia sarebbe emerso che l’uomo, oltre agli abusi, aveva imposto delle “regole” alle quali tutti i componenti della famiglia dovevano attenersi. Le conseguenze per chiunque avesse raccontato il «segreto di famiglia», sarebbero stato botte e la minaccia costante del rischio dell’intervento degli assistenti sociali, che avrebbero diviso le bambine dalla madre, collocandole in strutture diverse.
Cronaca
Trapani – Continua incessante l’attività di prevenzione e repressione dei Carabinieri di tutta la provincia di Trapani a contrasto della violenza di genere. La prevenzione della violenza di genere è un impegno che coinvolge tutta la società e le Forze di Polizia sono sempre pronte a intervenire e a supportare chiunque abbia bisogno di aiuto.
La massima attenzione che l’Arma pone verso questa tematica ha portato, nell’ultimo mese dell’anno, all’arresto di 5 soggetti per i reati di maltrattamenti in famiglia e atti persecutori, all’emissione di provvedimenti restrittivi (divieto di avvicinamento) per 8 soggetti e alla denuncia di 28 persone così suddivise:
– 4 persone denunciate per atti persecutori;
– 8 soggetti allontanati dalla casa familiare in esecuzione di provvedimenti;
– 13 persone denunciate per maltrattamenti in famiglia;
– 3 persone arrestate per violazione degli obblighi di assistenza familiare;
Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Trapani ricorda come sia fondamentale denunciare ogni forma di violenza, affinché le forze dell’ordine possano intervenire tempestivamente.
Per chi fosse vittima o testimone di violenza di genere è possibile rivolgersi ai Carabinieri e alle forze di Polizia anche in forma anonima contattando il numero di emergenza 112, il numero Verde Nazionale Antiviolenza 1522 (attivo 24 ore su 24) o presentandosi presso qualsiasi Stazione dei Carabinieri.
La denuncia è il primo passo per interrompere il ciclo di violenza e garantire la protezione delle vittime.
Cronaca
Trapani – E’ finito in manette un ragazzo di 18 anni. E’ accusato di maltrattamenti in famiglia. L’intervento della polizia in una abitazione nella zona cimitero del capoluogo dov’era in corso una lite in famiglia.
Il ragazzo avrebbe chiesto soldi ai genitori per acquistare droga. Al rifiuto dei familiari, sarebbe andato in escandescenza. I familiari hanno chiesto l’intervento delle forze dell’ordine, e il loro arrivo ha evitato che la situazione degenerasse ulteriormente.
Il ragazzo è stato bloccato dagli agenti e condotto in carcere.
Cronaca
Trapani – In crisi di astinenza distrugge l’appartamento, terrorizza la madre che fugge e lascia in casa il marito gravemente malato di SLA. Poi l’uomo si barrica nel balcone brandendo un coltello e minacciando di morte chiunque si avvicinasse. E’ accaduto a Trapani.
L’uomo un 35enne alla fine è stato fermato dalla polizia intervenuta sul posto. La vicenda è avvenuta nei giorni scorsi.
Il 35enne, abituale assuntore di crack, sarebbe andato in escandescenze per una probabile crisi di astinenza, ha quindi iniziato a distruggere l’appartamento senza curarsi della madre che terrorizzata ha assistito alla scena. La donna, è riuscita a fuggire, ma è stata costretta a lasciare in casa il marito, gravemente malato di SLA.
Intanto è scattato l’allarme sul posto sono arrivati gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico – che già conoscevano l’uomo che nel frattempo si era barricato in casa. Quando la polizia è arrivata il 35enne si è affacciato al balcone, impugnando un grosso coltello da cucina, minacciando di morte chiunque tentasse di avvicinarsi o di entrare nell’abitazione.
Dopo una lunga e delicata opera di mediazione, i poliziotti sono riusciti a convincerlo ed a uscire e a questo punto è stato immediatamente bloccato e messo in sicurezza.
Entrati in casa gli agenti si sono accertati delle condizioni del padre, che fortunatamente non ha subito conseguenze. Alla luce della gravità dei fatti, della pericolosità dell’uomo e degli elementi di prova raccolti, il 35enne è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia. La Procura ha disposto per lui l’immediata custodia cautelare in carcere. Un intervento complesso, che ha evitato conseguenze ancora più gravi e ha messo fine a una situazione di violenza domestica già nota alle forze dell’ordine.
Quello dei maltrattamenti in famiglia e ai genitori in particolare, maltrattamenti legati per la ricerca di soldi per l’acquisto di droga è al momento il reato da “codice rosso”, con la più alta percentuale in provincia. Lo ha evidenziato nelle ultime settimane il procuratore Gabriele Paci. Alla procura di Trapani, come ha detto il sostituto procuratore Giulia Sbocchia nel corso di un suo intervento sul codice rosso -“ci sono 6 magistrati che si occupano h24, pure la notte, solo di fasce deboli”.Un lavoro che vede insieme procura, asp e servizi sociali insieme a fare rete ognuno per le proprie competenze. Un lavoro sinergico che si collega a quanto fanno le forze dell’ordine sin dal primo intervento nei luoghi dove si consuma la violenza e fino al colloquio quando la vittima presenta denuncia e inizia a raccontare quanto gli accade, al funzionario di turno.
Cronaca
Alcamo – Nella giornata del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la Polizia di Stato di Alcamo eseguita una misura cautelare personale del divieto di avvicinamento alla persona offesa nei confronti di un cittadino italiano, già noto alle Forze dell’Ordine anche per precedenti specifici, ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia ai danni della propria compagna.
L’attività investigativa e operativa è stata interamente portata avanti dal Commissariato di Alcamo, che, dopo avere raccolto gli elementi probatori, ha ottenuto dall’Autorità Giudiziaria l’emissione del provvedimento.
In particolare, è emerso che l’uomo da diverso tempo sottoponeva la compagna a diverse forme di violenza, non solo fisica e psicologica, ma anche sessuale costringendola ad avere rapporti intimi contro la sua volontà.
La misura prevede l’obbligo per l’uomo di mantenere una distanza stabilita dalla vittima e dai luoghi da lei abitualmente frequentati, e il divieto di qualsiasi forma di contatto, diretto o indiretto.
L’attività congiunta e sinergica tra le Forze di Polizia e la Magistratura ha garantito la tutela della donna e la prevenzione di ulteriori episodi di violenza, riaffermando l’impegno costante di tutte le Istituzioni nella protezione delle vittime vulnerabili e nel contrasto ai reati di genere.
“La data dell’esecuzione della misura in argomento, coincidente con la ricorrenza internazionale dedicata alla lotta contro la violenza sulle donne, sottolinea simbolicamente l’attenzione e la determinazione della Polizia di Stato nel contrastare ogni forma di violenza domestica e nel sostenere chi trova il coraggio di denunciare”.
Nella stessa giornata i poliziotti del Commissariato di Alcamo hanno proceduto ad accompagnare al carcere di Trapani un alcamese, pregiudicato: doveva scontare una pena definitiva di più di 7 anni di reclusione per aver commesso dal 2013 al 2023 diversi reati tra cui violazione della normativa sugli stupefacenti, truffa, maltrattamenti in famiglia, ricettazione, detenzione abusiva di armi e minaccia aggravata.
Cronaca
Alcamo – Eseguito da agenti della Sezione Investigativa del Commissariato di Alcamo una misura cautelare personale del divieto di avvicinamento alla vittima con applicazione del cd. braccialetto elettronico, nei confronti di un noto pregiudicato alcamese di 41 anni per maltrattamenti in famiglia e minacce aggravate.
Il provvedimento in parola scaturisce da un grave episodio avvenuto nella tarda serata del 27 giugno 2025, quando una giovane donna, compagna del destinatario della misura cautelare, era soccorsa da alcuni automobilisti in evidente stato confusionale.
Sul posto era intervenuta una volante del Commissariato che appurava come poco prima la donna avesse litigato con il compagno che, nella circostanza, l’aveva minacciata di farla a pezzi brandendo al suo indirizzo una piccola accetta.
La donna, in evidente stato di shock era stata accompagnata da personale sanitario intervenuto sul posto, presso l’ospedale.
Le indagini scattate immediatamente hanno consentito di rinvenire presso il domicilio dell’indagato
un accetta di piccole dimensioni così come descritta dalla vittima. E’ stato anche accertato che l’episodio in parola, aggravato dal fatto che il compagno quella sera si era posto all’inseguimento della donna per
riportarla a casa con la forza, non fosse un caso isolato ma l’ennesimo episodio dove il carnefice era solito vessare e minacciare sempre con l’uso di coltelli o altri oggetti atti ad offendere la persona.
Il grave quadro indiziario raccolto nei confronti del pregiudicato alcamese è stato ritenuto idoneo dalla Procura della Repubblica di Trapani per formulare una richiesta di misura cautelare personale, che si concretizzava con l’emissione di un provvedimento cautelare che disponeva il divieto di avvicinamento alla donna con applicazione del cd. braccialetto elettronico.
La Polizia ribadisce il proprio impegno nella tutela delle vittime di stalking e violenza, invitando chiunque si trovi in situazioni analoghe a rivolgersi tempestivamente alle Forze dell’Ordine.
Cronaca
Catania – Un 44enne è stato arrestato da carabinieri del comando provinciale di Catania, per maltrattamenti in famiglia commessi in paese della provincia etnea.
La vittima è la moglie che l’uomo avrebbe picchiato, colpendola con schiaffi e pugni, davanti ai loro 4 figli minorenni e distruggendo mobili e suppellettili del loro appartamento A chiamare i militari dell’Arma con una telefonata al 112 è stata la figlia 16enne della coppia.
La donna aggredita avrebbe chiesto aiuto alla suocera, che è intervenuta in sua difesa riportando la calma nella casa.
Ma poco dopo l’uomo avrebbe ripreso a picchiare la moglie e avrebbe minacciato di morte la madre che era nuovamente intervenuta in difesa della nuora.
I carabinieri hanno arrestato il 44enne che su disposizione della procura è stato condotto nella casa circondariale di Catania. Il gip ha convalidato il provvedimento ed emesso nei confronti dell’indagato la misura cautelare in carcere
Cronaca
Trapani – Arrestato in flagranza di reato per maltrattamenti in famiglia, un uomo è finito in carcere. L’attività è stata effettuata dagli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Trapani.
La richiesta di aiuto è arrivata da parte di una donna che era stata aggredita dal proprio
compagno in casa è arrivata quando la vittima era fuggita in strada. Alla vista dei poliziotti, la donna claudicante ha attirato l’attenzione degli agenti urlando e chiedendo il loro aiuto. Gli operatori della volante che si trovava in transito durante un ordinario servizio di controllo del territorio si sono fermati ed hanno soccorso subito la donna che presentava evidenti lesioni al volto ed è stata condotta in ambulanza presso al Sant’Antonio Abate.
Contestualmente il personale della volante intervenuta si è recata presso l’abitazione della donna e qui ha rintracciato il compagno che l’aveva aggredita. Giunti sul posto gli operatori hanno constatato l’appartamento completamente a soqquadro, numerosi suppellettili rotti, vetri in frantumi e la presenza del compagno con ancora tracce fresche di sostanza ematica sulle mani e al volto.
Dopo la denuncia-querela della persona offesa è emersa l’abitualità della condotta violenta del compagno, a quel punto è stato tratto in arresto e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che disponeva la custodia cautelare in carcere.
Cronaca
Palermo – I casi di violenza sui minori si sono raddoppiati. Sono dati allarmanti quelli che escono fuori da fonti ufficiali a cominciare dalla Procura minorile e i medici degli ospedali pediatrici. I casi di violenza sui minori sono raddoppiati negli ultimi quattro anni. E’ quanto accade sul territorio di competenza della Procura del tribunale dei minorenni di Palermo, che si occupa anche delle province di Trapani e Agrigento. Nel 2021 erano 525, nel 2024 sono arrivati a 932.
Altissimo anche il numero dei bambini che hanno ingerito stupefacenti: in un anno sono stati 9 quelli curati all’ospedale Cervello e 25 all’ospedale dei Bambini; sempre 25 sono stati i ricoverati nello stesso Di Cristina per casi conclamati di maltrattamenti in famiglia. Sono numeri che allarmano e costringono a cercare rimedi.
La media è di due procedimenti giornalieri in materia di abuso e maltrattamenti subiti dai minori dal primo gennaio di quest’anno a oggi. Sono cresciuti i numeri delle violenze o sta venendo fuori un grande sommerso? Claudia Caramanna, procuratore per i minorenni, fa la sua analisi: «Dopo gli anni della pandemia – spiega -periodo in cui le segnalazioni sono state assai ridotte, anche a causa delle note restrizioni, abbiamo registrato un significativo incremento da ricondurre, da una parte alla maggiore violenza che caratterizza il nostro tempo, dall’altra alla crescente attenzione e alle competenze acquisite sull’individuazione dei casi di violenza subita dai minori».
Claudia Caramanna, Procuratore della Repubblica per i Minorenni di Palermo incontrando gli studenti trapanesi a proposito dello stato della giustizia minorile aveva parlato di “momento storico complesso e delicato”. “Ci siamo trovati nel 2024 – aveva detto il procuratore Caramanna – a registrare un incremento superiore al 25 per cento di reati commessi da soggetti minorenni, caratterizzato da estrema violenza e brutalità. Questi ragazzi si sono resi autori di diversi reati come omicidi, reati contro la persona, con forme di violenza molto gravi che ci hanno preoccupato”. A proposito del decreto Caivano ha aggiunto: “Il decreto Caivano in vigore da settembre 2023 è intervenuto in chiave repressiva per cui ora è consentito l’arresto per reati come il piccolo spaccio di stupefacenti, resistenza a pubblico ufficiale per i quali prima non si poteva procedere all’arresto dei minori. Ciò che abbiamo registrato è un significativo arresto di minorenni per questo tipo di reato, ma abbiamo registrato un aumento dei reati commessi con violenza. Per cui quell’effetto sperato non si è realizzato. Perchè agire unicamente in chiave repressiva non serve. Occorrono interventi preventivi che consentano di registrare il disagio dei minori prima che esso si trasformi nella commissione di un reato”.