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    L’Ospite. “Cosa resta di Montagna Grande” di Mario Torrente
    Ancora non si ha una stima ufficiale dei danni
    Redazione15 Giugno 2026 - Cronaca
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    Salemi –  Riprendiamo e facciamo nostre le considerazioni del nostro collega Mario Torrente legate a quanto sta avvenendo da tre giorni su Montagna Grande, ancora una volta “offesa” dalla mano dell’uomo per l’ennesima volta, dopo lo spaventoso e devastaante incendio del 2020. La domanda che si pone e ci pone Mario Torrente è una domanda che pesa come un macigno.

    Riflessione ad alta voce di Mario Torrente

    “Che cosa resta del patrimonio naturalistico di Montagna Grande dopo l’incendio dello scorso fine settimana? Ancora non si ha una stima ufficiale dei danni, ma in base alle prime valutazioni fatte si parla di circa 400-500 ettari di superficie andata a fuoco. Una autentica devastazione.
    La montagna ha bruciato per due giorni nonostante l’intervento aereo, oltre delle squadre anticendio a terra, di diversi canadair ed elicotteri.Ma le fiamme hanno continuato lo stesso la loro avanzata, divorando tutto e distruggendo quel poco che era rimasto e la ripresa che c’era stata in questi anni dopo il terribile incendio del 2020, quando vennero ridotti in cenere qualcosa come 800 ettari di quella che era un’autentica oasi naturalistica, un bosco pieno di alberi, biodiversità e vita che avvolgeva l’intera montagna in tutti i suoi versanti e nelle sue due cime.

    Nel giro di sei anni è praticamente andato in fumo quel grande polmone verde dove per 70 anni il fuoco non era mai riuscito ad entrare, anche grazie all’attività di prevenzione svolta dagli addetti della Forestale. Piuttosto, qual era la situazione dei viali parafuoco a Montagna Grande prima dell’incendio di sabato? Erano state effettuate le opere di manutenzione necessarie per provare ad arrestare l’avanzata delle fiamme in caso di rogo? Gli alberi bruciati dei precedenti incendi erano stati rimossi? Quali e quanti interventi sono stati eseguiti dopo l’incendio del 2020?

    A sei anni di distanza e dopo quanto accaduto lo scorso fine settimane credo che qualche risposta vada data da parte della Regione e dei suoi uffici competenti in materia. Ma la domanda principale resta sempre la stessa: chi è perché brucia le nostre montagne? E nel caso specifico, cosa è successo a Montagna Grande sabato 13 giugno? Anche questa volta i danni sono stati immensi e la perdita di patrimonio ambientale dovrebbe portare ad una ferma reazione da parte delle istituzioni. Verranno individuati i responsabili per essere assicurati alla giustizia? O anche questa volta non pagherà nessuno? E fino a quando saremo costretti ad assistere a questi scempi ambientali che oltre ai danni mettono a rischio la sicurezza dei cittadini e la stessa vita di chi va a spegnere il fuoco.

    Sempre questo fine settimana a Borgetto un operaio della Forestale è morto durante le operazioni di spegnimento di un incendio. Perchè ad ad ogni rogo sono tanti gli uomini e le donne che, nell’adempimento del loro dovere e per provare a salvare la natura e fermare l’avanzata del fuoco che potrebbe arrivare alle case delle persone, rischiano la pelle. Fino a quando dovrà andare avanti questa situazione? Con le nostre montagne sempre più brulle, senza boschi, gli alberi rimasti che si contano sulle dita di una mano monca e la desertificazione che avanza?

    Per non parlare degli aspetti connessi ai cambiamenti climatici e l’aiuto, vero e concreto, che gli alberi possono darci.

    Le domande, nelle perenne emergenza per gli incendi boschivi, sono davvero tante, così come tanta è la rabbia nel vedere la Sicilia continuare a bruciare. Nell’attesa che, prima o poi (ma chissà quando) dalle istituzioni arrivino risposte adeguate per salvaguardare e tutelare, per davvero, il patrimonio naturalistico (ciò che è rimasto).

    Magari assicurando alla giustizia chi appicca il fuoco. Le nostre montagne e tutti gli alberi bruciati attendono giustizia. E con loro anche i cittadini che sono stanchi di vedere bruciare la loro terra. E che chiedono vera tutela ambientale. Possibilmente con un mondo migliore da lasciare ai loro figli.

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