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Trapani – di Rino Giacalone – “La riserva è sotto attacco” afferma Silvana Piacentino direttrice dell’area protetta delle saline. “La verità è un’altra, ad essere sotto attacco è il porto” afferma l’imprenditore Gaspare Panfalone, titolare di una delle maggiori aziende che operano nel circuito portuale. Ovvio per chi ascolta trarre un comune denominatore, e cioè quello che se attacco esiste riguarda il territorio, saline e porto sono due polmoni per l’economia.
Ieri il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida ha provato a mettere pace e a segnare un confronto tra le due realtà. Oggetto del dibattito, nel chiostro di San Domenico, il riconoscimento per la riserva del “Mab Unesco” , un sigillo a favore della Biosfera, che è qualcosa della quale ogni giorno dovremmo nutrirci. Ma il percorso , verso la distensione, è in salita. E le cose dette non rappresentano nessuno un dato neutro. Ci si nutre di ambiente ma si deve garantire lavoro.
Ieri al tavolo sono mancati due soggetti importanti, da una parte il presidente della Camera di Commercio, Pino Pace, capofila della rete che ha candidato la riserva delle saline verso il riconoscimento Unesco, c’era il direttore Diego Carpitella, ma era assente anche l’Autorità Portuale di Sistema, la commissaria Tardino, sebbene invitata. Pace più tardi si è’ scoperto essere a Trapani ma ha preferito star lontano dal Chiostro di San Domenico.
Le loro presenze sarebbero state importanti per chiarire due questioni: la prima riguardante la genesi del progetto, idea di Pino Pace; la seconda sapere dalla Tardino se lei conosce il progetto. Il direttore della Camera di Commercio, Carpitella, ha ribadito che è stato condiviso con l’Autorità Portuale, cosa opposta hanno detto gli imprenditori portuali, segnatamente Panfalone ha risposto “siete stati dei carbonari”. Un lavoro fatto tenendo il segreto agli altri.
Anche all’Autorita’ Portuale? Carpitella ha difeso l’iniziativa “che non toglie niente a nessuno e quindi al porto”, rivendicando l’apprezzamento del ministero dell’ambiente; la direttrice della riserva, Piacentino, ha sottolineato che il sigillo Unesco “non comporta vincoli, penalizzare il porto non è cosa che fa parte dei miei pensieri”.
(Gaspare Panfalone – imprenditore)
“Il confronto – dice Panfalone – lo si sta chiedendo adesso che siamo all’ultimo chilometro, non esiste al mondo un solo porto che rientra nella protezione Unesco, ci sarà una ragione, e penso che ci sarà una ragione perché adesso ci si vuole mettere quello di Trapani”. Il deputato dem Dario Safina sul tavolo ha posto una proposta: “Unesco porta qualcosa, ma se c’è da aggiustare la riperimetrazione lo si faccia, per non far danno al porto”. E poi una stoccata all’Autorità Portuale: “a parte certe passerelle di Monti prima è Tardino ora , non sappiamo nulla dei progetti per il porto di Trapani, credo che è di questo che dovremmo discutere”. Il sindaco ha dato una sua precisa disponibilità: “il rilancio del porto è nell’agenda dell’amministrazione, ma assieme a questione interporto, Zes, ex area industriale, così come diamo supporto alla riserva naturale insostituibile valore aggiunto”.
Tutto questo mentre i lavori di dragaggio dei fondali restano fermi, cantiere sotto sequestro dopo che si è scoperto smaltimento illecito dei fanghi portuali, il progetto del Water Front segna il passo. Forse ha ragione davvero l’on. Safina. più che di Unesco si dovrebbe parlare di altro che interessa più al porto.