Cronaca
Trapani – Documenti falsi e crediti incassati o compensati per lavori edilizi mai iniziati neppure in parte: questo il sistema di frode scoperto dalla Guardia di Finanza di Trapani.
L’operazione condotta dai finanzieri trapanesi coordinati dalla Procura ha portato all’esecuzione di due misure cautelari personali, nei confronti di un noto imprenditore locale e di un geometra compiacente, ai quali è stato interdetto di esercitare l’attività. E al sequestro di oltre tre mimilioni e mezzo di euro in crediti e beni compresa una intera azienda.
Secondo la ricostruzione operata dal Gip gli indagati avrebbero sfruttato la normativa in materia di “bonus facciate” per certificare progetti di lavori di ristrutturazione di condomini di Trapani in realtà mai avviati, monetizzando i relativi crediti tramite indebite compensazioni e cessione a terzi.
Fondamentale per la realizzazione della frode è risultata l’attività di asseverazione della congruità delle spese da parte di un professionista, obbligatori per poter beneficaiare della cessione dei crediti.
“L’attività di indagine è stata condotta attraverso meticolosa analisi della documentazione tecnica riguardante i progetti dei lavori, dei documenti contabili e bancari e della specifica normativa di riferimento – scrivono gli investigatori – con una puntuale attività investigativa che ha consentito di accertare la mancata corrispondenza tra quanto dichiarato e la realtà fattuale.
Questa operazione conferma l’impegno della guardia di finanza nel contrasto alle frodi in materia di agevolazioni fiscali, a tutela della legalità e della corretta destinazione delle ingenti risorse pubbliche stanziate per sostenere le famiglie e le imprese. Si inserisce nell’ambito della fase delle indagini preliminari, allo stato delle attuali acquisizioni probatorie e, in attesa di giudizio definitivo,sussiste la presunzione di innocenza”
Cronaca
Trapani – Il suo cuore non ha retto e oggi pomeriggio è morto. Pietro Zito 35 anni, originario di Montelepre ma residente a Cinisi è è rimasto vittima di un incidente sul lavoro avvenuto nella mattina di ieri, giovedì 10 aprile.
Zito lavorava per una ditta di Carini che si occupa di infissi, ma l’incidente è avvenuto a Misiliscemi nel trapanese nel corso di una consegna. Zito stava svolgendo il suo lavoro quotidiano quando una pesante porta blindata, che stava trasportando, è crollata improvvisamente, schiacciandolo.
Immediatamente soccorso, Zito sarebbe stato trasportato prima presso l’ospedale di Trapani, viste le gravi condizioni il personale medico ha deciso il suo tempestivo trasferimento con l’elisoccorso al Civico di Palermo, da lì infine al Trauma Center di Villa Sofia. Nel pomeriggio la morte.
Sull’accaduto due le indagini una della Procura coordinate dal sostituto procuratore Sara Morri e sono svolte dai Tecnici della Prevenzione del servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (S.Pre.S.A.L.) dell’Asp di Trapani e i carabinieri della stazione di Misiliscemi. Bisognerà capire cosa sia veramente accaduto, se c’erano tutte le condizioni di sicurezza attivate.
Migliaia le testimonianze di affetto che in queste ore continuano ad arrivare attraverso i social alla famiglia del dipendente che lascia moglie.
Salute
Trapani – Per lo scandalo sui ritardi degli esami istologici, all’azienda sanitaria trapanese è iniziata la caccia ad eventuali responsabili. Non sono bastate le due ispezioni disposte dall’assessorato regionale e dal ministero alla Salute: anche da via Mazzini a Trapani parte un’indagine per fare chiarezza. Il responsabile del servizio legale e contenziosi e quello delle risorse umane avranno 30 giorni di tempo per redigere il loro report, individuando i vari passaggi in cui, evidentemente, le cose non sono andate come avrebbero dovuto. Il nuovo direttore generale pro tempore, Danilo Faro Palazzolo, vuol vederci chiaro. L’iniziativa di Palazzolo appena insediatosi, ha destato preoccupazione tra i medici del reparto di Anatomia patologica: nella delibera firmata da Palazzolo, si mettono nero su bianco tutte le conseguenze in cui potrebbero incorrere, incluso il licenziamento per giusta causa.
E intanto a Mazara del Vallo a casa della prof vittima dei ritardi sono arrivati i carabinieri del Nas per sentire Maria Cristina a Gallo, la prima che ha denunciato il ritardo di otto mesi nella consegna del suo referto istologico, che le ha confermato di essere affetta da un carcinoma al quarto stadio. A indagare è la procura di Trapani. Dalla signora i Nas sono andati per conoscere i dettagli, i nomi dei medici che l’hanno seguita e di quelli che avevano in carico i tessuti da analizzare.
Ci sono altre due denunce, una presentata dal familiare di un paziente operato nella prima metà del 2024, il cui istologico è arrivato a febbraio 25, quando ormai c’era poco da fare. E ci sarebbe anche una terza denuncia su cui stanno indagando i Nas di Palermo.
Pare che nel corso delle audizioni degli ispettori mandati dal Ministero della Salute, un Chirurgo che ha operato in uno degli ospedali del trapanese avrebbe fatto l’elenco dei i suoi pazienti che non hanno ricevuto l’istologico in tempo e hanno sviluppato il cancro. Sarebbero sette persone.
L’indagine è per il reato di colpa medica e, al momento, è circoscritta alle tre denunce, ma la procura di Trapani, che ha avocato a se l’inchiesta, sta valutando di allargare il fascicolo al sistema provinciale. Anche perché intanto i 356 pazienti i cui istologici consegnati in alcuni casi anche con mesi di ritardo dopo aver trovato il medico e la struttura a cui affidarsi per affrontare il loro percorso oncologico sicuramente in salita, stanno adesso cercando un avvocato. Alcuni da soli, altri immaginando una class action.
Intanto lunedì gli studenti delle scuole di Mazara faranno un sit-in dalle 10 in piazza della Repubblica per ma- nifestare «la rabbia contro le falle del sistema sanitario». ‘Mazara si cura’ è il titolo del sit-in organizzato dagli studenti delle scuole superiori di Mazara del Vallo che si terrà lunedì 7 aprile, alle 10, in piazza della Repubblica. Gli studenti vogliono gridare la loro rabbia contro il sistema sanitario che, come nel caso dei ritardi negli esami istologici, dimostra falle. L’iniziativa è promossa dal movimento ‘Nuovo vento del sud’ insieme al comitato studentesco dell’istituto ‘Ruggero d’Altavilla’, la scuola dove insegna Maria Cristina Gallo, l’insegnante che per prima ha denunciato il ritardo di 8 mesi nella consegna del referto istologico.