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Trapani – di Rino Giacalone – E siamo finalmente arrivati ai giorni del giudizio. Dopo mesi che si sente dire di imminenti pronunciamenti giudiziari, di interventi della magistratura, di tribunali procuratori, e chi più ne ha più ne metta, finalmente sulla vertenza, contrasto, bisticcio, tra il patron Valerio Antonini e il Comune di Trapani, possiamo leggere tre piccole paginette su carta intestata Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia sezione I.
Non è né un ordinanza né una sentenza, ma un decreto. Non è la parola fine né una sospensiva….è un decreto che fissa una camera di consiglio e determina misure cautelari per non danneggiare nessuna delle parti.
Eppure con i soliti giochi di parole, rappresentazioni con milleluci, tali da abbagliare il lettore, qualche forzatura da una parte e titoli ingannevoli da altre parti, in città, a Trapani, tanti sono convinti che Antonini ha vinto la partita…senza nemmeno giocare, lui che intanto per davvero le partite, almeno quelle di basket, non le gioca più da tempo, dopo la fuga di coach e tecnici e giocatori.
Il Comune di Trapani a novembre 2025 ha avviato un procedimento di decadenza e/o revoca della concessione e della successiva convenzione datata anno 2023, per la riqualificazione e gestione del Palazzetto dello Sport “Ettore Daidone” di piazzale Ilio.
Il 9 febbraio 2026 è stata pubblicata all’Albo Pretorio del Comune la determinazione dirigenziale con la quale si è giunti conseguentemente all’avvio della procedura di revoca e/o decadenza, si è passati alla fase di risoluzione. Nella stessa data il Comune è rientrato nel possesso dell’impianto, intimando alla Trapani Shark di lasciare libera la struttura entro i successivi 15 giorni, fermo restando che la fase di smobilitazione avvenisse in contraddittorio con il Comune anche per salvaguardare il dare/avere legato alla ex concessione/convenzione.
Nel frattempo il Comune ha cambiato tutte le serrature dell’impianto, quelle della recinzione esterna, quelle delle porte di accesso al palazzetto.
Appena poche ore prima di quella immissione in possesso i Vigili Urbani avevano fermato un paio di mezzi pesanti in uscita dall’area dell’impianto, carichi di arredi e altro, tutto materiale preso dall’interno del Palazzetto, per ordine, avrebbero detto gli autisti e gli operai, dello stesso patron Antonini. Mentre da una parte annunciava l’imminente ritorno in campionato, per formule magiche e alchimie da libro dei sogni, dall’altra parte stava facendo portare via poltrone, sedie, arredi.
E così mentre dentro al Palazzetto il Comune ha permesso la prosecuzione dell’attività agonistica alle squadre giovanili, siamo giunti ai giorni del Tar. Antonini ha presentato un ricorso, affidandosi al prof. Gennaro Terracciano, una delle più importanti eminenze del mondo delle toghe amministrative, super consulente in diversi Governi, e all’avvocato Benedetta Piazza. I due avvocati hanno chiesto e ottenuto una misura cautelare rappresentando l’urgenza, senza alcun contraddittorio con il Comune. Il presidente del Tar ha accolto.
E cosa ha accolto?
Lo sgombero dell’impianto che il Comune aveva intimato avvenisse in 15 giorni dalla notifica della determina del 9 febbraio 2026, viene spostato al giorno 24 marzo 2026. Data in cui è stata convocata la Camera di Consiglio dove i giudici discuteranno con le parti il ricorso. Il Comune di Trapani martedì prossimo delibererà l’affidamento dell’incarico per resistere con un avvocato dinanzi al Tar.
Il prossimo 24 marzo i giudici nelle more del giudizio potrebbero anche decidere una sospensiva sugli effetti dell’impugnata determina dirigenziale. Ma oggi nonostante una serie di scempiaggini lette in giro questa sospensiva non c’è. Il presidente del Tar non ha cambiato le carte in tavola. A tenere le chiavi dell’impianto è ancora oggi il Comune, nessuna restituzione agli Shark, se la parte ricorrente dovesse prelevare qualcosa, questo potrà avvenire previa redazione di apposito atto di inventario sottoscritto da ambo le parti. Non bisogna essere avvocati per comprendere cosa è scritto nel decreto n. 449/2026 del Tar di Palermo, noi comunque lo pubblichiamo per chi voglia leggere direttamente.
Al momento non vince nessuno, chi dice di aver vinto lo si può chiamare Pirro.