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    Mafia. Maxi operazione di riciclaggio all’ombra del boss Messina Denaro: 3 arresti e beni per 200 milioni sequestrati
    Conferenza stampa alle 11 a Palermo
    Redazione28 Maggio 2026 - Cronaca
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  • Matteo Messina Denaro arrestoRosfirmaCronaca

    Campobello di Mazara – Partono da Campobello di Mazara e si diramano in tutto il mondo le indagini sul patrimonio accumulato illegalmente dal defunto boss Matteo Messina Denaro. È in corso una vasta operazione di respiro internazionale coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo e condotta dai Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal GIP presso il Tribunale.

    Tre le persone tratte in arresto. Sequestrati beni, società e disponibilità finanziarie per oltre 200 milioni di euro.

    Le attività sono in corso di svolgimento – oltre che in Italia – anche in altre parti del mondo in stretta collaborazione e costante raccordo con i collaterali Organi giudiziari e di polizia.

    Le indagini dei finanzieri del Gico del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo, coordinate dal procuratore Maurizio de Lucia, dall’aggiunto Vito Di Giorgio e dai sostituti Luisa Bettiol e Bruno Brucoli, partono dalla città che ha ospitato per anni il latitante  Campobello di Mazara e si diramano in buona parte del mondo: ad Andorra, Spagna (nelle città di Malaga, Marbella, Benahavis e Puerto Banùs) e poi Gibilterra, Isole Cayman, Lussemburgo, Svizzera, Libano, Principato di Monaco.

    L’operazione giunge al culmine di un’intensa attività investigativa che ha consentito di ricostruire un imponente patrimonio frutto del reimpiego, anche attraverso società off shore, di ingenti capitali derivanti da attività di narcotraffico, prosperate – già a partire dagli anni ’80 – sotto l’egida di Cosa Nostra Trapanese e nell’interesse del suo stesso vertice, Matteo Messina Denaro.

    Indetta conferenza stampa alle ore 11.00 di oggi (28 maggio 2026), alla presenza del Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Dott. Giovanni Melillo, e del Procuratore della Repubblica di Palermo – Dott. Maurizio de Lucia.

    Si precisa che, in attesa di giudizio definitivo, trova applicazione, per tutti gli indagati, il principio della
    presunzione di innocenza.

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