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    Prescrizione…e torniamo a mettere indietro le lancette dell’orologio
    Mare Monstrum, l’indomani della sentenza che ha “liberato” l’ex sindaco Fazio. L’avvocato di Fulgatore adesso penserebbe a tornare a candidarsi a sindaco
    Rino Giacalone24 Luglio 2026 - Cronaca
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    Trapani – di Rino Giacalone – “Il patto corruttivo è esistito” ma il reato è prescritto. Non è una assoluzione, ma è finito così il processo per corruzione dell’ex sindaco ed ex deputato regionale, di Forza Italia, avvocato Girolamo Fazio (difeso dagli avv. Lillo Fiorello e Michele Cavarretta). La prescrizione è arrivata ieri dalla Corte di Appello di Palermo. Niente condanne da espiare, in primo grado aveva avuto inflitti 4 anni e 6 mesi, corruzione impropria, cancellati i risarcimenti, la norma è stata dichiarata incostituzionale, dovrà pagare le spese legali alla presidenza della Regione, resta solo la confisca diretta di 100 mila euro avvenuta nella fase preliminare delle indagini. Il dibattimento è quello legato all’indagine dei carabinieri “Mare Monstrum”. Mazzette distribuite dagli armatori Morace – Ustica Lines poi diventata Liberty Lines – per pilotare l’attività del dipartimento regionale alla Mobilità a proposito di appalti per i collegamenti marittimi tra la Sicilia e le isole minori.

    Il Tribunale di Trapani aveva riconosciuto esistente l’asservimento del deputato Fazio ai voleri degli armatori Morace. I pm nei due gradi di giudizio avevano chiesto una condanna più pesante, per corruzione, ma i giudici di prim e secondo grado hanno detto di no. Prescrizione anche per la corruzione legata ai rapporti tra Fazio e Leonardo Carpinteri, ex ad del gruppo Stefania Mode. A proposito di fatture pagate ma per forniture inesistenti (risultavano bottiglie di vino vendute alla società commerciale dall’azienda di famiglia del politico) ma in effetti si trattava di un pareggiare i conti per la presentazione all’Ars da parte di Fazio di un ddl che avrebbe dovuto consentire all’azienda di Carpinteri di utilizzare un immobile nell’area industriale di Trapani. Una vicenda che in parte è approdata dinanzi al Tribunale di Trapani dove è in corso nei confronti dell’on. Fazio di un processo per autoriciclaggio.

    Per la cosiddetta “ tangentopoli del mare” sono stati condannati, in altri processi, l’ex armatore Ettore Morace (con due patteggiamenti) e Salvatrice Severino, l’ex dirigente “telecomandato” dai Morace. Altri imputati, alla pari dell’on. Fazio, sono usciti dal processo per prescrizione senza nemmeno arrivare ad una sentenza di primo grado.

    Con la prescrizione cadono anche le interdizioni inflitte all’ex parlamentare di Forza Italia che si dichiarò poi indipendente nel corso del mandato parlamentare. Fazio pare voglia mettere indietro le lancette dell’orologio.

    Nel 2017 quando esplose l’indagine, era candidato a sindaco, nonostante l’arresto arrivò al ballottaggio dal quale si ritirò lasciando da solo l’avversario del fronte avverso di centrosinistra, Pietro Savona. Savona unico candidato per vincere le elezioni doveva vedere andare alle urne il 50 per cento più uno degli aventi diritto, fu invece un flop, i trapanesi disertarono le urne, mentre Fazio di fatto aveva interrotto quella partita portandosi via il pallone e il pubblico sugli spalti. Oggi l’on. Fazio sta pensando a tornare a correre per Palazzo D’Alì.

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