Cronaca
Palermo – Nuova intimidazione ai danni della parrocchia del quartiere San Filippo Neri, lo Zen, di Palermo.
Il sacerdote questa mattina ha scoperto dei grossi buchi alle pareti nell’androne del teatro della chiesa, dove spesso vengono ospitati incontri e riunioni. Segni di colpi di pistola dopo quelli scoperti nei giorni scorsi all’esterno dello stesso teatro; è l’ultimo allarmante segnale della violenza armata che nelle ultime settimane sta sconvolgendo lo ZEN e lo ZEN2 di Palermo.
Un gruppo di residenti ha deciso di esternare esasperazione e sdegno per la condizione di ostaggi di una criminalità che negli ultimi mesi ha iniziato a sparare anche contro le finestre delle case.
I poliziotti della Scientifica e del commissariato San Lorenzo stanno eseguendo i rilievi per capire da quale tipo di arma da fuoco siano stati sparati i colpi.
«Questa mattina abbiamo trovato il portone della parrocchia squarciato da colpi d’arma da fuoco, la conferma che non si tratta di bravate e che la situazione è fuori controllo. Evidentemente quello che fa la Chiesa nel quartiere Zen dà fastidio a qualcuno». «Chiediamo alle istituzioni di intervenire in modo più organico – continua don Giannalia -. Qualcuno si sente impunito e con questi gesti prova a sfidare lo Stato e quanti rifiutano la violenza. Allo Zen non servono proclami ma soluzioni, bisogna porre rimedio al mare di illegalità, allo spaccio e alla violenza di cui si fa apologia. Non sappiamo chi siano i responsabili di questi gesti ma pensiamo si tratti di ragazzi pilotati da adulti».
Cronaca
Palermo – Ieri sera il politico aveva accusato chi aveva danneggiato un alloggio popolare Palermo. Momenti di paura nella tarda serata di ieri dove una bomba carta è esplosa sotto l’abitazione dell’assessore comunale Fabrizio Ferrandelli. Il boato è stato avvertito da tutto il quartiere. Decine le persone che sono scese per strada per la paura. Non risultano danni a cose o a persone. Poche ore prima, l’assessore all’emergenza abitativa Ferandelli aveva espresso critiche contro chi aveva vandalizzato una alloggio popolare sgomberato.
«Piena solidarietà all’amico Fabrizio Ferrandelli, vittima di un vile atto intimidatorio. A lui e alla sua famiglia va la mia vicinanza personale. Fabrizio sta portando avanti un’azione coraggiosa di ripristino della legalità in quartieri troppo a lungo abbandonati in mano agli abusivi e ai sopraffattori».
Lo dichiara l’assessore regionale al Territorio e all’Ambiente, Giusi Savarino, dopo l’atto intimidatorio rivolto all’assessore comunale all’Emergenza abitativa di Palermo, Fabrizio Ferrandelli.
«Questi gesti non fermeranno il lavoro di chi serve lo Stato e la comunità con trasparenza e determinazione. E noi siamo al suo fianco. La Sicilia ha bisogno di amministratori che non arretrano di fronte alle minacce – conclude Savarino – ma continuano, con coraggio, sulla strada della giustizia e del rispetto delle regole».
Cronaca
Libia – Mediterranea, la nuova nave dell’organizzazione italiana del soccorso in mare è entrata la scorsa notte nella zona SAR sotto il controllo libico e ha iniziato la sua attività di pattugliamento e monitoraggio in acque internazionali a circa 30 miglia nautiche dalle coste della Libia. A partire dalle 5 di questa mattina, l’imbarcazione è stata circondata da diversi gommoni veloci militari, che avevano a bordo ciascuno uomini armati con pistole e fucili mitragliatori.
Le imbarcazioni non hanno risposto a nessuna richiesta di identificarsi. Lo rende noto la ong.
“Intorno alle 7:30, sono diventati otto i gommoni veloci disposti a cerchio intorno a Mediterranea, e hanno cominciato pericolose manovre intorno alla prua della nave, mentre i miliziani a bordo, in divisa e molti con il volto coperto dal passamontagna, facevano gesti di minaccia all’indirizzo del nostro equipaggio. – prosegue il comunicato – Subito dopo hanno inviato ossessivi messaggi radio con una sola frase ‘Go out off Libya – Go out off Libya‘”.
Dopo un’ora le imbarcazioni si sono dirette al porto di Al Zawiyah.
“L’intimidazione nei confronti di navi di soccorso che sono in acque internazionali, è una cosa odiosa, ma soprattutto illegale e penalmente rilevante. Che avvenga ad opera di assetti militari, con personale armato a bordo e col passamontagna in modo da non poter essere riconosciuto, dà l’idea su che tipo di intimidazione sia: mafiosa”, dice il comandante di Mediterranea.